Atalanta, tifo unito in attesa del comunicato della Curva Nord

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

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Nel momento in cui c’è qualcosa che bolle in pentola, l’importante è rimanere lucidi, cercando di analizzare la cosa in maniera oggettiva per poi cercare una soluzione. Ciò che si è detto due sere fa al Covo di Campagnola (sede ultras Atalanta dal 2007), ha destabilizzato un po’ l’ambiente nerazzurro: per tutta la giornata di ieri non si è parlato di altro se non una possibile “pausa di riflessione” visti i presunti problemi all’interno del direttivo. Molte sono state le opinioni e tante in contrasto: c’è chi sostiene che sia giusto fermarsi con il tifo; e poi ci sono altri (la maggior parte) che considerano il tutto come una vicenda fondata sul nulla, ma anche inadatta visto che l’Atalanta giocherà sia contro la Roma (scontro diretto) che per gli ottavi di Champions League a San Siro. Certo, il comunicato della stessa Curva Nord sarà abbastanza dettagliato, ma in attesa di ciò, l’importante è che tutto il popolo atalantino rimanga unito: senza creare delle vere e proprie spaccature su una vicenda tanto grossa quanto delicata. Tenendo presente che ogni opinione (se costruttiva e fatta bene) è detta solo con l’interesse di fare il bene della Dea.

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LITIGARE NON SERVE A NULLA: ESSERE TUTTI UNITI PER L’ATALANTA – Ciò che è stato detto al Covo, tenendo presente che tutto ciò verrà chiarito con il comunicato ufficiale, ha scaturito un vero e proprio dibattito (soprattutto sui social). I pareri sono stati molti e assai diversi tra di loro: creando in certe circostanze anche dei litigi. Una tifoserie come quella dell’Atalanta non si può permettere di cadere in queste cose se ci troviamo di fronte a tante opinioni: un contesto che non ha assolutamente senso se applicato così, specialmente se una opinione risulta opposta rispetto a quella di un’altra persona e allo stesso tempo giudicarne “l’atalantinità” di chi è stato tirato in causa. “Non sai il lavoro che fanno questi ragazzi! I problemi personali che non coinvolgano l’intera tifoseria! I ragazzi vanno sostenuti! Perché non fare tutto ciò quando finisce la stagione? Perché ora dove ci stiamo giocando tutto e non qualche mese fa?“. Sembra quasi una strada senza meta (della serie “E’ nato prima l’uovo o la gallina”), ma scannarsi non serve a nulla. La soluzione è chiara: attendere il comunicato, ma allo stesso tempo essere uniti. Uniti? Già, perché il popolo atalantino, aldilà di discussioni, pareri discordanti e mentalità (ultras o non ultras), non deve creare spaccature: l’unione per l’amore verso l’Atalanta vale più di qualunque cosa, anche perché creare delle “ostilità” non porta assolutamente a nulla se l’obbiettivo è quello compattarsi tutti insieme. Certo, nelle ultime settimane ci sono state alcune polemiche su certi aspetti (gestione dei biglietti per Valencia in primis), ma appunto per questo che serve riunirsi, mettere le mani avanti e cercare una soluzione: come si è sempre fatto quando sono venuti a galla dei problemi, con la consapevolezza (allo stesso tempo) che ogni tipo di idea è frutto di quel folle amore nerazzurro che unisce tutti, indipendentemente dalla mentalità.

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