La lettera di De Rossi, il saluto di un’altra bandiera che se ne va

Pubblicato il autore: Francesca Romana Tomassini Segui

Lettera di Daniele De Rossi

E’ stato un viaggio lungo, intenso, sempre accompagnato dall’amore per questa strada. Questa gratitudine non voglio lasciarla sospesa per aria, perché, mentre scrivo la parola grazie, non mi passano per la testa dei concetti astratti, ma dei ricordi e delle sensazioni, delle facce e delle voci. Permettetemi di ringraziare tutta la Roma che ho conosciuto: la famiglia Sensi, il presidente Pallotta, tutte le donne e gli uomini che hanno lavorato e lavorano a Trigoria. Gli allenatori che mi hanno guidato, ognuno mi ha insegnato qualcosa di importante, nessuno escluso. Gli staff medici che si sono presi cura di me; Damiano, senza il quale le mie presenze con questa maglia sarebbero state sicuramente meno. I miei compagni, la parte più intima del mio lavoro: sono la mia famiglia. La quotidianità dello spogliatoio di Trigoria sarà quella che mi mancherà di più. Bruno che ha visto in me qualcosa di speciale e mi ha portato in questo fantastico settore giovanile. E’ lì che, una mattina di agosto, ho incontrato Simone e Mancio, che mi sono rimasti accanto finora e resteranno per tutta la vita. Grazie a Davide, anche lui accanto a me per tutta la vita. Grazie a Francesco. La fascia che ho indossato l’ho ricevuta dalle mani di un fratello, di un grande capitando e del calciatore più straordinario al quale io abbia mai visto indossare questa questa maglia. Non capita a tutti di giocare 16 anni accanto al proprio idolo. Riconsegno questa fascia, con rispetto, ad Alessandro. Un altro fratello che sono sicuro ne sia altrettanto degno. Grazie a papà e mamma per avermi cresciuto trasmettendomi due valori che sono ogni giorno con me: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stesso e dai una mano a chi è in difficoltà. Grazie a Ostia, alla sua gente e al suo mare, che mi hanno svezzato da bambino, accompagnato da adolescente e riaccolto da adulto. Grazie anche a chi mi ha sopportato e supportato tra le mura di casa: senza Gaia, Olivia e Noah soprattutto Sarah sarei la metà dell’uomo che sono ora. Grazie ai tifosi della Roma, i miei tifosi. Mi permetto oggi di dire miei, perché l’amore che mi avete dato mi ha permesso di continuare ad essere in campo parte di voi. Siete stati la ragione per cui tante volte ho scelto di nuovo questa città. Domani sarà la seicentosedicesima volta in cui io considererò questa scelta, la scelta giusta. Il 26 maggio di qualche anni fa abbiamo vissuto una giornata dopo la quale pensavamo di non poter tornare a sorridere. Lo pensai anche io, finché non vidi il tatuaggio di un tifoso con scritto “27 maggio 2013, eppure il vento soffia ancora”. Non so a chi appartenesse questo tatuaggio, ma so che il vento ricomincerà a soffiare anche da questo 27 maggio. Mai come in questi giorni ho sentito il vostro affetto: mi ha travolto e mi ha riempito il cuore. Mai come in questi giorni vi ho visto così uniti per qualcosa. Ora, il regalo più grande che mi potete fare è mettere da parte la rabbia e tutti uniti ricominciare a soffiare per spingere l’unica cosa che ci sta a cuore, la cosa che viene prima di tutto e tutti, la Roma. Nessuno mai vi amerà più di me.
Arrivederci,
Daniele De Rossi.

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Le parole di Ranieri su De Rossi

Domani alle 20.30 allo Stadio Olimpico, ultima partita per Daniele De Rossi. Dopo Francesco Totti, seconda perdita per i tifosi giallorossi. Un’altra bandiera del calcio che se ne va. Uno dei giocatori più rappresentativi del calcio italiano dopo 18 anni di carriera farà il suo saluto nel match Roma-Parma di domani. Anche per Claudio Ranieri sarà l’ultima partita. Dopo soli due mesi, lascerà la panchina ed andrà ad allenare altrove. Riguardo il suo giocatore ha dichiarato: “Anche per me il suo addio è stato un fulmine a ciel sereno, come per lui. Mi auguro che ci sia l’atmosfera che merita De Rossi. Mi auguro di vedere uno stadio colmo d’amore, deve essere una festa per quello che ha dato alla Roma e per come l’ha dato. Daniele giocherà dal primo minuto. Entrerà in campo con la sua fascia, merita questa standing ovation. Deve essere una festa e lui deve fare una grande partita: se ci penso io figuriamoci lui. Il tecnico ha aggiunto: “De Rossi riesce a trasmettere la passione per la maglia con cui gioca: l’Italia e la Roma. Si vede che esprime la sua voglia di far bene e di impegnarsi al massimo, che non vuol dire giocare sempre bene, ma che cerca di dare il 100%. Lo puoi solamente apprezzare”. 

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