Speciale SN: giocatori che non hanno mai vinto la Champions, la Top 11 Juve. Zoff: “Per Buffon può essere l’anno buono”

Pubblicato il autore: Maristella Cecinato Segui

Top 11 Juventus giocatori che non hanno mai vinto la Champions League

Coppa Campioni o Champions League, una gioia per alcuni, un’ossessione per altri. Non c’è da stupirsi. Se si esclude la Coppa del Mondo, il massimo trofeo calcistico continentale resta il più ambito per ogni calciatore che milita nei top club europei che, ogni anno, si battono per conquistarlo e iscrivere il loro nome nell’albo d’oro. Un trofeo, la Champions, che la Juventus, semifinalista dell’edizione in corso contro il Monaco, non vince dal 1996, dalla finale con l’Ajax terminata ai rigori allo Stadio Olimpico di Roma. Resta quella l’ultima gioia europea per i bianconeri, sconfitti, nella loro storia, in altre sei finali di Coppa dei Campioni contro Barcellona (2015), Milan (2003), Real Madrid (1998), Dortmund (1997), Amburgo (1983) e Ajax (1973), sei ko all’epilogo che hanno privato del titolo europeo, alcuni dei fuoriclasse hanno indossato la maglia juventina. Supernews ha scelto alcuni dei protagonisti di quelle finali e non solo per stilare una top 11 di campioni bianconeri del passato che non sono riusciti nell’impresa di vincere la coppa dalle grandi orecchie. In porta non poteva non esserci il mito, Dino Zoff da noi intervistato in esclusiva. Partiamo proprio da lui per presentarvi il nostro undici juventino.

zoff2Dino Zoff: tra i cinque migliori interpreti del ruolo, campione d’Europa nel 1968, campione del Mondo nel 1982,  2 finali di Coppe Campioni perse contro Ajax e Amburgo. La sconfitta con i tedeschi, un fulmine a ciel sereno, per lui e per tutti i tifosi bianconeri. Miglior risultato: finale

Il parallelismo tra Lei e Buffon è sempre d’attualità. Vi accomunano una lunghissima serie di record e quel piccolo grande neo chiamato Champions League. Può essere finalmente l’anno buono per il portiere della Juventus?
Io credo che quest’anno possa essere la volta buona per la Juventus, quindi di conseguenza anche per Buffon perché ritengo la Juve la più forte. E’ arrivata alla grande fino a qui e credo che possa dire la sua nella finale di Champions“.

Anche Lei, come Buffon, ha perso due finali di Coppa Campioni. Ci pensa ancora? Qual è stata la più amara?
Una di queste sconfitte è stata con il grande Ajax. Anche se non aveva fatto molto, è riuscita a vincere la finale. Nella seconda con l’Amburgo (e forse questa è quella che ricordo con più rammarico) godevamo sicuramente di una forza notevole per batterli. Ma a volte, come succede nello sport, il pronostico è stato ribaltato“.

Quanto pesano determinate sconfitte nella carriera di un calciatore?
Non si sa quanto, delle volte fanno anche bene. Uno sportivo sa che ci possono essere delle vittorie e delle sconfitte. E’ la normalità“.

Sulla carta tutti danno il Monaco per sfavorito. E’ davvero così o ci sono delle insidie?
Le insidie ci sono sempre nel calcio come dicevo anche prima a proposito della sconfitta nella finale con l’Amburgo, nella quale godevamo di un pronostico schiacciante. Qualche problema ci potrà essere ma in linea di principio la Juventus ha tutte le carte in regola per vincere“.

Dove risiede la forza di questa Juventus? Società, allenatore o giocatori?
Io credo che per puntare addirittura al triplete, la forza debba essere in tutte le componenti. Dalla società all’allenatore ai giocatori“.

In caso di trionfo in Champions darebbe il pallone d’oro a Buffon o Dybala?
Fin qui il pallone d’oro è di competenza di Ronaldo e Messi, poi è sempre da vedere“.

La Juventus e poi il deserto. Come si spiega la scarsa o nulla competitività europea delle nostre squadre di club?
Beh, il Napoli è uscita con il Real Madrid quindi si è saputo, in un certo senso, far valere. Un’altra grande squadra è la Roma che però, ha iniziato male ed è uscita già ai preliminari. Nonostante questo però,a mio avviso, la maggior parte delle squadre italiane rimangono molto competitive in Europa“.

