Rizzoli, perché ammettere gli errori dopo quasi un mese?

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

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La discussione tra Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, e Nicola Rizzoli designatore arbitrale della serie A è la notizia della giornata. L’incontro tra allenatori, capitani ed arbitri, per un chiarimento sul Var e sulle polemiche che in ogni giornata limitano la chiarezza e le regolarità delle partite.
Sappiamo com’è andata, Ancelotti abbastanza arrabbiato ha chiesto soltanto spiegazioni, e ritiene che il Var fa solo danni.

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Rizzoli, gli ha dato anche ragione, ammettendo gli errori di Giacomelli in Napoli-Atalanta, col rigore non fischiato a Llorente, che fece imbufalire il tecnico, società e calciatori in campo.
Allora, parte spontanea una domanda, perché l’errore del direttore di gara, non fu condannato nella settimana della partita? ma solo quasi un mese dopo? “Il Var è un aiuto per gli arbitri, ma non decidono le partite” conclude Rizzoli. Beh, ultimamente, non sembra proprio così.
Dopo Fiorentina-Napoli, con la simulazione di Mertens e gli errori di Massa, proprio richiamato dal Var, l’arbitro fu sospeso per 2 giornate.
Non è accaduto con Giacomelli, che giustamente per equità andava fermato.
Cosa costava a Rizzoli o Nicchi, ammettere subito l’errore in Napoli-Atalanta, o altre gare come Lazio-Lecce?
Hanno atteso che si calmassero le acque? nessuno dimentica, e Ancelotti ne ha dato le prove.

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