Bonucci, che incubo con l’Atletico Madrid: il ritorno è servito davvero alla Juventus?

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Bonucci, notte horror a Madrid. E’ stato il protagonista delle ultime due sessioni estive di calciomercato. Nel 2017 c’è stato il suo clamoroso passaggio al Milan, con tanto di fascia di capitano al braccio. 12 mesi dopo c’è stato il suo ancor più clamoroso ritorno alla Juventus. Con i bianconeri l’obiettivo dichiarato di inizio stagione è stato sempre e solo uno: vincere la Champions League. Una magnifica ossessione per i bianconeri, tanto da far dire a Pavel Nedved:“Con la coppa in bacheca posso riposare in pace”. In campionato le cose sono andate sempre bene, i bianconeri hanno l’ottavo scudetto di fila in tasca. In Europa meno bene. In stagione la Juventus ha giocato 7 partite, perdendone 3. Vero è che quella con lo Young Boys valeva poco. Molto invece vale quella di ieri sera con l’Atletico Madrid.

Emblematica la scena del gol di Gimenez, il primo dei Colchoneros, con Bonucci e Chiellini a terra in simultanea. Questa è stata l’immagine della serata bianconera al Wanda Metropolitano: i due colossi d’argilla juventini travolti dall’armata di Simeone. E’ chiaro che nel match di ritorno tutto è possibile, la Champions League è piene di storie di rimonte incredibili. Ma è innegabile che fino ad ora la truppa di Max Allegri in Europa è stata deludente. Il secondo tempo contro gli uomini di Simeone è stato pieno di sofferenze indicibili. Gol annullato a Morata, traversa di Griezmann e i due gol subiti. Il tutto con Bonucci e Chiellini in balia degli avversari. Non tutte le colpe della sconfitta sono attribuibili a loro, ma loro dovevano essere la pietra su cui edificare la marcia europea. Almeno così era nei progetti estivi della Juventus. 

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Bonucci, il ritorno del figliol prodigo era necessario?

A mente fredda bisogna analizzare a cosa e a chi ha rinunciato la Juventus per riportare Bonucci a Torino. In primis a Caldara, che in prospettiva poteva essere il degno erede dello stesso Bonucci e di Chiellini. Poi è andato via Higuain, stimato da Allegri e amato dai compagni. Il Pipita in passato aveva già fatto anche coppia con Cristiano Ronaldo, al Real Madrid. A gennaio è andato via Benatia, scontento dello scarso minutaggio concessogli da Allegri. Non dimentichiamo che la Juventus in estate ha salutato anche Marchisio, per non parlare di Lichtsteiner e Asamoah. Gente che ha contribuito alle vittorie nazionali bianconere negli ultimi anni.

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E’ tornato Bonucci. Ma a questo la domanda sorge spontanea: chi e perché si è sacrificato tanto per il ritorno di un difensore? Forse il reparto da rinforzare alla Juventus era il centrocampo. Pjanic è in calo già dall’anno passato, Khedira non è affidabile, Emre Can a certi livelli non può fare la differenza e Bentancur è ancora acerbo per certi palcoscenici. Tutto è opinabile e può ribaltato dal match di ritorno. Questo è chiaro come il sole. Ma sacrificare giocatori su giocatori per riportare a casa un elemento che aveva già tolto il disturbo non è stato forse un buon affare. Se ne riparlerà il 12 marzo. Fino ad allora la Juventus sarà incudine, ogni tanto fa bene subire qualche martellata. Ma solo ogni tanto però.

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