Claudio Gentile: Il “Gheddafi” della Juventus e della Nazionale Italiana,soprannominato così in virtù delle sue origini libiche, vanta un palmarès che solo pochi giocatori possiedono: giunse a Torino a soli vent’anni per volere di Giampiero Boniperti, in 415 presenze in maglia bianconera vince 6 scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa Uefa, 1 Coppa delle Coppe, e si laureò campione del mondo nel 1982. La Coppa dei Campioni, tuttavia, non rientrò fra i suoi titoli: nell’unica finale che Gentile ha disputato, il 25 maggio 1983, la Vecchia Signora si vide sfumare il titolo più prestigioso d’Europa da un gol di Magath (Amburgo) all’ottavo minuto. Miglior risultato: finale

Paolo Montero: Difensore della Juventus dal 1996 al 2005, ricoprì un ruolo di primo piano, spesso in coppia con Ciro Ferrara, nelle formazioni messe in campo da Marcello Lippi. Famoso per le sue numerose espulsioni, aveva un talento innato nel giocare la palla e possedeva un gran senso della posizione in campo. Con la Vecchia Signora vinse praticamente tutto: 4 Scudetti (più 1 revocato), 3 Supercoppe, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Coppa Intertoto; per ben tre volte arrivò in finale di Champions, ma mai riuscì a vincere la Coppa. Miglior risultato: finale

cannavaroFabio Cannavaro: campione del mondo da capitano, Pallone d’oro e Fifa World Player nel 2006, non è mai arrivato vicino alla conquista della coppa dalle grandi orecchie. Il secondo italiano di sempre per partite giocate in Nazionale, dopo Buffon. Miglior risultato: semifinale

Beppe Furino: Ritornato a Torino nel 1969, in quindici stagioni nella Vecchia Signora divenne uno dei punti di riferimento della squadra; bassino e con le gambe un pò storte, in campo lottava su ogni pallone come nessun altro giocatore e marcava tutti “i numeri 10” che gli capitavano a tiro. Con i compagni bianconeri conquistò ben 8 scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa delle Coppe e 1 Coppa Uefa. Disputò due finali di Coppa dei Campioni, la prima contro l’Ajax e la seconda contro l’Amburgo, ma perse entrambe le partite. Miglior risultato: finale

vieiraPatrick Vieira: nasce in Senegal da una comunità di Capo Verde, viene poi naturalizzato francese. Nel 1995 passa al Milan, che lo vende incredibilmente all’Arsenal (407 partite e 34 gol), dove diviene uno dei centrocampisti più forti del mondo. Campione del Mondo e d’Europa con la Francia, dopo l’Arsenal gioca con Juventus e Inter, dove viene ceduto l’anno prima del celebre Triplete mourinhano. Miglior risultato: quarti di finale

nedvedPavel Nedved: finalista con la Repubblica Ceca del campionato europeo 1996, professionista maniacale (Lippi lo obbligò a una settimana di vacanza dopo anni di allenamenti autoimposti), nel 2003 perde la finale Champions con il Milan, ma senza giocarla: un assurdo cartellino giallo toglie dalla finale il futuro Pallone d’oro. Miglior risultato: finale

Omar Sivori: entrò nel club bianconero nel 1957, fu il terzo componente del Trio Magico, insieme a Giampiero Boniperti e John Charles e rimase nella Juventus fino al 1965, dopo aver disputato 257 partite fra campionato, coppe nazionali e coppe europee. Con la Vecchia Signora, l’argentino vinse 3 scudetti, 2 Coppe Italia e 1 Coppa delle Alpi, ma non conquistò mai la Coppa dei Campioni, dove arrivò, al massimo, a disputare i quarti di finale. Miglior risultato: quarti di finale

