Sarri, i passi salienti della conferenza stampa

Pubblicato il autore: Mattia Di Battista Segui

Sarri, il giorno della presentazione

Il tanto atteso giorno della conferenza stampa di presentazione di Maurizio Sarri è arrivato. Il nuovo allenatore della Juventus è stato presentato oggi alla stampa e comincerà a tutti gli effetti la sua avventura in bianconero. Dopo la conferenza stampa, l’allenatore si recherà in Grecia dove sarà ricevuto da Cristiano Ronaldo che si trova in vacanza su un’isola ellenica.

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Sarri e il Napoli

La prima domanda è stata sul suo percorso a Napoli e, a tal proposito, Sarri ha dichiarato:«Con il Napoli ho cominciato un percorso con grande orgoglio perché sono nato a Napoli, sono un tifoso del Napoli fin da bambino e perché credevo che potevamo diventare competitivi a livello nazionale. Ho dato il 110%, poi però nell’ultimo anno, ho avuto dei dubbi tra il mio cuore che mi diceva di restare e la logica che mi diceva che il mio ciclo era finito. Alla fine la società ha puntato su Ancelotti. Traditore? Non mi sento traditore perché ho dato il massimo per quella maglia.»

Sarri e l’approccio con la Juventus

Sulla JuventusL’approccio è stato fantastico. Non ho mai visto un club così determinato nello scegliere un allenatore. Scetticismo? Mi ha sempre accompagnato, anche quando ad Empoli venivo dalla Serie C e c’era scetticismo. Vincere? L’importante è rimanere sé stessi con le proprie idee. Per il modulo vedremo, la prima cosa sono i giocatori. Ho fatto il 4-3-1-2 ad Empoli, in passato anche il 4-2-3-1, mentre il 4-3-3 del Chelsea era diverso rispetto a quello del Napoli. Tuta? Non ho ancora parlato con la società di questo aspetto. Ho l’obbligo di indossare la divisa sociale fuori dal campo, l’importante è che alla mia età non mi mandino in giro nudo.»

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Sarri e le differenze tra Premier League e la Serie A

C’è stato modo anche di fare qualche parallelo tra la nostra Serie A e la Premier LeagueBisogna ripartire dalle strutture, perché c’è ancora molta differenza tra l’atmosfera che si respira negli stadi italiani e quella degli stadi inglesi. Sui cori razziali credo sia ora di finirla perché è un sintomo della nostra inferiorità in campo internazionale e credo che in questi casi si debba sospendere le partite. Però vedo che c’è un aria fresca di cambiamento con tanti bravi allenatori come Conte, Ancelotti De Zerbi.»

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