L’Antonio furioso: lo sfogo di Conte e l’analisi delle parole post Borussia Dortmund-Inter 3-2

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

L’ANTONIO FURIOSO: LO SFOGO DI CONTE

Inter manager Antonio Conte

Tanto scalpore ha fatto il risultato di Borussia Dortmund-Inter, ancor di più lo hanno fatto le parole di Antonio Conte al termine del match. L’Orlando furioso diventa l’Antonio furioso: Orlando pazzo d’amore, che si dispera per Angelica, Antonio pazzo di vittorie, che non vuole e non sa perdere, soprattutto quando sa che avrebbe meritato qualcosa in più. L’Inter, in vantaggio a fine primo tempo per 2 a 0 contro il Dortmund, nel secondo tempo perde la testa, non scende in campo concentrata e subisce una clamorosa rimonta che termina col gol del 3 a 2 in favore dei tedeschi. Antonio Conte a fine gara è un fiume in piena: sfogo contro la società, contro il mercato e il progetto estivo, e giocatori “graziati” solo davanti le telecamere.

“E’ successo quello che è successo a Barcellona. Oggi ancora peggio perché eravamo ancora in vantaggio di due gol. Non me la sento di commentare il secondo tempo, ci sarebbero troppe attenuanti da tirar fuori. Spero che queste partite facciano capire certe cose a chi di dovereChe venisse qualche dirigente a dire qualcosa. A inizio stagione potevamo programmare molto meglio. Non possiamo affrontare Campionato e Champions in queste condizioni, sono stati fatti errori importanti.

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In conferenza:
-Cosa è successo nell’intervallo?
“Non saprei. È cambiata la partita e non siamo stati bravi ad adeguarci. Non voglio stare sempre a parlare di attenuanti… È difficile, la analizzeremo e capiremo tutti insieme”.
-Programmazione non rispettata?
“L’ho fatta io insieme ai dirigenti, l’ho sempre detto e lo ribadisco. Magari mi sono fidato di alcune situazioni e non avrei dovuto…”.
-Quali sono gli elementi su cui è rimasto sorpreso?
“Mi riferisco ai limiti della rosa”.
-Le poche alternative?
“Lo dite voi… Forse avete qualche elemento in più. Io ho detto che abbiamo qualche preoccupazione, a questi ragazzi non posso dire nulla. Dobbiamo imparare a recuperare, ma mi guardo bene dal chiedere alcune cose ai miei ragazzi perché potrebbero rispondermi in qualche modo, visto che hanno giocato tutte le partite. Ho grande rispetto per loro, avremmo dovuto essere nelle condizioni di fare delle rotazioni e poter gestire meglio questi blocchi di 7 partite. Per provare ad essere competitivo, fare bella figura, bisogna essere attrezzati numericamente per fare competizioni importanti. Siamo l’Inter, una delle squadre migliori al mondo. Noi continuiamo a lavorare, abbiamo dato il massimo anche stasera e questo mi da fastidio, non so dare una spiegazione. Più di questo non possiamo fare eppure dobbiamo digerire un 2-0 che è diventato un 3-2”.

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L’ANTONIO FURIOSO: ANALISI DELLE PAROLE

