Raheem Sterling: il giocatore simbolo del Manchester City

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui


Anni fa ha avuto il coraggio di lasciare il Liverpool e in molti criticarono la sua scelta, ma le ultime due stagioni di Raheem Sterling nel Manchester City con Pep Guardiola in panchina, sono state a dir poco entusiasmanti. Il suo arrivo a Manchester nel 2015 fu condito da polemiche feroci dalla parti di Liverpool: l’uomo che doveva essere il futuro dei Reds decise di cambiare casacca, andando in una squadra rivale a pochi km di distanza da Anfield. In molti rivendicavano il fatto che Sterling fosse solo un mercenario, un ragazzo più attaccato al portafoglio che alla maglia.

Il talento inglese di origini giamaicane ha sempre smentito tali insinuazioni, affermando più volte di voler lottare per qualcosa di importante, cosa che a Liverpool – secondo lui – non sarebbe mai successa. I Reds sono andati avanti lo stesso, anche senza di lui, conquistando due finali di Champions consecutive (una la giocheranno il prossimo 1 giugno), sostituendolo con Salah. Il giovane Raheem ha faticato i primi anni nel City sotto la guida di Pellegrini, allenatore che non ha saputo valorizzarlo, ma con l’arrivo di Pep, la musica è cambiata. Il tallone d’Achille del calciatore fin dai tempi di Liverpool, è sempre stata la finalizzazione: tante le reti mancate sotto porta nonostante l’ottima preparazione tecnica all’azione. Questa tendenza nel mancare gol apparentemente facili, hanno portato in molti a dubitare del suo reale talenti, paragonandoli a giocatori di classe ma poco scaltri sotto porta (Robinho in primis).

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La rinascita con Guardiola

L’arrivo di Pep sulla panchina dei Citizens ha coinciso con l’esplosione del talento inglese. Dopo un primo anno di transizione, per capire meglio ciò che il tecnico spagnolo vuole in campo, Sterling si è trasformato in una vera macchina da gol, adattandosi alla perfezione ai fraseggi tipici del tiki taka. Il marchio di fabbrica dell’ex allenatore del Barcellona. Guardiola ha risolto il problema della finalizzazione del calciatore con sedute di allenamento impostate proprio su tale aspetto. Inoltre ha indotto l’ala britannica a un dispendio energetico minore sul lato della corsa, facendolo agire dall’esterno per poi accentrarsi, sacrificandosi in ripiegamento solo in certe situazioni. Ciò a contribuito alla crescita del calciatore, il quale esegue movimenti che ne valorizzano le caratteristiche a differenza che con altri allenatori. Guardiola è stato meticoloso nel fargli certi movimenti, tanto che nella finale di FA Cup giocata due giorni fa a Wembley, dove Sterling ha realizzato una tripletta al Watford, Pep si è soffermato sul calciatore, facendogli notare alcune cose da lui non eseguite durante il match. Il tutto nonostante i tre gol e la vittoria per 6-0 da parte dei Citizens.

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Nelle ultime 2 stagioni, la cura Guardiola ha portato i suoi frutti riguardo il rendimento dell’ex Liverpool: 23 reti in 46 presenze nella scorsa annata, ben 26 in 51 apparizioni in quella odierna. Numeri impressionanti per un calciatore destinato a stupire ancora nei prossimi anni. Il perfezionismo del catalano, porta i suoi frutti.

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