Giampiero Boniperti: simbolo della Juventus, entrò a far parte del club bianconero nel 1940 e non ne uscì più: servì e amò la Vecchia Signora prima in qualità di giocatore, poi di amministratore delegato e presidente. In quindici stagioni calcistiche (dal 1946-1961) vinse 5 scudetti e 2 Coppe Italia. La Coppa dei Campioni, che non conquistò mai da protagonista in campo, la alzò al cielo da presidente nel 1985. Miglior risultato: 1° turno

baggioRoberto Baggio: il più’ forte giocatore italiano di tutti i tempi, 9 gol ai Mondiali, di cui uno perso in finale ai rigori dopo aver trascinato da solo l’Italia del guru Sacchi; pallone d’oro e Fifa World Player 1994, vince Coppa Uefa e Coppa delle Coppe con la Juventus, ma esordisce solo nel 1997 con il Milan di Tabarez in Champions. Gioca anche con l’Inter, segnando una doppietta contro il Real Madrid. In tutto 11 presenze e 5 gol. Miglior risultato: quarti di finale

Roberto Bettega: cresciuto nelle giovanili della Juventus, ritornò alla Vecchia Signora nel 1970, dopo una breve esperienza a Varese, dove vinse il primo scudetto. Con il club bianconero, fra Campionato e Coppa Italia, ne conquistò altri 9 di titoli nazionali, mentre in Europa vinse 1 Coppa Uefa. Arrivò a disputare la finale di Coppa dei Campioni, ma mai alzò al cielo la Coppa dalle Orecchie Grandi.
Miglior risultato: finale

Una “panchina” stratosferica…

L’ipotetica “panchina” degli ex calciatori della Juventus che non possono vantare la Coppa Campioni nel loro palmares personale è altrettanto ben fornita. La scelta non è stata semplice. Non potevano mancare alcuni dei titolari dell’undici bianconero sconfitto dal Milan a Manchester come Thuram, Zambrotta (rimasti senza Champions anche nella loro esperienza al Barcellona) e Camoranesi. Zlatan Ibrahimovic, nel biennio juventino, si è fermato due volte ai quarti di finale nel 2005 e nel 2006, edizione quest’ultima disputata anche da Emerson, l’ex mediano della Roma arrivato in bianconero con Capello e trasferitosi con il tecnico al Real Madrid in seguito a Calciopoli. Nella nostra selezione figurano anche Antonello Cuccureddu e Franco Causio. Entrambi sono stati due degli uomini simbolo della Juventus degli anni ’70. Sei gli scudetti vinti in bianconero ma nessuna Coppa Campioni con il rammarico della finale persa nel ’73 a Belgrado contro la grande Ajax di Cruijff, Neeskens e Rep. Merita una citazione anche il grande John Charles. Il centravanti gallese ha formato con Omar Sivori una delle coppie gol più prolifiche nella storia del calcio italiano. Nessun trionfo europeo anche per lui. Miglior risultato nel 1962 con l’eliminazione ai quarti al cospetto del Real Madrid di Di Stefano e Puskas poi sconfitto in finale dal Benfica di Eusebio.

Oltre la Juve: quanti fenomeni senza Champions in bacheca

Oltre a quella degli ex bianconeri, abbiamo provato anche a delineare un’ipotetica top 11 di campioni che non hanno mai vinto la Champions. Anche in questo caso, alla stregua di quella bianconera, si è resa necessaria una selezione opinabile ma che riteniamo, comunque, ben assortita.


In porta abbiamo scelto il russo Lev Yashin,unico portiere a vincere il Pallone d’Oro nel 1963. Campione d’Europa con l’URSS nel 1956, Yashin ha militato per 22 anni con la Dinamo Mosca. Il suo prestigio fu notevole anche al di là dei confini sovietici. Non a caso, alla sua partita di addio al calcio, disputata a Mosca il 22 maggio 1971, parteciparono, tra gli altri, Pelè, Beckenbauer, Charlton, Facchetti ed Eusebio, il quale lo ha definito “il più grande portiere della storia del calcio”.

Terzetto di ex interisti in difesa. Lothar Matthaus, per due volte, ha sfiorato la Coppa Campioni, entrambe con la maglia del Bayern Monaco, sconfitto, in finale, nel 1987, dal Porto di Madjer e Juary e nel 1999 dal Manchester United. Un epilogo, quest’ultimo, indimenticabile per i bavaresi, in vantaggio 1-0 all’89’ poi trafitti dai gol di e Solskajaer e Sheringham nel recupero. Nel Bayern Monaco finalista dell’edizione 1987 militava anche Andreas Brehme, uno dei terzini più forti degli anni ’90, campione del mondo con la Germania e compagno di squadra dello stesso Matthaus e di Bergomi nell’Inter di Trapattoni, vincitrice dello scudetto 1988-89. Per i due tedeschi e per Bergomi, deludente eliminazione, in nerazzurro, con il Malmoe al primo turno della Coppa Campioni ’89-90. Prima di ritirarsi, Bergomi riuscì a raggiungere i quarti di finale nell’edizione ’98-99 con l’Inter di Simoni eliminata ai quarti dal Manchester United, futuro vincitore della Champions.

