Come scenderà in campo la Roma contro il Porto? Ecco le due ipotesi

Pubblicato il autore: Alessio Pompili Segui

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L’urna di Nyon, quella preparata per i sorteggi degli spareggi di Champions League venerdì scorso, aveva un solo compito, quello di evitare alla Roma un durissimo scontro con il Manchester City. Era decisamente quello l’obiettivo numero uno. Poi tra le altre squadre teste di serie del Percorso Piazzate (oltre a City c’erano Porto, Ajax, Villareal e Mönchengladbach) si poteva anche discutere su quale avrebbe fatto più comodo affrontare o evitare ma è indubbio che nell’urna svizzera la squadra inglese rappresentava quella off limits per tutti. Certamente, il Porto è un habitué di questa competizione quindi forse sarebbe stato meglio pescare l’olandese oppure la tedesca ma, a questo punto, bisogna solamente tenersi stretti i portoghesi ed affrontarli con tutta la concentrazione e l’umiltà possibile. D’altronde, con i se e con i ma, arriveremmo persino a dire che se Klaassen non avesse regalato la vittoria all’Ajax con quel gol all’87esimo contro il PAOK, probabilmente saremmo stati inseriti tra le teste di serie, in virtù delle altre eliminazioni di Shakhtar Donetsk e Anderlecht. Discorsi fuorvianti ed ipotetici che assolutamente non fanno il bene del calcio. Piuttosto, è interessante provare a capire quale potrebbe essere lo schieramento della Roma, quello che mercoledì prossimo alle 20:45 calcherà l’Estádio do Dragão di Porto.

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Ipotesi 1. La classica Roma spallettiana

L’importanze e la delicatezza del doppio scontro contro il Porto non ci fa pensare a grandi stravolgimenti o esperimenti di formazione da parte di Spalletti. Se quindi potrebbero cambiare alcuni interpreti, con molta probabilità vedremo la squadra schierarsi con il 4-2-3-1.

4-2-3-1
La prima scelta difficile sarà quella del portiere. Alisson ha disputato un ottimo precampionato ma è Szczesny conosce meglio tutta la fase difensiva della squadra, conosce meglio la lingua e, fattore da non sottovalutare, sarebbe il punto di riferimento per l’ultimo acquisto della Roma, Thomas Vermaelen. Verosimilmente Spalletti lo manderà in campo, potendo contare così su Juan Jesus sulla sinistra e su Florenzi sulla destra, pronto a spingere di più rispetto al brasiliano sull’altra fascia. A centrocampo Strootman e Nainngolan sono imprescindibili, così come Perotti nella posizione di trequartista. Sulla sua stessa linea Salah da una parte ed El Shaarawy dall’altra supporteranno l’unica punta, Edin Dzeko. La peculiarità di questo schieramento, come confermato più volte da Spalletti, è che la squadra può passare facilmente al 4-3-3 in qualsiasi momento della partita e viceversa tornare al 4-2-3-1.

Ipotesi 2. Una Roma a tre torri

Le operazioni di mercato romaniste in questa estate 2016 hanno regalato a Spalletti diversi giocatori difensivi grazie ai quali il mister di Certaldo può improntare un nuovo tipo di modulo da mettere in campo. Il 3-5-2 avrebbe quindi un suo perché e non stupirebbe più di tanto se lo vedessimo in campo.

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3-5-2
Le tre torri in questo caso sono Juan Jesus, Vermaelen e Manolas: il primo e l’ultimo schierati rispettivamente nel centro sinistra e nel centro destra, sia per favorire le giocate con il loro piede preferito sia per lasciare a Vermaelen il compito di impostare l’azione dal basso quando ce ne fosse il bisogno oppure di coprirlo in velocità vista la buona progressione di cui brasiliano e greco sono dotati. Szczesny stabile tra i pali mentre nella zona di centrocampo, oltre ai titolarissimi Nainggolan e Strootman, il regista diventerebbe per forza di cose De Rossi (o Paredes) mentre ai lati del campo Florenzi a destra e El Shaarawy a sinistra possono assicurare tanta corsa abbinata anche a della buona qualità. Davanti la coppia titolare SalahDzeko.

I protagonisti della panchina

A meno di colpi di scena dovuti al mercato Paredes partirà per il Portogallo con la squadra. Le doti interessanti del centrocampista argentino hanno attirato sirene russe ed inglesi ma anche e soprattutto il parere di Luciano Spalletti, sempre più propenso a confermare in squadra il giovane Leandro. Nel doppio confronto contro il Porto lui è uno che può farsi trovare pronto e che sicuramente andrà ad occupare uno degli slot per le possibili sostituzioni. Discorso diverso per Gerson e per Iturbe: il primo deve ancora rodarsi e la poca conoscenza del giocatore dal punto di vista tecnico e tattico ci porta a dire che solo Spalletti saprà quando sarà il momento giusto per mandarlo in campo: il secondo come al solito ha tanta voglia di fare ma non riesce ad esprimersi come dovuto e per adesso rappresenta l’incognita della rosa giallorossa. Infine, Francesco Totti. Il capitano, alla sua ultima stagione da giocatore professionista, entrerà a partita in corso perché i novanta minuti non sono più sostenibili ma come i minuti finali dei due match contro il Porto non saranno un’offesa o un affronto per lui, così neanche le ultime righe di questo pezzo intendono sminuirlo rispetto al resto della squadra o davanti agli occhi di tutti i suoi tifosi.

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