Angelo Di Livio: “Petrachi? Sbagliati i tempi del suo sfogo. La Roma deve puntare all’Europa League”

Pubblicato il autore: Stebaro Segui

 

Angelo Di Livio, romano e cresciuto nelle giovanili della Roma ha poi costruito la sua brillante carriera altrove, nella Juventus e infine nella Fiorentina. Nonostante ciò ha sempre rinnovato la sua fede e la sua appartenenza ai colori giallorossi. Cuore romanista che ha deciso di fare quattro chiacchiere con la nostra redazione, rispondendo ad alcune domande proprio sul momento delicato che sta vivendo la squadra giallorossa. Molti i temi toccati dal mercato alla dirigenza fino ai possibili obiettivi di questa stagione. Arrivando infine a parlare del match di sabato sera con l’Atalanta in campionato e dei prossimi incontri in Europa League.

 

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Fra poco tornano i match europei. Come ci arriva la Roma?
Questo, per la Roma soprattutto, è un momento molto dedicato, forse il più difficile. Se ne può uscire solo con un grande carattere e non con l’atteggiamento visto nelle ultime partite, dove non mi è sembrata “squadra”. Si deve ricompattare, deve lavorare con concentrazione e ripartire. Momenti così capitano durante la stagione ma ora deve uscirne fuori.

È vero, momenti così capitano, ma la Roma è ricaduta di nuovo in un periodo no. Come spieghi questa altalenanza nei risultati ma ancor di più nelle prestazioni in campo?
La Roma è una squadra giovane, è una squadra nuova, come ogni anno. Vende, compra, smantella e ricomincia; diventa difficile anche con allenatore e direttore sportivo nuovi. C’è tutto un insieme che col tempo andrebbe amalgamato. Qualitativamente la Roma è un’ottima rosa ma se la squadra è composta da giovani, vanno aspettati e per la loro crescita è normale ed hanno anche bisogno di sbagliare. La Roma ha pochi giocatori d’esperienza.

A proposito di giovani. Petrachi nella conferenza stampa di presentazione di Perez, Villar e Ibanez si è lasciato andare ad uno sfogo toccando alcuni aspetti delicati. Cosa pensi del suo operato?
Secondo me, la conferenza stampa di presentazione di questi giocatori, dove appunto i protagonisti sarebbero dovuti essere loro, è parsa più la conferenza per lo sfogo di Petrachi. Sono stati sbagliati i tempi di questo sfogo, ma a parte questo, essendo egli stato un ottimo calciatore, non deve sorprendersi. Sa che quando ci sono questi momenti vengono fuori tante polemiche e brutte situazioni. Qui alla Roma c’è pressione e lo dovrebbe sapere. Non condivido tutto di quello che ha detto ecco.

Rimanendo in tema “mercato”. Secondo te la Roma deve continuare a puntare sulle promesse o ha bisogno di certezze?
Il tifoso giallorosso ha voglia di successi. Con i giovani ci arrivi, ma serve tempo. La Roma ha venduto fior fiore di giocatori. Soprattutto nel Liverpool ci sono dei giocatori che se fossero rimasti qui ti avrebbero fatto fare il salto di qualità. Io credo che è giusto avere dei giovani ma servono anche quei giocatori che possano aiutarli e al contempo dare quel qualcosa in più; un equilibrio. Poi c’è la piazza di Roma, il tifoso che da tanti anni attende la vittoria. Quello che alla Roma succede da diversi anni è diventato quasi un “giochino” visto e rivisto. Plusvalenze, vendite per bilancio, tutte cose che servono ma ti tengono a galla; la Roma deve essere ambiziosa, provare a fare qualcosa di più.

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Cambiamo argomento. Mr. Fonseca, ennesimo allenatore sul banco degli imputati: quanta responsabilità ha il tecnico portoghese?
Premetto che a me piace moltissimo. Ma noi parliamo di campo e in campo è il primo responsabile insieme ai giocatori e questo lui lo sa. Sono convinto che ne uscirà fuori perché sa che il calcio è questo e ci sono dei momenti dove basta anche trovare qualcosa di diverso e ci sta già lavorando secondo me.

Riguardo la partita con l’Atalanta, sarà una prova tanto dura quanto importante. Ti aspetti cambi di formazione, pensando a quello che dicevi prima, o a qualcosa in particolare?
Si sta parlando molto del cambio modulo, cercherà soluzioni diverse. Ma io credo che la cosa principale sia un “cambio di testa”, nella mentalità e nell’approccio alla partita, con la voglia di sacrificarsi e tornare ad essere squadra. A Bergamo è un campo che conosciamo bene, molto difficile, contro una squadra cresciuta tantissimo negli ultimi anni, ai giocatori oltre a ciò di cui abbiamo parlato fino ad’ora servirà anche consapevolezza. Però io volevo ricordare che la Roma sta facendo male ma sta a 3 punti dal 4° posto, l’obiettivo iniziale. Credo che anche con un pareggio la Roma possa uscirne bene da Bergamo.

Parlando ancora di 4° posto: a prescindere dal match di sabato sera, Atalanta e Roma sono le principali candidate. Chi invece tra Milan e Napoli potrà essere la terza concorrente secondo te?
Sai, adesso diventa difficile anche capire che tipo di campionato potrebbero fare Milan e Napoli. Chiaro che sulla carta e sulla qualità dei giocatori ti direi Napoli, avendo anche visto la vittoria a Milano contro l’Inter in Coppa Italia. Il Napoli è una squadra che secondo me doveva puntare non al 4° posto ma al 1°. Perché è una squadra forte; quest’anno ha avuto mille problemi, mille situazioni negative, per fortuna anche della Roma.

Ultima domanda. La Roma può puntare all’Europa League?
Ci deve puntare. Perché non continuerà a giocare male per sempre; basta una vittoria, una prestazione fatta in un certo modo e ritorni a correre. Quindi ti dico assolutamente si, è un obiettivo importante. La Roma qualitativamente e al meglio è inferiore a pochi. Bisogna solo essere forti ed uscire da questi momenti; lavoro, umiltà e voglia di sacrificio.

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