La personalità di Frenkie De Jong

Pubblicato il autore: Salvatore Masiello Segui

Netherlands’ Frenkie de Jong (left) and England’s Declan Rice battle for the ball during the Nations League Semi Final at Estadio D. Alfonso Henriques, Guimaraes.

Ieri sera l’Olanda di Ronald Koeman ha battuto 3-1 l’Inghilterra nei tempi supplementari raggiungendo la finale della Nations League, dove affronterà il Portogallo. Dopo anni deludenti culminati con l’esclusione prima dagli Europei e poi dai Mondiali in Russia, il nuovo corso orange sta rialzando gradualmente la testa, grazie anche a nuovi giovani talenti, tra cui Frenkie De Jong. Classe 1997, cresciuto nel vivaio del Willem II, a 18 anni si trasferisce all’Ajax per la simbolica cifra di 1 euro (più il 10% sulla futura rivendita), passa una stagione e mezza nelle riserve ed esordisce in prima squadra nel novembre 2016. Nella stagione successiva diventa titolare, giocando inizialmente da difensore centrale, salvo poi avanzare la sua posizione. In Nazionale, invece, ha debuttato lo scorso 6 settembre nell’amichevole con il Perù, servendo anche l’assist per il pareggio momentaneo di Depay.

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L’ultima è stata certamente l’annata che l’ha consacrato agli occhi dell’Europa intera, grazie soprattutto alle prestazioni offerte in Champions League. L’interesse dei grandi club non si è fatto attendere e a spuntarla alla fine è stato il Barcellona, che si è assicurato il suo cartellino già lo scorso gennaio per 75 milioni di euro più bonus, dando continuità al rapporto storico con l’Ajax sul fronte mercato. Sarà interessante vedere l’adattamento nel nuovo campionato, senza dimenticare la concorrenza agguerrita nel centrocampo dei campioni di Spagna. De Jong, però, ha dimostrato di avere personalità e di non temere le sfide. Al Barcellona è destinato a diventare l’erede di Busquets, al quale ha già sottratto il record di calciatore più giovane ad aver toccato almeno 117 palloni in un incontro di Champions League dai quarti di finale in poi.

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Regista completo che racchiude in sé tutto il credo del calcio totale olandese, De Jong è capace di dettare i tempi della propria squadra, ma ama anche recuperare palloni, pressare alto e sua volta eludere in maniera geniale la pressione degli avversari, come fatto vedere nell’Ajax e in Nazionale. Ronald Koeman e Eric Ten Hag non l’hanno legato a tatticismi estremi, lasciandolo libero di trovarsi la posizione a centrocampo, certamente la scelta migliore per un giocatore dotato di grande intelligenza e abile a leggere l’azione prima degli altri, come testimoniano le sfide contro Real Madrid e Juventus. Sia con le merengues che con i bianconeri De Jong è stato determinante, padrone del campo e sempre al centro dell’azione, oscurando grandi campioni come Modric e Kroos. Recentemente, di lui ha parlato in un’intervista al Daily Mail anche Andrea Pirlo: “Per me è il migliore, ha personalità, tecnica e tutto il resto che serve per giocare in quella posizione. Conosce il campo e la posizione degli altri giocatori”. Una cosa è certa: alla sua età ha raggiunto un livello importante, ma è destinato a migliorare ancora di più.

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