Fiorentina: il punto dopo la gara con la Juventus

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

La sconfitta con la Juventus, se da una parte ha lasciato l’amaro in bocca per come è maturata, dall’altra rivela che la Fiorentina, nonostante l’undicesima posizione in campionato, è ancora viva. Montella, alla sua seconda partita da allenatore viola, non è riuscito ancora ad ottenere i tre punti, ma ha visto una squadra che ha combattuto, tenendo testa al quotato avversario. La Viola vista ieri non solo è passata in vantaggio (con Milenkovic dopo soli quattro minuti, ndr) ma ha fatto tremare gli avversari ed ha rischiato di realizzare altre reti col mobilissimo Chiesa, che ha colto un palo ed una traversa. Poi è venuta fuori l’esperienza bianconera, che ha ribaltato il risultato e gestito il medesimo, quasi senza sforzo eccessivo. Si dice che la squadra di Montella abbia mollato un pò la presa, pensando alla sfida decisiva a Bergamo il 25 aprile: in palio la finale di Coppa Italia a cinque anni da quella tragica sera romana in cui venne accoltellato il tifoso Ciro Esposito, che sarebbe spirato il 25 giugno del 2014, 52 giorni dopo il suo ferimento. Ha brillato Chiesa, tolto al 65′ per far spazio al mobile Muriel (che però ha potuto fare ben poco), dietro Lafont e Milenkovic hanno offerto discrete garanzie, oltre a Veretout e Dabo. In ombra Benassi, che ha cercato di offrire un contributo, ma che alla fine non è riuscito ad incidere, così come il suo sostituto Gerson. Ha deluso infine Simeone, che si è visto sì annullare un gol, ma che ha faticato oltremodo. E’ quindi una sconfitta ” bianca”, la nona stagionale, ma che dimostra appunto, che all’ ” Atleti Azzurri d’Italia ” ce la si può giocare senza timore reverenziale. L’Atalanta di Gasperini giocherà domani, 22 aprile, al San Paolo con un Napoli piuttosto demotivato ma, al di là di questo, avrà due giorni in meno di riposo rispetto ai viola, che hanno appunto giocato nella giornata di sabato. E’ però un aspetto su cui non ci si deve adagiare, vista la forza dell’Atalanta fra le mura amiche. I bergamaschi hanno sì perso quattro gare, ma l’ultima fu il 3 dicembre 2018, proprio con i partenopei, prossimi avversari nel Lunedì di Pasquetta: in casa segnano meno rispetto alle gare in trasferta (29 contro 35) ma hanno subito solo 17 reti, di fronte alle 24 fuori casa. Riuscire a superare il turno per poter riportare un trofeo a Firenze dopo 18 anni potrebbe dare un senso ad una stagione tribolata. Potrebbe anzi sortire un doppio effetto benefico: la permanenza di Chiesa in riva all’Arno almeno per un’altra stagione e magari convincere la dirigenza a provare  salire di grado, allestendo una squadra che possa puntare più in alto, detto col dovuto rispetto ovviamente ai giocatori attuali. La sfida con gli orobici è aperta, nonostante quel 3-3 del 27 febbraio in quel di Firenze offra agli avversari la possibilità di avere due risultati su tre. Il calcio però, sa offrire sorprese inattese e la prova si è avuto nel turno odierno, con la vittoria del Chievo già retrocesso in casa della Lazio. Montella e i suoi sono chiamati all’impresa: sarà una partita molto importante e i giocatori già lo sanno. Ora la parola passa al campo.

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