Champions League, Celtic-Linfield, un tuffo nella storia

Pubblicato il autore: Max Mostes
Champions League Celtic-Linfield

Incrocio pericoloso per il Celtic al secondo turno preliminare di Champions League: affronteranno i nordirlandesi del Linfield, squadra di matrice protestante.

Il secondo turno di preliminare di Champions League propone una partita molto particolare, il cui significato sconfina ampiamente dal solo risultato sportivo. I campioni di Irlanda del Nord del Linfield FC se la dovranno vedere con il Celtic Glasgow, detentore delle ultime sei edizioni della Scottish Premiership. I valori in campo sono nettamente sbilanciati: sembra assai arduo che i semi-professionisti dell’Ulster possano mettere in difficoltà gli scozzesi, abituati a competere ad alti livelli in Champions League. Il vero tema della sfida è tutt’altro, ovvero la profonda divisione ideologica fra le tifoserie delle due squadre.

Il Linfield Football Club, fondato nel 1886 a Belfast da operai protestanti, è stato per molti anni il club anti-cattolico per eccellenza, simbolo del lealismo verso l’Inghilterra. Non a caso la divisa sociale coincide con quella dei Rangers Glasgow, acerrimi rivali del Celtic. I supporters del Linfield si sono resi protagonisti di alcuni gravi episodi di violenza settaria verso tifoserie dichiaratamente cattoliche, il più grave nel derby contro il Belfast Celtic datato Santo Stefano 1948. Quel giorno i rivali cittadini decisero addirittura di abbandonare per sempre le competizioni ufficiali, in seguito ad una violenta invasione di campo dei tifosi del Linfield, che culminò in uno scontro aperto fra le due tifoserie. Durante il trentennio dei “Troubles” in Ulster (1962-1998)  il clima peggiorò ulteriormente, negli anni in cui la lotta armata fra cattolici e protestanti toccò il punto più sanguinoso. Bisogna comunque sottolineare che da un decennio la situazione è molto migliorata grazie agli sforzi del club in sinergia con le istituzioni irlandesi, ma soprattutto all’accordo del Venerdì Santo (10 aprile 1998), che sancì il cessate-il-fuoco nel conflitto nordirlandese.
Il Celtic Football Club è invece la squadra della minoranza cattolica di Glasgow, fondata da emigrati irlandesi nel 1888. Sono noti i legami fra le frange più estreme della tifoseria e ambienti del separatismo irlandese, di cui fece parte la famigerata IRA. La storica rivalità con i redivivi Rangers si rinnova nel mitico “Old Firm”, tornato l’anno scorso dopo quattro anni d’attesa. L’appartenenza al club biancoverde si riflette pure in Irlanda del Nord, dove il Celtic è di gran lunga la squadra più amata all’interno della comunità cattolica.
Un primo sentore che questa non è una partita come le altre si è evinto dallo spostamento della data del match della settimana prossima, in programma al Windsor Park di Belfast. Il 12 luglio, giorno inizialmente previsto, coincide infatti con l’anniversario della battaglia del Boyne (1690), episodio fondamentale nella Guerra della Grande Alleanza che consolidò il dominio della corona inglese sul territorio irlandese: un evento ancor oggi celebrato dalle comunità protestanti nordirlandesi e considerato offensivo dai cattolici. Si è ripiegato sulle 5 pm del 14 luglio, in modo da non fomentare tensioni sociali in una giornata così delicata, per giunta in una città instabile come Belfast.
Un’altra precauzione l’ha presa il Celtic, rifiutando di vendere biglietti del settore ospiti ai propri fans, scoraggiandoli ad attraversare il mare d’Irlanda per raggiungere Belfast. Dall’altro lato si sono registrate lunghissime code ai botteghini per accaparrarsi un biglietto (molto costoso) ed assistere ad una partita carica di significati extra-calcistici.
Non mancano però le connessioni fra i due club, come ha sottolineato il presidente del Linfield, Roy McGivern. Egli ha infatti ricordato come il suo club ha festeggiato il cinquantesimo anniversario della Champions League 1967 vinta proprio dal Celtic di Jock Stein, nella quale i nordirlandesi raggiunsero il loro miglior risultato nelle Coppe Europee, arrivando ai quarti di finale (eliminati dal CSKA Sofia). Forse questa può sembrare una forzatura, ma ben venga se può distendere un clima teso come le corde della gaelica lira. La speranza è che il campo metta da parte il capitolo più buio della storia dell’Ulster, trasformando il tutto in novanta minuti di spettacolo sportivo.

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