Champions ed Europa League: flop italiano, quando nel fare calcoli si sbaglia

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Gennaro Gattuso – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Si chiude mestamente una tre giorni europea pessima per quanto concerne le squadre italiane. Su sei compagini impegnate, tra Champions League ed Europa League, lo score parla di cinque sconfitte ed un solo pareggio, che hanno lasciato in dote la retrocessione dell’Inter e del Napoli dalla Champions all’E.L. e l’eliminazione del Milan. Tutto ciò che poteva andare male è andato anche peggio. Tanti i calcoli, le supposizioni della vigilia, elevata la speranza di vederne quattro agli ottavi della massima competizione europea per club, ed invece il verdetto del campo è stato amaro ed insindacabile.

Che questa settimana non fosse brillante lo si era già intuito nella serata di martedì con l’Inter che non è andata oltre l’1-1 con il Psv Eindhoven. Il Tottenham, contemporaneamente, ha pareggiato 1-1 al “Camp Nou” di Barcellona e per Icardi e compagni addio sogni di gloria. La banda di Spalletti, nel giro di 4 giorni, abbandona sogni scudetto e velleità ambiziose in Europa. Certo, in molti direbbero che dalla Beneamata, sorteggiata in quarta fascia in un girone di ferro con Barcellona e Spurs, di più non si poteva chiedere, ma quando arrivi a 90 minuti dal termine a giocarti la qualificazione contro un Psv già estromesso da tutto e con un solo punto in cascina, beh, in quel caso, nutrire aspirazioni importanti è più che doveroso.

Esce anche il Napoli. La sconfitta degli azzurri ad “Anfield Road” poteva anche essere messa in preventivo, ma in questa circostanza riecheggiano episodi avvenuti durante il percorso che non hanno di certo favorito Insigne e compagni. Lo 0-0 di Belgrado, il gol di Di Maria al tramonto del match contro il Psg, la rete di Bernat sul gong della prima frazione di gara, nel retour match al cospetto dei francesi, ed infine quel gol inutile di Ben Nabouhane che ha fatto in modo che il Napoli potesse uscire di scena se avesse perso per 1-0 contro i Reds. E così è stato. Lasciano, però, più di qualche speranza le parole pronunciate da Ancelotti al termine della gara di “Anfield” in cui ha affermato di voler partecipare all’Europa League con la seria intenzione di vincerla.

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Mercoledì, invece, era già tutto deciso o quasi ma sia la Roma che la Juventus non hanno regalato sorrisi. I giallorossi certificano il loro stato di crisi anche a Plzen, perdendo per 2-1 contro il modesto Viktoria, non mettendo, però, a repentaglio il secondo posto. La squadra di Di Francesco presenta svariati problemi e non convince affatto: immaginare per la “Lupa” un percorso in Champions, senza ostacoli, appare assai proibitivo.

Sul terreno di gioco particolarmente insidioso di Berna, invece, la Juventus rimedia la seconda sconfitta stagionale. Un 2-1 indolore se a ciò va aggiunto il ko dello United contro il Valencia che ha permesso a CR7 e compagni di chiudere al primo posto nel girone H. La Vecchia Signora, però, non è apparsa la corazzata imbattibile che siamo soliti ammirare. I bianconeri hanno subito due reti ed hanno reagito solo nel finale con l’ingresso in campo di Dybala. Meglio archiviare la parentesi svizzera e proiettarsi con ardore verso i prossimi impegni.

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Ieri, poi, il disastro si è consumato con l’eliminazione del Milan dall’Europa League. I rossoneri sono crollati per 3-1 nell’inferno del “Karaiskakis” di Atene sotto i colpi di un Olympiacos indomito e fortunato. La scelta arbitrale di concedere un penalty, assai rivedibile, a favore dei padroni di casa ha completato il quadro, ma dai rossoneri ci si attendeva molto di più, soprattutto dal punto di vista della mentalità e dell’ardore agonistico. Troppi errori e disattenzioni fatali, il “diavolo” esce a testa bassa da una competizione in cui, almeno sulla carta, avrebbe potuto dire la sua.

Infine la Lazio: i biancocelesti se non vincono in stagione dall’8 novembre un motivo ci sarà. La sconfitta per 1-2 contro l’Eintracht Francoforte suggella un periodo di vacche magre che sta frenando la crescita degli “aquilotti“. I capitolini chiudono il girone al secondo posto con 9 punti all’attivo, il minimo indispensabile per accedere ai sedicesimi di finale, ma occorrerà quanto prima tornare a brillare per evitare che questo mese insoddisfacente si protragga a lungo, evitando che la Lazio disputi una stagione non propriamente indimenticabile.

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