Atalanta, Papu Gomez cittadino onorario: scelta giusta?

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

L’Atalanta sta lavorando in quel di Zingonia, e la concentrazione è quella giusta per affrontare il Bologna allo stadio Renato dall’Ara. Se da una parte si pensa ai lati tecnico tattici, dall’altra si è parlato di un tema che nella serata di ieri ha fatto parlare sui social: la possibilità che l’attuale capitano della Dea Papu Gomez diventi cittadino onorario di Bergamo. Certo, il numero 10 atalantino ha scritto pagine importanti della storia atalantina, ma merita a tutti gli effetti un riconoscimento così particolare come questo? Decisione giusta o piccola esagerazione approfittando di un contesto ovviamente favorevole? Non perdiamoci in chiacchiere e analizziamo la situazione dell’argentino.

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PAPU NELLA STORIA ATALANTINA: UN CICLO CONTINUO (CON POSTILLE DECISIVE) – Da quando è approdato all’Atalanta Gomez è stato autore di una crescita che lo ha portato ad essere colonna portante della squadra, e l’arrivo di Gian Piero Gasperini è stata definita da tutti come una sua consacrazione. I dati parlano oltre alle prestazioni: nella quale si sta avvicinando ad un certo German Denis per reti segnate da bomber stranieri. Ci troviamo di fronte ad un pezzo importante della storia atalantina, ma allora perché mettere in discussione la cittadinanza onoraria di una provincia che lui stesso ha dichiarato di trovarsi bene? La risposta è semplice: esso è un premio troppo “grande” per lui. Riconoscimenti di questo genere spettano a gente che indipendentemente da offerte, soldi e valore della squadra hanno preferito l’Atalanta. Papu più volte ha sottolineato il desiderio di giocare in una “big” con frasi del tipo: “Mi piacerebbe giocare la Champions in una big. La società è consapevole del mio pensiero. Se non succederà ciò rimarrò a Bergamo“. Per non parlare che quando si parlava di discorsi di questo tipo, tendeva a sottolineare (quasi come se la sua permanenza a Bergamo fosse dettata da ciò) la crescita della stessa Atalanta: dalla lotta per la  salvezza alla Coppa dei Campioni. Certo, non si mette in dubbio il fatto che l’argentino si trovi bene, ma ribadire, anche implicitamente, che si rimane solo a determinate condizioni dettate dal campo, si è ben lontani da valori che valgono una cittadinanza onoraria. Se i nerazzurri non si qualificassero per l’Europa, e allo stesso tempo arriva l’offerta di una “big” fresca di qualificazione anche solo in Europa League, quanto è sicuro vedere Gomez dire di “no”?

ESEMPI DI CITTADINANZA, ALDILÀ DEI RISULTATI – Se mettiamo in discussione la possibile cittadinanza di Papu Gomez nonostante i risultati stagionali, allora qual è il “prototipo” di giocatore atalantino per questa tipologia di premio? Gente, per esempio, del calibro di Stromberg, Bellini, Raimondi, Denis e Cristiano Doni (aldilà di quello che è successo): giocatori che hanno preferito l’Atalanta indipendentemente dalla categoria o dal livello della squadra, affrontando retrocessioni e momenti difficili.

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SOCIAL E DECISIONI: L’ULTIMA PAROLA ALL’ATALANTA (OLTRE A LUI) – Sui social sono stati fatti dei sondaggi e il popolo atalantino è diviso: c’è chi è d’accordo e chi non. Ovviamente questa decisione spetta a lui e all’Atalanta: se la società riterrà opportuno considerare Gomez come una vera e propria bandiera, allora vuol dire che il numero 10 atalantino è da considerare a tutti gli effetti un cittadino onorario. In caso contrario, tireremo le nostre conclusioni: staremo a vedere.

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