Messi, Roma-Barcellona è un incubo. Juan Jesus:”Se non vuole contatti giochi a tennis”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
ROME, ITALY - DECEMBER 05: Diego Perotti #8 with teammates of AS Roma celebrates after scoring the opening goal during the UEFA Champions League group C match between AS Roma and Qarabag FK at Stadio Olimpico on December 5, 2017 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Messi, Juan Jesus punzecchia la Pulce. Juan Jesus, parla così a Roma TV dopo la vittoria sul Barcellona che ha sancito il passaggio alla difesa a tre per i giallorossi: “Non so se continueremo con questo modulo ma ha portato bene.  La tattica aiuta ma devi metterci qualcosa di più, il calcio è passione. Sognavo questo giorno da piccolo, ringrazio tutti. Abbiamo dato anche una lezione di calcio”. Il brasiliano parla del duello con Messi:La stecca che gli ho dato? Se non vuoi il contatto gioca a tennis, il calcio è così. Gli ho chiesto scusa dopo il fallo”.

Messi, altra delusione in Champions League

Messi, come l’anno scorso e come l’anno prima. Per la terza stagione consecutiva il Barcellona in Champions League si ferma ai quarti di finale. Un anno fa i blaugrana venivano eliminati dalla Juventus di Max Allegri. I bianconeri si imposero per 3-0 all’andata, per poi pareggiare 0-0 al Camp Nou. Stessa sorte subita ieri sera all’Olimpico al cospetto di una Roma in versione extralusso. Il Barcellona non è quasi mai stato in partita. Dzeko ha fatto impazzire Piquè e Umtiti, Florenzi-Kolarov hanno fatto il bello e il cattivo tempo sulla fasce, Suarez-Messi non hanno praticamente toccato palla. L’argentino ha dimostrato ancora una volta il suo scarso feeling con l’Italia. La Pulce ha giocato 9 partite sul suolo italiano, segnando solo 2 gol. Un po’ pochino per quello che viene considerato unanimemente il miglior giocatore del mondo insieme a Cristiano Ronaldo.

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Non è la prima volta che Messi tradisce in grandi appuntamenti. Sia con il Barcellona che con l’Argentina la Pulce spesso viene meno nelle sfide cruciali. Dalla finale di Coppa del Mondo del 2014 fino alle eliminazioni in Champions League, passando per le finali perse di Coppa America. Forse il meraviglioso gol realizzato da Cristiano Ronaldo contro la Juventus gli ha messo un po’ di pressione addosso. Messi è apparso nervoso contro la Roma, rimediando anche un’ammonizione per un fallo rude su Kolarov. In questa stagione l’argentino si dovrà accontentare di vincere la Liga, per poi tentare l’impresa mondiale con l’Argentina. Forse l’ultima possibilità di vincere qualcosa con la propria nazionale.

Messi, niente più paragoni con Maradona

Oggi è il più forte, insieme a Cristiano Ronaldo, ma nella storia del calcio come va collocato? E’ questo che l’interrogativo che accompagna Leo Messi. L’argentino è da un decennio il giocatore più forte del mondo, insieme a Cr7. Ma il fatto di venire dallo stesso paese di Diego Maradona lo espone spesso all’illustre paragone. El Pibe de Oro ha vinto meno della Pulce, anche perché ha avuto una carriera più breve? Vero. Ma anche perché ha giocato in squadre meno forti del Barcellona. Il Napoli e la nazionale argentina degli anni ’80-’90 non avevano certo i valori dei blaugrana degli ultimi anni.

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Messi ha vinto tanto grazie ai suoi compagni, Maradona ha fatto vincere tanto ai suoi compagni. I due scudetti al Napoli valgono le tre Champions League vinte da Messi al Barcellona. In più Diego ha vinto il Mondiale dell’86 in Messico e giocando una finale nel ’90 in Italia. Anche Messi ha giocato una finale nel 2014, ma non essendo quel trascinatore come fu Maradona. In serate come quello di ieri all’Olimpico la Pulce si eclissa, condizionando anche il rendimento dei compagni. La verità è che il ciclo del Barcellona di Guardiola è frase finito per davvero. Iniesta forse andrà in Cina a fine stagione, lasciando più soli Messi e Piqué. I due peggiori in campo contro la Roma. Entrambi cercheranno riscatto al Mondiale di Russia, ma prima dovranno portare in porto la Liga. Magra consolazione per chi sognava il triplete come ai tempi di Guardiola e Luis Enrique. Ma forse quell’epoca si è chiusa, con la capocciata di Manolas.

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