Allegri tra passato, presente e futuro: una notizia che non può lasciare niente invariato

Pubblicato il autore: Gabriele Ripandelli Segui

Juventus manager Massimiliano Allegri

È finita, ufficialmente, tra i mugugni esterni e la solidità interna. La fumata bianca dalla Continassa che  ha portato alla fine del mandato (prendendo in prestito il termino dalla politica vista anche la corrispondenza temporale, ndr.) di Allegri, l’uomo dei record, è la notizia del giorno. Una bomba a mano sganciata sul mercato calcistico degli allenatori con un comunicato. Una news che la società temeva potesse arrivare per decisione del tecnico a metà estate, in pieno ritiro (come successe per Conte, ndr.) e non lasciando alle spalle un ottimo rapporto con la dirigenza. Questa volte, invece, il divorzio arriva dopo giorni di dialogo con un buon anticipo per progettare il futuro, per scelta di entrambi e con un clima disteso, come lascia immaginare la doppia conferenza di Allegri ed Agnelli fissata per oggi alle 14.

Il trascorso di Allegri in bianconero

La certezza con la quale il periodo di Allegri si può considerare superlativo è la stessa con la quale si può affermare che, nonostante cinque anni siano tanti, Max non sia mai entrato nel cuore dei suoi tifosi. I numeri dell’ultimo quinquennio sono sbalorditivi: 453 punti, con una media 2.41 a partita e solo 36 sconfitte. Ma soprattutto sono stati i trofei del suo periodo bianconero a rendere Allegri uno dei migliori tecnici degli ultimi 5 anni: 5 scudetti, 2 supercoppe italiane e 4 coppe Italia che valgono 4 doblete in 5 anni. In bacheca ovviamente manca la coppa dalle grandi orecchie, quella Champions che era ormai diventata l’unico obiettivo, soprattutto dopo l’arrivo nel pianeta Juventus del marziano Cristiano Ronaldo, a discapito degli scudetti consecutivi, sempre meno festeggiati dal popolo bianconero. Il percorso europeo però ha visto Allegri, con due finali di Champions raggiunte, comunque tra i top allenatori e secondo solo a Zidane, protagonista del dominio blancos con tre vittorie consecutive.

Il distacco tra Allegri e la società

Le parole di Nedved, vicepresidente della Juventus, prima della partita contro la Roma lasciavano già pensare che le strade non erano più così tanto unite. Quel “chi vivrà vedrà” condito da un sorriso come risposta alla domanda sul futuro del tecnico era una di quelle frasi che in genere dice tutto e dice nulla. Però se detta dal ceco, uno che quando parla fa sempre notizia, lascia pensare che oltre alla banalità ci sia qualche cosa. Va segnalato anche che, se la notizia è arrivata dopo giorni di dialogo, una strada comune da percorrere si è cercata ma non trovata.

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L’altra dichiarazione del dirigente vedeva la squadra difficilmente migliorabile, ma anzi esaltava la rosa a livello italiano e mondiale, cozzando con le posizioni di Allegri. L’allenatore in particolare era stato deluso da Cancelo, che aveva evidenziato alcune lacune difensive, Douglas Costa,  che sarebbe dovuta essere l’arma in più per dare la scossa soprattutto in Champions, e Dybala.  La società sicuramente si aspettava che quella mancanza che Allegri vedeva nella rosa potesse essere data dal tecnico, come fanno anche altri colleghi di spessore internazionale lasciando il loro stampo di gioco come Guardiola, Pochettino e Klopp.  La società avendo speso molto per garantirsi Ronaldo non ha nessuna intenzione di dover andare incontro alle delle minusvalenze: Dybala fino a un anno fa era giudicato come futuro pallone d’oro e simbolo della Juventus ed ora sicuramente non vale più quei 100 milioni, Douglas Costa viene da una stagione  da desaparecido e difficilmente per Cancelo si potrebbero reincassare quei 40 milioni spesi in estate. Inoltre, la società preferisce spendere i soldi dell’aumento dell’ingaggio richiesto dal tecnico su un nuovo giocatore.

