Pirateria online, utenti in aumento: danni e conseguenze al calcio italiano

Pubblicato il autore: Adriano Soldi Segui

pirateria online

La pirateria online ormai è una piaga diffusa in ogni prodotto audiovisivo originariamente accessibile solamente a pagamento. Su internet continuano infatti a prolificare le vie alternative (gratuite ma illegali) per poter vedere le partite, nonostante continui blocchi e chiusure che vengono costantemente elusi.

L’ultima stagione della Serie A sarebbe dovuta essere quella che avrebbe rilanciato la competizione e l’intero brand a livello sia internazionale che nazionale, soprattutto grazie all’arrivo di Cristiano Ronaldo. Invece è avvenuto l’esatto opposto: gli abbonati alle pay tv sono calati drasticamente, mentre c’è stato un aumento degli utenti che usufruiscono degli streaming illegali, ovvero della pirateria.

Tra le cause più determinanti c’è la novità introdotta nel mercato italiano dell’accoppiata Sky-Dazn. Indubbiamente i problemi tecnici di Dazn riscontrati soprattutto nelle prime giornate di campionato hanno fatto sì che molti abbonati, ancora in prova con il primo mese gratuito, non abbiano confermato il proprio abbonamento. D’altronde chi sarebbe disposto a pagare per poi non poter usufruire del servizio? Streaming non impeccabile e problemi di connessione che non permettevano proprio di vedere le partite, hanno minato la fiducia degli spettatori italiani fin dal primo momento nei confronti di Dazn. Fortunatamente per la piattaforma, dopo c’è stata una continua ripresa.

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Oltre alle difficoltà tecniche, altro elemento da non sottovalutare sono i costi. Con la coppia Sky-Dazn è divenuto infatti obbligatorio pagare due abbonamenti per poter vedere tutte le partite della giornata di campionato. A tal proposito dday.it ha fatto i conti per comprendere quanto è costato effettivamente vedere le partite del nostro campionato nella stagione 2018/2019, considerando nel calcolo l’abbonamento annuale (Dazn può essere rinnovato solo nei mesi interessati, quindi 9) e la possibilità di guardare tutti e 10 gli incontri di ogni giornata. In base questi criteri, per vedere il calcio con l’offerta satellitare è previsto l’abbonamento a Sky Sport, Sky Calcio e Dazn. Questi tre pacchetti sono necessari per godere di tutta la Serie A e delle competizioni europee, che terremo in considerazione vista la presenza delle squadre italiane. Con questa impostazione ci sono due pacchetti disponibili: Sky Sport e Dazn che viene €549 (99 di attivazione inclusi); Sky Sport, Sky Calcio e Dazn che viene invece €730 (99 di attivazione inclusi). Nel primo caso sono €45,75 al mese, mentre nel secondo (quello che consente di vedere l’intera Serie A) la spesa mensile ammonta a €60,8. Più di cinquanta euro al mese per poter seguire la Serie A.

Vi è anche da sottolineare che gli abbonamenti Sky sono aumentati nell’ultimo anno, proprio da quando il solo Sky non basta più.

 PacchettiCosa si può vedereCosto (mensile)
2014/2015Sky Calcio
Sky Sport
Serie A
Champions League
€28,00
2015/2016Sky Calcio
Sky Tv
Serie A€19,00
2016/2017Sky Tv, Sky Famiglia, Sky Box Sets, Sky Calcio, Sky HdSerie A
Europa League
€59,80
2017/2018Sky Calcio
Sky Sport
Serie A
Europa League
€28,00
2018/2019Sky Sport
Sky Calcio
Serie A
Champions League
Europa League
€30,40

L’unica alternativa meno costosa era quella di unire NowTV e Dazn, per €360 annui, ovvero €30 al mese. Ovviamente c’è un motivo per questa diminuzione di costo: la totale assenza dell’HD, inaccettabile nel 2019, considerando inoltre che essendo in streaming molto dipende dalla propria connessione.

Sul versante economico c’è da segnalare anche la presenza di quei sistemi di trasmissione di contenuti televisivi su reti informatiche. Anche qui ci troviamo nel campo dell’illegalità. Con un abbonamento da poche decine di euro si possono infatti ottenere sul proprio dispositivo (Pc, smartphone, smart TV) trasmissioni di televisioni a pagamento, tra cui ovviamente anche i canali sportivi.

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Pirateria online: calo degli abbonati alle pay tv

Nella stagione 2018/2019, rispetto alla precedente, gli abbonati alle pay tv sono diminuiti del 30%. Nello specifico, Sky-Mediaset la scorsa stagione avevano circa 4 milioni di abbonati, mentre ora si è passati a 3,3/3,5 milioni, stando ai dati riportati da Il Fatto Quotidiano. Altra dinamica interessante è quella che riguarda i comportamenti degli ex abbonati a Mediaset. Di questi il 32% ha scelto Sky, il 15% Dazn, il 17% entrambi ed il 36% nessuna delle due.

A rimetterci in primis sono ovviamente le piattaforme distributive che si occupano della trasmissione delle partite, così come di tutti i programmi relativi al commento e all’approfondimento degli eventi. Tuttavia a subire un forte danno economico sono chiaramente anche i club e l’intera Lega Calcio italiana. Non a caso recentemente il presidente della Lega Serie A, Gaetano Micciché, ha così commentato il fenomeno della pirateria in un’intervista a Il Mattino: “Chi guarda le partite attraverso questi sistemi è paragonabile a chi entra in un supermercato ed esce con della merce senza pagare. In Italia ci sono 4,6 milioni di persone che vedono eventi sportivi attraverso siti pirata e oltre 2 milioni di persone che sono abbonati a piattaforme illegali per la visione di partite del nostro campionato. Tutti possono farsi il calcolo dell’ingente somma che viene a mancare non solo ai club, ma a tutto il sistema“.

Difficoltà e possibili soluzioni per combattere la pirateria online

È chiaro che in un contesto simile la pirateria online riesca a riscuotere grande successo. Va inoltre aggiunto che vedere le partite tramite gli streaming illegali è sempre più facile: i blocchi stessi imposti per violazione delle leggi sono sempre più facilmente aggirabili ed i modi per farlo, guide dettagliate incluse, sono diffusissime online. Inoltre va segnalato che chi guarda le partite sfruttando la pirateria online non incorre in alcuna sanzione, prevista esclusivamente per chi trasmette e pubblicizza questi streaming, soprattutto per chi lo fa a fini di lucro. Come ci ricorda anche la leggepertutti.it, chi diffonde illegalmente, a scopo di lucro, opere protette da copyright, è soggetto alla reclusione da sei mesi a tre anni e alla multa da 2.582 a 15.493 euro; se, invece, la diffusione illegale è compiuta senza perseguire alcun scopo di lucro, la sanzione consiste nell’applicazione di una semplice multa che va da 51 a 2065 euro.

Finché si andrà avanti a sterili blocchi di alcuni domini internet, di certo, non si arriverà mai a risolvere il problema alla radice. Persino aumentare le sanzioni potrebbe non rilevarsi una misura efficace: come ci insegna la storia maggiori pene non portano ad una diminuzione degli illeciti, anzi, spesso anche ad un aumento. Ciò che temiamo, dunque, è che questa sorta di immobilismo da parte di Federazione e piattaforme, cioè le parti danneggiate dalla pirateria online, non potrà essere di aiuto in alcun modo.

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