Atalanta-Manchester City, la serata storica dei tifosi nerazzurri

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Io c’ero“. Una semplice frase perfetta per sintetizzare quella che è stata la serata di mercoledì 6 novembre per il popolo dell’Atalanta e dell’intera città di Bergamo. Già, perché chi ha avuto la possibilità di vedere quello che è stato in quel di San Siro, è stato protagonista di un momento indelebile che rimarrà nella memoria di chi questa maglia dai colori magici (che ci fanno venire i brividi) la sente come una seconda pelle. Un pareggio contro il Manchester City di Pep Guardiola per 1-1 che per 35mila atalantini è il concepimento dello sforzo che ogni atalantino ha dato in tutti questi anni.

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PRONTI, PARTENZA, DEA: La serata della partita tra l’Atalanta e il Manchester City comincia verso le 16:00 del pomeriggio: chi in macchina, pullman o treno ma la passione è sempre la stessa. Qualche minuto di traffico, tanta pazienza ed eccoci a San Siro: il tempo di un panino al volo, tornelli e si entra subito allo stadio.

MAI SOLI, NEANCHE DOPO LO SVANTAGGIO – L’inno della Champions League scalda i cuori di tutto il popolo atalantino, e appena partiti subito la Curva comincia ad incitare i ragazzi riproducendo l’effetto del rimbombo, ma non basta: il Manchester City passa in vantaggio con Sterling. Le reazioni istantanee sono ovviamente legate ad uno sfogo tanto censurabile quanto comprensivo: nonostante ciò il popolo atalantino continua a fare cori in maniera continua. Contesto affascinante e allo stesso tempo dominante da influenzare gli ospiti con il rigore sbagliato. Il gioco non è dei migliori, ma a fine primo tempo c’è grande ottimismo.

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LA STORIA SIAMO NOI: “IO C’ERO…” – Nella ripresa l’Atalanta comincia ad ingranare e di conseguenza ad attaccare. I tifosi della Dea si caricano alla grande e al 49′ arriva il momento tanto atteso: Papu Gomez dalla sinistra mette un cross dove Pasalic arriva, colpo di testa, palla in rete. San Siro esplode in una maniera che solo chi era allo stadio potrà capire. La Dea attacca e il suo popolo la sostiene tirando fuori il “Bergamoto”. Certo, si rischia in certi casi, ma solo fino al minuto 81: lancio lungo per il numero 72 atalantino che si trova a tu per tu col portiere che lo stende; il cartellino rosso è una pura formalità. Tutti cominciano a sognare addirittura il successo, ma guai ad abbassare completamente la guardia. La superiorità numerica è una sorta di aspetto evidente ma che non toglie i meriti a questa Atalanta che nel secondo tempo ha dominato una delle squadre più forti al mondo: basta pensare che gli inglesi hanno cominciato a perdere tempo, quasi come se avessero paura di questa Dea che ha tutto tranne che la paura. Al fischio finale è un boato: l’Atalanta ha conquistato il suo primo punto nella storia della UEFA Champions League. C’è chi è felice, alcuni addirittura con le lacrime agli occhi, ma l’entusiasmo è ad un livello infinito, specialmente di chi quei colori li ha difesi nella gioia e nel dolore: un popolo unico ed invidiabile nel suo genere, che come la squadra, ha riscritto la storia di questo club. Quello che succederà in futuro non si sa, ma è una cosa è certa: tra qualche anno, ripensando a quella notte a San Siro, ai nostri figli e nipoti potremo dire “Atalanta-City? Io c’ero“.

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