Orgoglio Rapinoe: “Vincere senza gay in squadra è impossibile”

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui


Megan Rapinoe
si è presa la scena anche ieri sera,  trascinando gli USA alle semifinale del mondiale di calcio femminile in Francia. Dopo la doppietta rifilata negli ottavi alla Spagna, la 33enne si è ripetuta con le padrone di casa della Francia al Parco dei Principi. Due gol che significano molto per lei dopo le aspre polemiche con il presidente USA, Donald Trump.

La Rapinoe ha mantenuto il suo stile anche ieri: silenzio assoluto durante l’inno nazionale per protestare contro l’attuale Casa Bianca, rea secondo l’atleta di non rispettare i diritti degli immigrati e degli omosessuali. Nel post-gara, la calciatrice ha rivendicato con forza il suo orgoglio gay, togliendosi qualche pesante sassolino dalle sue scarpe tacchettate:

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“Non si può vincere una competizione come questa senza gay in squadra, non è mai successo prima. Per me essere gay durante i Mondiali e il mese del Pride è fantastico”.

Alex Morgan segue la Rapinoe

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Megan Rapinoe è oramai un simbolo dell’orgoglio omosessuale in tutto il mondo è la sua tenacia e determinazione stanno incantando davvero tutti. Le sue prestazioni in campo e fuori dal campo sono lodevoli, anche se in molti non sono d’accordo riguardo la sua forma di protesta, non cantando l’inno nazionale nel pre gara. Anche un’altra calciatrice USA ha deciso di seguire le orme della sua compagna di squadra: Alex Morgan.

Beccata anche lei in silenzio durante le note di The Star Spangled Banner. La Rapinoe ha affermato che rifiuterà l’invito di andare alla Casa Bianca dopo il Mondiale. Anche le sue compagne la seguiranno in tale scelta? 

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