La Bundesliga si tinge di rosa: Bibiana Steinhaus viene promossa dalla Zweite Bundesliga

Pubblicato il autore: Ettore Culicetto

Bibiana Steinhaus
La Federcalcio tedesca (Dfb) ha annunciato la promozione di quattro arbitri dalla Zweite Bundesliga alla Bundesliga: tra questi figura Bibiana Steinhaus, la quale sarà il primo fischietto rosa nella storia della massima lega di Germania.

L’arbitro trentottenne di Hannover vanta già un curriculum incredibile: la Steinhaus infatti è stata la prima donna ad aver condotto una gara di “Serie B tedesca” nel 2007 e ad aver diretto una partita di Coppa di Germania nel 2008, senza contare che le è stata affidata la finale delle Olimpiadi femminili di Londra del 2012 tra USA e Giappone e che a breve arbitrerà la finale di Champions League femminile tra PSG e Lione. Tra le altre cose, il fischietto di Hannover è l’attuale compagna di uno tra gli arbitri più famosi degli ultimi tempi, Howard Webb, il quale ha condotto la finale di Champions League del 2010 e quella dei Mondiali dello stesso anno. Per la Steinhaus questa promozione rappresenta un sogno diventato realtà, un premio per il duro lavoro ed i sacrifici degli scorsi anni, specialmente se si considera come si sia riuscita a fare spazio in un settore generalmente maschile, tanto che in passato è stata vittima di commenti sessisti in mezzo al campo quando il giocatore del Fortuna Dusseldorf Kerem Demirbay reagì all’espulsione ricevuta con delle parole deliranti: “Le donne non c’entrano niente con il calcio maschile!” . Come riporta the Mirror, il presidente della Dfb Reinhard Grindel ha commentato la sua decisione affermando: “Ci auguriamo che il primo arbitro donna nella storia della Bundesliga possa essere un incentivo per molte giovani ragazze di questo Paese affinché possano provare ad emularla“. Dunque la promozione della Steinhaus rappresenta un momento fondamentale per la storia del campionato tedesco, una dimostrazione che nello sport, come del resto dovrebbe essere in tutti i campi della vita, quel che conta non è il sesso, ma bensì le qualità della singola persona, e chissà che a breve anche gli altri Paesi non possano prendere esempio dalla decisione presa in Germania.

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