Rabiot: il rimpianto di Milan, Roma e Juventus è diventato grande nel Psg di Emery

Posted on by Antonio Guarini
Rabiot

Rabiot, quanti rimpianti per le italiane

Nella serata da re del Paris Saint Germain al Parco dei Principi contro il Barcellona ha brillato più di tutti Adrien Rabiot, talento classe ’95 corteggiato in passato da Milan e Roma. Nel match contro i blaugrana Rabiot ha giocato forse la sua miglior partita in carriera. In coppa con Verratti a centrocampo il giovane nativo di Saint Maurice ha soffocato Iniesta e compagni, recuperando decine di palloni. Rabiot però non ha usato solo la sciabola, ma anche il fioretto deliziando i tifosi del Psg con giocate sopraffine degne del palcoscenico della Champions League. Pensare che nell’estate del 2014 Rabiot era stato molto vicino all’Italia, con Milan e Roma che hanno corteggiato a lungo il talento francese. All’epoca Rabiot era in scadenza di contratto con il Psg, la mamma voleva allontanarlo da Parigi per fargli fare esperienza all’estero. Walter Sabatini, grande scopritore di talenti, aveva fiutato l’affare, prendendo contatti con l’entourage del giocatore. Anche Adriano Galliani aveva messo gli occhi su Rabiot, ma la scarsa liquidità degli ultimi anni della casse rossonere rendeva complicato l’affare. Il Psg non mollava, pur sapendo di rischiare di perdere il giocatore a zero faceva muro, sparando cifre astronomiche. Sabatini tento di convincere in tutti i modi i francesi ad abbassare le pretese, ma il mercato chiuse e non se ne fece niente. In extremis anche la Juventus provò a portare in Italia Rabiot, Marotta trovò anche un accordo di massima con la mamma del giocatore. La signora però non rispettò il patto con i bianconeri e l’affare sfumò. Rabiot venne escluso dalla lista Champions League e messo fuori rosa dal Psg, poi nei mesi successivi, dopo una lunga trattativa arrivò il tanto sospirato rinnovo di contratto. Con Blanc in panchina Rabiot non ha mai avuto troppo spazio, chiuso dai vari Thiago Motta e Matuidi. Con l’arrivo di Unai Emery però è cambiato tutto, complici gli acciacchi dell’italo brasiliano, Rabiot si è preso gradualmente il Psg e dopo la superprestazione contro il Barcellona difficilmente lo perderà.

Rabiot-Verratti-Matuidi, così Emery ha distrutto Luis Enrique

Ancora una volta in campo europeo Unai Emery si è rivelato un maestro di tattica, il suo Psg contro il Barcellona ha rasentato la perfezione calcistica. La mossa decisiva dell’allenatore basco è stato il centrocampo, Verratti-Rabiot a fare da diga davanti alla difesa, peraltro priva del suo totem Thiago Silva. In più Emery ha schierato Matuidi come incursore alle spalle di Cavani, il centrocampista francese è stata un furia su Iniesta e Busquets. Impoverite le fonti di gioco blaugrana il Psg ha gestito al meglio il ritmo del match, furioso nel primo tempo, sornione nel secondo. Poi la differenza la fanno i grandi campioni, Di Maria è stato delizioso nei due gol realizzati. L’argentino ha confermato, se in buona salute, ancora una volta di essere tra i primi cinque giocatori del mondo. Cavani ha poi stravinto il duello a distanza con Suarez, l’ex Napoli ha corso per tutto il campo, riuscendo poi nel finale a trovare la stoccata del definitivo 4-0. Al Barcellona non resta che leccarsi le ferite e pensare al ritorno, l‘8 marzo al Camp Nou, servirà qualcosa di epico, di leggendario, altrimenti si apriranno processi dolorosi e nessuno ne verrà risparmiato.

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