Champions League: Roma e la “musichetta” che incanta

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui


Da “I musicanti di Brema” al “Pifferaio magico”; da Sanremo al Festivalbar; dalle pubblicità ai cartoon “musichette” e “motivetti” sono stati sempre motivo di “traino” per qualcuno o per qualcosa. In questo caso parliamo della “musichetta” della Champions League. Quella che sembra un “canzonetta” è invece l’inno della Uefa Champions League che prende vita da un inno di Händel (base) per l’incoronazione di Re Giorgio, mentre viene composto (testo) da Tony Britten nel 1992. Ebbene la “musichetta” in questione ha il potere di trasformare la Roma e i suoi tifosi visto i numeri (che andremo ad analizzare) che vede la Roma di coppa essere diversa da quella del campionato anche in alcuni interpreti, vedi Dzeko vero trascinatore in Europa

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Musichetta
La “musichetta” ha fatto sì che la Roma abbia ripreso il cammino intrapreso lo scorso anno che la portarono ad un passo dalla finale di Kiev (il Var è presente sono da quest’anno in Champions League, e da questo turno ovvero dagli ottavi di finale) ed al momento la vede in corsa per il passaggio del turno, visto che l’andata si è conclusa con la vittoria dei giallorossi per 2-1 grazie alla doppietta di un super Zaniolo che sta dimostrando di non essere solo un giovane di belle speranze confermandosi giorno dopo giorno, ma soprattutto al suo uomo di coppa; colui che si “trasforma” più di tutti appena sente la “musichetta”, diventando un uomo determinante appena cala la sera e parte il “motivetto”. 17 gare giocate nelle ultime due stagioni; e 13 reti siglate (12 gare – 8 reti lo scorso anno; 5 gare – 5 reti in questa stagione); il cigno di Sarajevo ovvero Edin Dzeko (nell’ultima gara autore dei due assist nella doppietta di Zaniolo; il primo volontario liberando il giovane al tiro con un passaggio da centro area; il secondo involontario complice la respinta del palo colpito proprio da Edin Dzeko che si era creato lo spazio di tiro). I tifosi si trasformano quando c’è la Champions League incitando senza sosta la Roma nel catino dell’Olimpico, e la stessa cosa succede a Edin Dzeko che in 24 gare ufficiali di Champions League con la maglia della Roma (tolto il preliminare proprio con il Porto) a siglato 15 reti e 10 assist; e se aggiungiamo anche l’Europa League (8 gare – 8 reti e 2 assist) fanno: 32 gare notturne con 23 reti e 12 assist, un vero e proprio “asso di coppe” che ricorda lo Zibignew Boniek della Juventus che si guadagnò il nomignolo di “bello di notte”  dall’avvocato Agnelli

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Champions League
La Champions League ha un grande fascino ed un richiamo enorme per il pubblico, e la Roma che lo scorso anno ha onorato alla grande l’impegno arrivando in semifinale (secondo miglior risultato di sempre dai tempi della Roma di Viola e Liedholm; di Falcao Conti che arrivò in finale) e con buone possibilità di giocarsi il passaggio ai quarti di finale tra due settimane a Oporto, nella bolgia del do Dragão dopo il 2-1 dell’andata, e sarebbe un buon risultato per poi sognare nei quarti un turno come quello dello scorso anno, qualsiasi sia l’avversario

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