Atlético Madrid-Juventus, i limiti della Juve e del calcio italiano

Pubblicato il autore: Mattia Di Battista Segui

Atlético Madrid-Juventus: una pesante sconfitta per i bianconeri

Atlético Madrid-Juventus, giocatasi ieri per gli ottavi di finale della UEFA Champions League, si è conclusa con un pesante successo per 2-0 dei Colchoneros che hanno colpito i bianconeri con due reti in 5 minuti tra il 78′ e l’83’. Due gol e una sconfitta che hanno messo a nudo tutti i limiti della Juve di Max Allegri e probabilmente del calcio italiano.

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Atlético Madrid-Juventus: il “Cholismo” batte l’Allegrismo

Quella tra Atlético e la Juve era una delle sfide più interessanti uscite dal sorteggio per gli ottavi di finale della Champions League. Una sfida che vedeva opposte due squadre e due modi di vedere il calcio totalmente differenti. Da un lato, l’Atletico Madrid allenato dal “Cholo” Diego Pablo Simeone, dall’altro la Juventus di Massimiliano Allegri. Da una parte i Colchoneros, una squadra non forte in senso assoluto, ma capace di imporsi nel panorama europeo degli ultimi anni con la tanta grinta trasmessa dal suo tecnico, condita da organizzazione di gioco, solidità e dalle qualità del talento francese Antoine Griezmann. Dall’altra parte, invece, la i bianconeri, una squadra che domina la scena italiana da ormai sette anni, zeppa di campioni (uno su tutti Cristiano Ronaldo) e con l’obbiettivo, nemmeno tanto celato, di affermarsi anche in Europa. Il primo round lo ha vinto ieri sera il Cholismo.

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Atlético Madrid-Juventus: i limiti della Juve di fronte al Cholismo

La partita è stata vinta dall’ Atlético, trascinato dai 68.000 spettatori nel suggestivo scenario del  “Wanda Metropolitano”, un catino biancorosso che ha incitato per tutta la gara i propri beniamini, guidati dal condottiero Simeone, quasi un giocatore in più dalla panchina. Una squadra solida, organizzata, e con tanta grinta dal primo al novantesimo minuto che ha annientato una Juventus supponente, che si è accontentata di uno 0-0 senza gettare il cuore oltre l’ostacolo per essere travolta meritatamente dalla furia biancorossa. Una squadra tutta tempesta e impeto come l’ Atlético contro una squadra senza anima, senza centrocampo come la Juve, viziata dai ritmi estremamente blandi del nostro campionato, nel quale è abituata a vincere senza convincere. La partita di ieri ha palesato tutti i limiti della Vecchia Signora e, forse, anche del calcio italiano. Un calcio fatto solo di tattica, salvo rare eccezioni, dove si crede ancora di poter vincere le partite segnando un gol per poi “giochicchiare” fino al fischio finale. La Juve è abituata a ciò in casa propria, ma in Europa non basta più. Non basta solo la tattica per vincere queste partite, occorre di più perché le altre squadre europee corrono, a differenza di qualche anno fa. Corrono talmente tanto che è come se loro giocassero alla Playstation e le nostre squadre giocassero ancora a subbuteo. Per vincere queste partite, insomma, ci vogliono più Chiellini e meno Ronaldo, più Cholismo e meno gioco all’italiana (almeno come lo intendiamo tradizionalmente). Basterà alla Juve tutto ciò per ribaltare allo Stadium la sentenza senza appello di ieri sera? Staremo a vedere. Certamente, però, un’eventuale eliminazione dalla Champions sarebbe un fallimento per la Juve e anche per il calcio italiano.

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