Estate voglia di sport agonistico all’aria aperta. Oggi vi parlo del triathlon e della campionessa Martina Dogana giunta quarta nell’ironman di Nizza del 30 giugno scorso

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

Dopo avervela presentata in una lunga intervista nel mese di febbraio, riproposta anche negli ultimi giorni, oggi Martina ci racconta della sua nuova impresa sportiva in terra  francese , dove il 30 giugno scorso è riuscita ad ottenere un insperato quarto posto. Insperato perché era reduce da un brutto infortunio, di quelli che ti mettono a terra se non hai una grande forza di volontà per venirne fuori, ma lei con caparbietà e tenacia si è ripresa non dico al 100% ma quasi .

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Allora Martina raccontaci della tua ottima gara nell’ironman di Nizza, che coincise proprio nei giorni di caldo torrido in vari paesi europei, tanto da costringere gli organizzatori ad accorciare il percorso (mai scelta fu più saggia di questa), passando dai 3km 800mt di nuoto ai 180km di bici (ridotti a 150km) per concludere con i 42km di corsa finali(abbreviati poi a 30km).
E’ stato il mio ultimo Ironman da professionista, mi sono preparata per divertirmi e non soffrire troppo e sono arrivata quarta. Se me lo avessero detto un giorno prima ci avrei messo la firma a occhi chiusi, visto il livello delle avversarie iscritte e considerando che il mio allenamento era molto inferiore agli anni scorsi, non per pigrizia ma per evitare guai peggiori che mi porto dall’incidente di un anno e mezzo fa. Grazie alla mia esperienza ultraventennale è uscita una bella gara soprattutto per la mia testa dura!
Nei giorni precedenti mi sentivo serena e felice di tornare a Nizza, la città che in passato mi ha regalato grandissime soddisfazioni.
Domenica 30 giugno mattina, però, dopo una notte tormentata da mille pensieri, mi sono alzata con lo stomaco sottosopra.
Il mio subconscio era molto agitato. Non mi sono fatta prendere dal panico e Mirco mi ha aiutato a restare calma.
Il fatto che la gara fosse stata accorciata a causa della calura e dell’inquinamento dell’aria, mi ha aiutato a vedere le cose in maniera più positiva.
Dopo una colazione leggera mi sono preparata come al solito.
L’entrata in zona cambio era molto controllata: le misure di sicurezza non scherzano dopo l’attentato del 14 luglio del 2016, e anche noi atleti siamo stati sottoposti al metal detector e al controllo di tutte le borse. A parte questo dettaglio i miei ultimi preparativi sono stati i soliti: ho gonfiato le ruote, sistemato le borracce, le barrette, i gel, posizionato le scarpe sui pedali e basta, visto che tutto il resto era già nelle sacche consegnate il pomeriggio precedente. Nel nuoto nonostante a noi professionisti fosse vietata la muta sono riuscita ad ottenere un soddisfacente riscontro cronometrico, uscendo dall’acqua in 58min e 58sec, che per me rappresentano un bell’andare, dove ho tenuto per ogni 100m il ritmo di 1min e 32/33 sec. e poco più. Dopo essere giunta nella lunga zona cambio (T1) mi sono preparata per affrontare la prova in bici da 150km e credetemi con quel caldo sembravano 200. Ho impostato un ritmo abbastanza regolare nella prima parte e poi mi sono messa a tirare nella parte centrale risparmiandomi solo nella discesa perché per la prima volta nella mia carriera ho pensato ad essere più prudente del solito, vuoi per il brutto incidente subito e vuoi per mille altre ragioni mie interiori. Chi conosce la discesa lunghissima che porta a Nizza sa che si possono raggiungere velocità enormi ed essere prudente questa volta mi ha giovato. Certo è che in bici avrei potuto fare molto meglio ma l’infortunio mi ha tolto molti allenamenti e sono soddisfatta che in poco tempo ho terminato la frazione in bike con una media che mi appaga del tutto (percorsi in 5ore 06min.11sec. Poco meno di 30km/h , e visto il caldo e il dislivello è un grande tempo). Una volta giunta in zona cambio (T2 per gli addetti ai lavori che significa  transizione numero 2 dopo la prima dal nuoto alla bici) mi sono presa tutto il tempo possibile per rifiatare,rinfrescarmi e ripartire fornita di tutto il necessario per affrontare i 30km (corsi in 2ore 27min. 54sec)su 3 giri da 10km della Promenade Des Angleis. Vi assicuro che dopo 6 ore di gara  e quel clima tropicale, non è uno scherzo correre a piedi per tutti quei km.
Con i miei gel  energetici nelle varie tasche del top sono andata molto costante anche perche’ sapevo di non essere la Dogana di 2 anni fa e quindi non ho tirato ,ma comunque la mia forza agonistica e di volonta’ mi hanno fatto superare dei momenti critici, sopratutto durante il secondo giro quando la Belga Steurs stava per soffiarmi la quarta posizione ; non ho mollato ho risposto colpo su colpo e mi sono tenuta la mia meritata quarta piazza e per la gioia dei miei parenti , amici e sopratutto mia madre , mia sorella e Mirco ( compagno di vita e di allenamenti,  prezioso in ogni momento della mia riabilitazione dal grave incidente e non solo) ho chiuso festante tra due ali di folla  in 8ore 40min. e 56sec.,godendomi gli ultimi metri camminando, perché volevo assaporare ogni piccola cosa di quello che e’ stato il mio ultimo impegno da elite su questa distanza. Adesso mi prenderò un meritato periodo di riposo e relax che poi coincide con allenamenti molto brevi e leggeri, per poi riprendere la preparazione per il finale di stagione che mi vedrà impegnata ancora su diverse distanze dalla più corta dello sprint (750mt. nuoto- 20km bici -5km corsa) alla più lunga del 70.3 (1.9km nuoto-90km bici-21km corsa), dove cercherò di chiudere in bellezza la mia dignitosa e lunghissima carriera che da oltre 20 anni mi vede sempre in prima linea sia per rappresentare al meglio la mia società (Triathlon team nata nel 2018), che  sia i colori azzurri,  in cui ogni volta ho difeso con onore l’immagine del mio paese anche all’estero.

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Grazie Martina, e se pensi che ancora puoi dare molto a livello agonistico, non ti ritirare e continua a regalarci altre medaglie come hai sempre fatto, altrimenti ti seguiremo sempre anche nelle tue nuove figure professionali.
MARTINA DOGANA PUO’ ESSERE SEGUITA ATTRAVERSO IL SITO www.martinadogana.it

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