Uno Juventus-Monaco per rompere l’egemonia spagnola

Pubblicato il da Ettore Culicetto

Juventus
Negli ultimi tre anni la Champions League è stata sempre vinta da squadre spagnole, con cinque finaliste su sei provenienti dalla Primera Division, unica eccezione la Juventus nel 2015, quando i bianconeri si dovettero piegare davanti al Barcellona di Luis Enrique: ironia della sorte quest’anno gli uomini di Allegri si sono qualificati in semifinale prendendosi una piccola rivincita proprio contro coloro i quali avevano sottratto loro la gloria due anni fa.

L’urna di Nyon è stata clemente nel sorteggio, assegnando alla Juventus la squadra rivelazione del torneo, il Monaco, e spostando dunque il derby di Madrid dalla finale dello scorso anno (e di tre anni fa) alla semifinale. L’Atletico Madrid non ha perso contro il Real nessuna delle due finali nell’arco dei novanta minuti, ma ha sempre ceduto dopo, ai supplementari in quella di Lisbona e ai calci di rigore in quella di Milano: forse con il doppio confronto il Cholo potrà riuscire a domare i concittadini guidati da Zidane, quest’ultimi in corsa per la vittoria della seconda Champions League consecutiva, la terza in quattro anni.

La Juventus indubbiamente ha pescato la squadra sulla carta più agibile tra le tre disponibili, sebbene il Monaco si sia già dimostrato capace di eliminare Manchester City e Borussia Dortmund rifilando loro sei gol ciascuno tra la gara d’andata e quella di ritorno. La squadra allenata da Jardim è dunque una vera e propria mina vagante, non a caso è quella che in Europa ha segnato più gol in assoluto tra quelle dei campionati principali, caratterizzata dalla presenza di giovani talentuosi come Bernardo Silva, Benjamin Mendy, Tiemoue Bakayoko (tutti e tre ventiduenni), Thomas Lemar (21 anni) ed ovviamente l’uomo copertina destinato ad essere uno dei giocatori più ambiti nel corso della prossima sessione di mercato, il diciottenne Kylian Mbappé; alla freschezza ed alla gioventù di questi cinque gioielli si aggiungono i più maturi Subasic e Glik, senza contare un ritrovato Radamel Falcao che quest’anno è già andato a segno 28 volte su trentasette partite tra tutte le competizioni.

La squadra di Allegri la scorsa estate è stata costruita per vincere la Champions League, quella coppa che dopo il trionfo del 1996 è sfuggita all’ultimo ben quattro volte, ma quest’anno la musica sembra esser diversa, dal momento che i grandi investimenti di inizio stagione stanno ripagando le aspettative permettendo alla Juventus di arrivare a fine aprile in corsa per il triplete. Sebbene ci sia chi si lamenti per la presunta mancanza di un bel gioco, la realtà dimostra che la Juventus ha superato i quarti di finale contro il Barcellona segnando tre gol in una sola partita e senza subirne alcuno nel doppio confronto, a indicare che i bianconeri non siano caratterizzati solo da una estrema solidità difensiva, ma anche dalla capacità di essere cinici e di non perdonare in fase offensiva.

Ad ogni modo, ai più convinti che la squadra di Allegri non produca un bel gioco forse vale la pena ricordare che la storia viene scritta dai trofei e non solo dalle belle prestazioni, quello per cui vengono costruite le squadre è vincere, e la Juventus al momento sembra avere tutte le carte in regola per sollevare a fine anno tre trofei, il ché fa dei bianconeri gli unici in tutta Europa a giocarsi questa lussuosa possibilità insieme ad un’altra squadra: il Monaco.

Riuscirà una tra Juventus e Monaco a rompere l’egemonia spagnola in Champions League? L’impressione è che mai come quest’anno la Coppa dalle grandi orecchie possa esser alzata nel cielo di Cardiff da una squadra che non proviene dalla Spagna

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