La nazionale femminile USA rifiuterà l’invito della Casa Bianca?

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui


È stato un Mondiale femminile memorabile quello di Francia 2019. La competizione segnerà un punto di svolta per molti paesi – tra i quali c’è anche l’Italia – in cui il calcio in rosa non è popolare. La svolta al professionismo è oramai un tema fisso in tutte le federazioni e nei prossimi mesi ci saranno delle decisioni importanti in merito. Il merito va alle ragazze e ai loro staff: hanno dimostrato che credere in un progetto e portarlo fino in fondo con serietà e passione, paga sempre.

Il Mondiale è stato conquistato dagli USA come da pronostico. Il quarto nella storia del calcio rosa americano, il secondo consecutivo dopo Canada 2015. Il trionfo delle americane è una vittoria sulla diseguaglianza e nonostante negli USA ci sia grande rispetto per le ragazze allenare da Jill Ellis, le polemiche non mancano e sono piuttosto velenose. La protesta delle calciatrici USA è capitanata dal simbolo di questo Mondiale: Megan Rapinoe. La 33enne oltre a vincere la competizione con le sue compagne, ha vinto pure la Scarpa d’Oro come miglior marcatore del torneo e il Pallone d’Oro, essendo stata la calciatrice più forte e influente della competizione. Nei giorni scorsi, la Rapinoe aveva polemizzato con il presidente USA, Donald Trump.

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L’attaccante ha affermato di non voler andare alla Casa Bianca in caso di vittoria della sua nazionale. La reazione di Trump è stata furiosa e il tycoon non ha perso tempo, postando un tweet velenoso nei suoi confronti. Trump ha invitato la Rapinoe a rispettare il paese e che non cantare l’inno nazionale – scelta di molti sportivi in segno di protesta nei confronti dell’amministrazione Trump – è una mancanza di rispetto. Il presidente ha poi consigliato alla Rapinoe di vincere prima di parlare.

Vittoria Rapinoe, sconfitta Trump 

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La risposta della Rapinoe è arrivata sul campo, vincendo tutto ciò che c’era da vincere sia a livello collettivo che individuale. Il presidente aveva affermato di voler invitare la nazionale femminile alla Casa Bianca sia in caso di vittoria che di sconfitta. Proprio ieri, Megan ha dichiarato di non volerne sapere e un’altra calciatrice del team USA, Ali Krieger, si è unita alla Rapinoe nel voler disertare l’invito e continuare la protesta contro il presidente. Ora la palla passa alle altre compagne di squadra delle due atlete e dato il peso che ricopre la Rapinoe – lei è il capitano degli USA in concomitanza con Lloyd – tutta la rosa potrebbe rispedire al mittente l’invito di Trump.

Le polemiche sono dietro l’angolo e nonostante l’invito di Trump via Twitter, il presidente non ha ancora confermato ufficialmente l’incontro alla Casa Bianca. Forse Trump ha paura di un rifiuto totale non solo da parte di Rapinoe e Krieger?

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