Probabilmente in Italia, una patria dove difficilmente si possono assistere a storie alla Ferguson come in Inghilterra, la Juventus potrebbe non accontentarsi più di dominare solo sul punto di vista dei risultati. I tifosi chiedono, oltre alla Champions, di poter assistere al bel gioco e chissà che la società non si sia decisa ad accontentarli. Lo stesso rapporto con i tifosi, mai idilliaco fin dall’inizio, ed in cui la società non ha mai difeso apertamente Allegri, è uno dei motivi che ha spinto l’allenatore ad andarsene.

Il post Allegri: chi sulla panchina della Juventus?

Il sogno della Juventus può assumere due forme: quella di Guardiola o quella di Klopp. La Juventus ci ha insegnato nella scorsa estate che la parola impossibile esiste solo nel dizionario e quindi ci si può aspettare di vedere qualsiasi allenatore aprire l’era post Allegri. Guardiola, però, ha affermato in conferenza stampa di non avere intenzione, almeno per la prossima stagione, di allontanarsi da Manchester ed ha chiuso apertamente la strada alla pista Juventus. Sempre in data odierna è anche arrivata la certezza che c’è stato un vero tentativo della società bianconera di portarlo a Torino. Anche Klopp, uno degli allenatori più amati del momento, non dovrebbe avere intenzione di lasciare il suo Liverpool dopo aver raggiunto per la seconda volta consecutiva la finale di Champions ed essersi goduto il “you’ll never walk alone” al termine dell’impresa contro il Barcellona. Il terzo nome che arriva dall’Inghilterra è Pochettino, che ha già annunciato di poter salutare il Tottenham anche in caso di vittoria della Champions. Per garantirsi il suo contratto bisognerà però pagare la clausola di 30 milioni. L’ultimo nome “inglese” è quello di Sarri, anche lui non amato dal pubblico (vedi “fuck sarri ball“, ndr.), che garantirebbe la possibilità di poter vedere il bel gioco tanto chiesto tifosi della Juventus e, come dimostrato dal raggiungimento della finale di Europa League, non avrebbe problemi a raggiungere risultati importanti.

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Uscendo dalla Gran Bretagna, i nomi per il totoallenatore sono comunque tanti. Deschamps vorrebbe rimanere almeno fino gli europei, se non oltre, sulla panchina della Francia e quindi vede depennarsi dalla lista dei possibili successori. Inzaghi non ha ancora rilasciato dichiarazioni sul suo futuro dopo la finale di Coppa Italia e potrebbe vedere in bianconero la grande occasione della sua carriera, dopo essere stato il secondo allenatore più vincente in Italia del periodo di Allegri, con una coppa Italia ed una Supercoppa italiana. I due outsider sono Mihajlovic e Conte. Il primo era già stato proposto al posto di Allegri ed ha dimostrato al Bologna di essere un allenatore in grado di rivitalizzare i giocatori chiave della squadra. L’ex ct azzurro viene dato già come promesso sposo dell’Inter, ma, per quanto non si sia mai ricucito il rapporto con Agnelli, Nedved e Paratici potrebbero spingere per riabbracciarlo. Mentre le altre squadre italiane sperano che il cambio in panchina possa portare a delle difficoltà e alla fine del predominio bianconero, quello che è certo è che l’allenatore deve avere un pedigree per essere accettato da Ronaldo e che nei prossimi giorni si sentiranno tantissimi nomi ma difficilmente la dirigenza non ha già un piano concreto in mente.

Il post Juventus: quale futuro per Allegri?

Per il tecnico il futuro immediato più quotato è l’opzione di prendersi un anno sabbatico per poi ripartire con il pieno di energie. Sicuramente guardando il profilo dei top club europei, salvo sorprese ed una girandola di cambi di panchine, l’Inghilterra non concede spazi liberi (l’unico potrebbe essere il Tottenham, ndr.)  così come la Spagna, dove da Guardiola&Klopp fino a Zidane&Simeone dovrebbero essere ben saldi. Non è sicuramente da escludere un possibile permanenza in Italia, con la Roma o con il Milan se ci dovesse essere almeno un tentativo o con l’Inter se Marotta dovesse puntare sul rapporto tra i due. All’estero, invece, potrebbero risultare calde le piste di Psg e Bayern Monaco. Sicuramente, neanche dopo la conferenza di Allegri e Agnelli, si avrà la certezza del futuro del tecnico e della società. Bisognerà aspettare e, per molti, sperare dato che l’acciuga Allegri potrebbe nuotare nelle acque piene di cambiamento.

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