A centrocampo figurano tre leggende della Roma. Bruno Conti e Falcao erano in campo nella finale di Coppa Campioni del 1984 disputata all’Olimpico e persa dai giallorossi contro il Liverpool ai rigori. Conti sbagliò uno dei penalty. Non era uno specialista, Bruno. Lo era invece Falcao che si rifiutò di tirare, versione quest’ultima smentita dal brasiliano il quale giustificò la sua scelta con il riacutizzarsi di un infortunio che poteva pregiudicare anche la sua presenza alla partita. Ai due ex campioni giallorossi degli anni ’80, abbiamo aggiunto quello attuale, il simbolo del club capitolino nell’ultimo ventennio, Francesco Totti. Per il numero 10 giallorosso, il miglior risultato in Champions è stato il quarto di finale del 2007, perso con il Manchester United, vincitore 7-1 nel match di ritorno a Old Trafford. Una carriera, quella di Totti, destinata, purtroppo, a concludersi senza alcun trionfo europeo. Completa il quartetto di centrocampo, Juan Sebastian Veron. L’argentino, arrivato alla Lazio, dopo le precedenti esperienze con Sampdoria e Parma, vinse lo scudetto con i biancocelesti nel 2000. Era una squadra formidabile quella allenata da Eriksson con Nesta, Nedved, Stankovic, Almeyda, Conceicao, Simeone, Salas, eliminata nella Champions 2000/01 dal Valencia ai quarti, una sconfitta deludente per una compagine che aveva un organico in grado di vincere il trofeo. Veron raggiunse i quarti anche con l’Inter nell’edizione 2004/2005. I nerazzurri furono eliminati nel derby dal Milan con il match di ritorno che si concluse anticipatamente a causa del fumogeno, lanciato dalla curva nerazzurra, che colpì il portiere rossonero Dida.

La nostra top 11 si completa con un terzetto monstre in attacco. Non poteva mancare Diego Armando Maradona. Due le esperienze del Diez in Coppa Campioni con il Napoli, concluse con un’eliminazione prematura con Real Madrid e Spartak Mosca. Nel 1990, Diego è stato a un passo dal trasferimento all’Olympique Marsiglia del presidente Tapie. All’epoca il Marsiglia dominava il campionato francese raggiunse una finale di Coppa Campioni, nel 1991, perdendola con la Stella Rossa a Bari poi vinse il trofeo nel 1993 contro il Milan di Capello. Chissà se quel trasferimento avrebbe cambiato il destino europeo di Maradona che può vantare, comunque, nel suo palmares la Coppa Uefa conquistata con il Napoli nel 1989. Quello di Ronaldo Nazario da Lima è un caso borderline. Il Fenomeno, una Champions l’ha vinta, nel 2007, con il Milan ma senza giocare una partita in quanto già schierato precedentemente con il Real Madrid. Proprio con le Merengues, Ronaldo ha raggiunto il miglior risultato in Champions, la semifinale del 2003, persa con la Juventus. Infine, ecco Gabriel Omar Batistuta. Per il bomber argentino, miglior marcatore di sempre con la sua nazionale, due eliminazioni nella seconda fase a gironi della Champions di inizio millennio con Fiorentina e Roma. Nella stagione con i viola, Batistuta zittì Wembley con il gol dello 0-1 all’Arsenal. Altre due prodezze con il Manchester United che non bastarono, tuttavia, a qualificare la Fiorentina ai quarti di finale. Stesso destino con la Roma scudettata, eliminata nel secondo girone dell’annata 2001-02, da Barcellona e Liverpool.

Lo Speciale è stato realizzato con il contributo di Roberta Consorti, Alessandro Bianchi e Francesco Mattei.

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