Inter, Grazie Luciano

Pubblicato il autore: Dario Magnani Segui

L’inter ripartirà da Antonio Conte per puntare con ambizione ancora più in alto. Scelta giusta e condivisibile.
Per una volta,però, l’Inter ripartirà ma non ricomincerà da capo. E questo è merito di Luciano Spalletti il quale ha costruito una squadra e un progetto con basi solidissime.
Il mister di Certaldo si è dimostrato ancora una volta un ottimo allenatore.
Odiato a Roma e non amato a Milano, è un uomo i cui risultati parlano da soli.
A Roma torna a gennaio 2016, prende una squadra in crisi con Rudi Garcia, quinta in classifica e alla fine i giallorossi  raggiungono la Champions League. L’anno successivo, nonostante il caso Totti,tiene unito lo spogliatoio portando la Roma al suo record di 87 punti e a quattro lunghezze dalla vetta.
A fine stagione lascia la Capitale, va all’Inter, nonostante non sia  la prima scelta in quanto gli Zhang avevano cercato Conte anche due anni fa, ma il tecnico leccese declinò l’invito.
L’Inter che prende arriva da un’ annata disastrosa con un ottavo posto finale e 3 cambi d’allenatore nel corso della stagione. E’ una squadra senza nè capo nè coda. Gli viene promesso un mercato faraonico,Sanchez,Vidal,James,etc.

Ad agosto si  ritrova praticamente con la stessa rosa con in più il centrocampo della fiorentina, Skriniar e Cancelo,ma con un Jovetic e Kondogbia in meno. Fa un prima parte di stagione da incorniaciare. Non perde fino a metà dicembre. Poi il calo di gennaio/febbraio per poi vivere una lotta punto su punto con la Lazio fino all’ esplosione d’ entusiasmo al colpo di testa di Vecino che significa Champions dopo 6 anni di agonia lunghissimi. E già questo traguardo dovrebbe bastare per considerare positiva la sua esperienza positiva sulla panchina neroazzurra.

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In quest’ ultima stagione sceglie una squadra più fisica che tecnica. Rinuncia a Cancelo, per necessità, e a Rafinha, per scelta, optando per il suo pupillo Radja Nainggolan. La squadra parte a rilento,ma si percepisce che ha una potenzialità maggiore di quella precedente.Lo dimostra con il Totthenam in una partita da Pazza Inter in cui gioca alla pari con in finalisti di quest’edizione. Significativa la vittoria di fine novembre per 3-0 a Roma contro i biancocelesti dando prova della differenza con la squadra del precedente 20 maggio che aveva acciuffato il quarto posto in una partita alquanto rocambolesca ed equilibrata. Prima vero momento di difficoltà della stagione è l’eliminazione dal girone di Champions colpa del pareggio interno con il Psv. Sia chiaro l’ Inter esce a testa alta dalla competizione in un gruppo proibitivo, ma con 6 punti nelle prime due giornate l’ha un po’ buttata via. Si riprende in campionato battendo il Napoli a Santo Stefano. Da lì nell’arco di 40 giorni scoppia la grana Nainggolan, il mal di pancia di Perisic e il caso Icardi che si risolve per modo di dire, visto che l’Icardi dell’ ultimo mese è lontano parente del bomber di Rosario , ad inizio Aprile. Nel mezzo un pareggio beffardo  a Firenze, un derby vinto importantissimo e una bruttissima eliminazione dall’ Europa League. Poi una serie di pareggi un po’ deludenti per poi conquistare la Champions ancora una volta con un ultimo atto da Pazza Inter in una partita che ha regalato più emozioni di quella con la Lazio.

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Sicuramente quest’ ultima stagione poteva essere migliore soprattutto nelle coppe. Il tecnico toscano, però , ha delle attenuanti. In particolare ha avuto il merito di aver tenuto saldo lo spogliatoio nei momenti più delicati. L’inter ha sofferto, ha perso, ha giocato male ma non ha mai dato l’impressione di abbandonare la propria guida tecnica. E questo perchè , a parte che sul campo, il mister di Certaldo è sicuramente stato il miglior allenatore neroazzurro dopo Mou nella gestione degli uomini.
Ha reso Marcelo Brozovic un regista atipico ma necessarrio. Da giocatore croato discontinuo con le valigie in mano a punto fermo fondamentale. Ha migliorato anche D’Ambrosio che non ha fatto rimpiangere troppo quel Cancelo, che con Spalletti ha reso come non mai. Ha voluto Radja e alla fine ha avuto ragione perchè il belga si è dimostrato decisivo nella corsa Champions con goal importantissimi.
Alla fine ha vinto ancora lui, Spalletti che lascia una squadra che con Conte e qualche innesto di assoluta qualità, soprattutto a centrocampo, può ambire a qualcosa di importante. E se nel caso in cui  il tecnico pugliese riporterà i neroazzurri a vincere, bisognerà ringraziare anche Luciano per aver messo basi solide e per aver portato la squadra in Champions due volte in due anni che  è un grande traguardo anche a livello economico.
Quindi grazie a te Lucio.
Hai anche sbagliato, ma hai lottato, hai difeso questi colori e ci hai ridato una dignità che avevamo perso.
Uomini forti destini forti, uomini deboli destini deboli.
Mi piace ricordarti così.

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