Sono state usate parole molto dure e dirette da parte del tecnico nerazzurro, un vero e proprio fiume in piena. Lamentele e pensieri condivisibili o meno, modi e tempi per parlare altrettanto… tutto questo dall’esterno è difficile da giudicare, soprattutto se non si fa l’errore di considerare Conte uno sprovveduto. Va bene l’essere molto focoso, genuino in un certo senso, perché Conte le emozioni non le nasconde; va bene anche essere arrabbiato, amareggiato, deluso, dispiaciuto per una partita che si stava vincendo per 2 a 0 e che poi si è persa per 3 a 2. Ma Antonio Conte, per l’appunto, non è uno sprovveduto. Le sue parole avranno sicuramente un secondo fine: che sia quello di far muovere la società sul mercato di Gennaio o quello di far alzare ancora di più l’asticella ai propri giocatori, specialmente a quelli finora usati di rado o proprio mai.
Conte dice di non riferirsi solo alla società, di non parlare del mercato invernale… Ma quindi di cosa si sta lamentando? “Potevamo programmare molto meglio a inizio stagione”. Delusione per il mercato estivo? Come si può essere scontenti dopo una sessione di mercato come quella passata, dove il mister è stato accontentato facendo fuori (anche se con ritardo) le mele marce dallo spogliatoio e aggiungendo pedine di assoluto valore richieste dal tecnico stesso? Un mercato in cui si è fatta la spesa più onerosa della storia del club…
Evidentemente la società avrà fatto altre promesse a Conte riguardo il completamento della rosa che non sono state mantenute. I mancati acquisti di Milinkovic-Savic e Dzeko? La società che sperava di ricavare subito delle plusvalenze dalle cessioni di Perisic, Icardi, Nainggolan e Joao Mario ma che si è dovuta accontentare delle formule di prestito per liberarsene? Calciatori all’interno della rosa che Conte ritiene che non rientrino nel progetto perché non adatti come caratteristiche? Sono tutte delle ipotesi, tutte più o meno plausibili.
Gli infortuni, di certo, non avranno aiutato affatto l’allenatore nerazzurro nel far ruotare i propri calciatori utilizzati in queste partite ravvicinate, ma le responsabilità le avrà anche il tecnico. Pensiamo a Ranocchia, Dimarco, Borja Valero e, fino alla scorsa settimana, a Lazaro. Calciatori mai utilizzati o usati solo per qualche partita o spezzone di essa. Da quanto tempo Brozovic è in palese difficoltà fisica, eppure continua a giocare 90 minuti ogni partita? Come mai un calciatore che per tecnica, caratteristiche ed esperienza sarebbe perfetto per sostituirlo come Borja Valero non ha ancora mai giocato? Spremere fino all’ultima goccia sempre gli stessi calciatori non è di certo conveniente, aumenteranno gli infortuni e la stanchezza influirà sui risultati e sulle piccole o grandi imprecisioni all’interno delle partite. Ma è un po’ come scoprire l’acqua calda. Chiunque all’interno del mondo del calcio sa queste cose, figuriamoci un top allenatore come Conte.
La rosa non è adatta per giocare entrambe le competizioni? Può anche essere vero, ma bisogna considerare come si ha intenzione di affrontarle. Ad inizio anno nessuno si è permesso di richiedere a Conte di vincere il triplete! Di competere fino alla fine per il Campionato, sì, di passare il girone di Champions, pure (anche se la sfortuna nei sorteggi non era di certo calcolata).
Riassunto? Conte è solo è un vincete, è ossessionato dalla vittoria e non si accontenta mai. Questo è un pregio. Ma Conte è anche testardo, troppo fermo nelle sue idee, nei suoi schemi e nelle sue convinzioni. In più ci si mette la poca gestionalità dimostrata in campo, che ha peggiorato la situazione degli infortuni. E questi sono dei difetti.
Cosa può fare la società? Deve davvero intervenire a parlare come richiesto dal mister? In realtà Marotta da quando è arrivato all’Inter ci ha sempre messo la faccia, ha sempre parlato prima delle partite. Se la disponibilità economica lo consentisse (magari con le cessioni anticipate di Joao Mario e Icardi o con quella del rigenerato Gabigol), l’Inter cercherà di andare forte sul mercato di gennaio, principalmente per rinforzare il centrocampo. Qualora le risorse economiche non siano sufficienti si farà comunque qualche colpo cercando di sfruttare le occasioni che il mercato offre. Tutto perfetto, ma da qua a Gennaio ci sono ancora parecchie partite.
Morale della favola? Qui tutti dovrebbero fare un passettino indietro, capire i propri errori e non tirare troppo la corda, altrimenti alla lunga si spezzerà.

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