Perché i giocatori della Bosnia non cantano il loro inno

Pubblicato il autore: Mattia Di Battista Segui

Italia-Bosnia e il curioso caso dell’inno nazionale bosniaco

Italia ancora vittoriosa ieri 2-1 contro la Bosnia-Erzegovina, nell’incontro disputatosi a Torino per il gruppo J del girone di qualificazione a Euro 2020. Una vittoria sofferta, contro un’ottima Bosnia che ha messo seriamente in difficoltà gli azzurri. Tra le tante immagini di ieri, oltre agli splendidi gol di Insigne e Verratti, c’è stata anche un immagine piuttosto curiosa nel momento degli inni nazionali. In particolare, per la differenza abissale tra il momento dell’Inno di Mameli, cantato da tutti i giocatori italiani, e perfino dagli oriundi Emerson Palmieri Jorginho, mentre l’inno bosniaco non è stato cantato quasi da nessuno.

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Bosnia, una nazione ancora divisa in tre etnie diverse e perfino dal proprio inno

Una cosa inusuale, visto che ormai in qualsiasi partita di una qualsiasi Nazionale di calcio, l’inno nazionale viene cantato e vissuto con estremo trasporto sia dal pubblico che dalle squadre in campo. Ma nel caso della Bosnia, la scelta non è del tutto casuale ed affonda le radici in un preciso momento storico. Una nazione abitata da tre etnie e tre religioni diverse tra loro (serbi ortodossi, croati cattolici e bosniaci musulmani). Tre etnie profondamente divise da una crudele guerra combattuta più di vent’anni fa e che, un tempo, erano parte di unico grande stato chiamato Jugoslavia. In questo clima fu composto nel 1997 l’inno nazionale del nuovo Stato di Bosnia ed Erzegovina, scritto dal compositore Dušan Šestić

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L’inno della Bosnia, l’inno degli equivoci

Un inno dal titolo particolare, “Intermeco”, che in bosniaco significa “intermezzo” perché ricorda proprio l’intermezzo di un’opera. Un titolo che generò anche un equivoco per un presunto riferimento alla zona abitata dai bosgnacchi (i bosniaci musulmani), tanto che lo stesso Šestić ricevette minacce di morte. In realtà il vero titolo è “Narodna Himna” (semplicemente “Inno nazionale”). Nonostante il testo sia stato modificato nel 2010, l’inno bosniaco è ancora snobbato: i serbi di Bosnia lo ignorano preferendogli l’inno nazionale serbo, i croati adottano l’inno croato “Lijepa naša domovino”, mentre i soli bosgnacchi lo riconoscono come inno. Anche se ieri, perfino due giocatori di fede musulmana come Džeko Pjanic lo hanno ascoltato in silenzio.

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