FC Barcelona – Valverde massimo responsabile

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui


Maledizione o incapacità? La domanda è evidentemente retorica. Non ammette risposta perché ha la stessa già insita in essa. Nessuna maledizione signori. Quando mai! Uscire con ignominia a Roma e l’anno dopo a Anfield, con una condotta di gara esattamente identica, quasi fosse una fotocopia della precedente, non ha nulla di misterioso o del paranormale.

Le squadre sono lo specchio del proprio allenatore. Ci sono quelli grintosi, quelli cattivi, quelli tecnici e quelli rilassati e paurosi. Le loro squadre giocano di conseguenza. Non potremmo mai avere una formazione allenata dal Cholo che non sia cattiva e aggressiva per intenderci. Valverde è una gran brava persona. E’ un allenatore preparato in maniera eccellente, ma pecca di personalità, di coraggio. Le sue titubanze, le sue paure, le sue incertezze le trasmette alla squadra, che le manifesta sul campo. Il tecnico extremeno è il massimo colpevole della disastrosa sconfitta di ieri ad Anfield. Bravo nel gestire una competizione lunga come il campionato di Liga, dove anche gli errori sono recuperabili, ma assolutamente inadatto per una competizione come la Champions dove, nella fase ad eliminazione diretta, quel margine di errore viene a mancare. E’ qui che si nota la mancanza di personalità. Parliamo di paura e incapacità nel gestire un grande vantaggio. Lo scorso anno a Roma e quest’anno a Liverpool. Tre reti di vantaggio e due eliminazioni rovinose.

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Nelle due occasioni la squadra è entrata in campo contratta e paurosa. Sempre perdente nei duelli individuali in ogni zona del campo e nei confronti in velocità. La squadra arrivava sempre per seconda sulle palle contese. E’ mancata anche la solita tranquillità nel gioco arioso e sicuro che contraddistingue la squadra. La palla sembrava che scottasse tra i piedi dei giocatori, e sempre è stata giocata in maniera affrettata e approssimativa, come se ne avessero paura.
In ciò la mano dell’allenatore è fondamentale. Se trasmette dubbi invece che certezze, timori invece che sicurezza, il risultato non potrà mai essere differente da ciò che si è visto ieri notte. Una squadra, non solo paurosa, ma anche disorganizzata mentalmente.

Valverde non riesce a gestire le gare di ritorno in cui può vantare un grande vantaggio in tema di risultato. La prima volta poteva essere un caso. Ma la seconda volta a distanza di appena un anno, inizia a far scattare più di un campanello d’allarme sulle capacità del tecnico di gestire momenti ad alto stress emotivo. Invece che caricare la squadra, lui la scarica.

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La gestione delle due gare è identica: goal subito nei primissimi minuti in entrambe le partite; a Roma e ieri. Successiva mancata reazione della squadra, apparsa lenta, svagata, come se fosse sorpresa dall’inizio di gara aggressivo degli avversari nelle due partite prese a esempio. La squadra è inoltre apparsa impreparata dal punto di vista ambientale e mentale sia all’Olimpico che ieri a Anfield. Reti dilettantesche subite su calci d’angolo; sia a Roma che a Liverpool. Suarez ha definito la quarta rete incassata addirittura da Alevin, categoria infantile della Masia sotto gli 11 anni.
Quelle di Roma e Liverpool sono due gare identiche nel loro svolgimento. Tutti indizi gravi, precisi e concordanti dell’incapacità di Valverde di preparare squadra e partita in appuntamenti così importanti. Depredare e disperdere al vento un vantaggio così ampio (tre reti), se ti chiami FC Barcelona ti può, forse, capitare una volta nella vita. Mai due, per giunta consecutive. Invece che attaccare e fare la sua partita come all’andata, Valverde ieri (come a Roma un anno fa) ha deciso di difendersi e far trascorrere il tempo in un conto alla rovescia sempre perdente. Ieri il tecnico ha snaturato una squadra, cercando di modificarne la natura, per la paura di giocare a viso aperto, o peggio ancora, per la pigrizia di speculare sul risultato dell’andata. In entrambe le circostanze è stato pesato, misurato ed è stato giudicato mancante.

Tutto ciò ci dimostra che Valverde è chiaramente un tecnico non adatto al Barça e che con lui in panchina non si vincerà mai la Copa tan linda y deseada, per dirla con Messi. Ora a Can Barça urge una nuova e immediata pianificazione per un futuro senza Valverde come tecnico blaugrana.

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