Franck Ribery, da un’infanzia atroce al successo con il Bayern Monaco

Pubblicato il autore: Alessandro Consiglio Segui

Un giocatore eccezionale, geniale e unico nel suo genere.
Franck Henry Pierre Ribery è stato ed è tutt’ora un’icona del Bayern Monaco, ma dietro al fuoriclasse si nasconde una storia difficile, commovente ed esemplare. E’ lo stesso esterno che racconta alcuni retroscena del suo passato nel documentario francese Ma part d’ombre, letteralmente il mio lato oscuro, la mia ombra, trasmesso dall’emittente Canal +, nel quale Ribery ha raccontato all’ex compagno e ora conduttore Olivier Dacourt della sua infanzia, segnata da tante atrocità e brutte esperienze.

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A partire dal triste abbandono da parte dei genitori in un convento di suore e l’incidente automobilistico che, a soli due anni, ha avuto insieme ai genitori, in cui è Ribery è finito fuori dal parabrezza, che gli ha causato le due evidenti cicatrici, molto conosciute, sul lato destro del viso: una va dalla tempia al mento, e una più corta, parallela alle sopracciglia. Un’infanzia segnata da un bendato destino, un’inaccettabile sofferenza, che, invece di scongiurare, Franck ringrazia: “La sofferenza mi ha fatto rinascere. Con quella cicatrice da bambino non è stato per niente facile, ma mi ha dato forza, speranza. Mi ha permesso di diventare il calciatore che sono. Sì, la cicatrice mi ha fatto sognare.”

Dichiarazioni forti, particolari, difficili da poter condividere perché, più semplicemente, è difficile immedesimarsene. Soprattutto pensando al prezzo che il talento francese ha dovuto pagare e tutt’ora sta pagando, a cause di quelle imperfezioni. Queste, in merito, le sue parole: ” La gente quando uscivo mi guardava sempre. E non perché ero una brava persona o per le mie qualità a giocare a calcio, ma semplicemente per quelle cicatrici. Mi sentivo giudicato. Oppresso. Magari piangevo, certo, ma non andavo mai all’angolo. Soffrivo da matti, sì, ma diventavo ogni giorno più forte.”
La salvezza e il motivo di riscatto per Franck Ribery è stato il calcio, come lui stesso conferma: “Senza calcio sarebbe stata dura uscire da quel casino. Forse impossibile.”.
Nella nazionale francese colleziona invece 16 gol in 81 presenze e un medaglia d’argento a Germania 2006.
Per quanto riguarda le squadre di club, gioca in diverse squadre in Patria, tra cui il Marsiglia, in Turchia al Galatasaray, per poi approdare dall’Olympique al Bayern Monaco nel 2007, realizzando 73 gol in 231 partite, e vincendo tutto ciò che si poteva vincere.
Questo il suo intero palmares7 campionati tedeschi, 5 coppe di Germania, 4 Supercoppe di Germania, una coppa di lega tedesca, una coppa di Turchia, una coppa Intertoto, una Champions Leugue, una Supercoppa europea, un Mondiale per club, e vincendo molti premi individuali.

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Nonostante qualche scandalo (in primis quello con la prostituta minorenne insieme a Benzema), i numeri e i risultati di Ribery sono assolutamente da evidenziare perché parliamo di un giocatore pazzesco, un’ala nel vero senso letterale, capace di saltare l’uomo come pochi, produrre gol, assist e spettacolo, ma ancor di più perchè parliamo di una persona che deve essere considerata da esempio e da paradigma per chi affronta situazioni difficili.
Franck Ribery è la dimostrazione che quello che si ha dentro viene prima di ciò che, all’apparenza, si fa vedere.
E’ la dimostrazione che un difetto può diventare un’arma per tirare fuori il modo per raggiungere obiettivi e bruciare successi.

Franck Ribery ha la sua storia scritta in faccia, una storia in cui il colosso dell’inarrivabile è stato vinto con il temperamento, con il coraggio e con la forza, data da quelle maledette cicatrici, che, però, come lui stesso ribadisce nell’intervista, sono parte di lui.

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