Coppa Italia Napoli Inter, De Laurentiis vs Rai International: “Niente partita negli Stati Uniti”

Pubblicato il autore: Simone Cerroni Segui

 

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Napoli Inter De Laurentiis RaiCoppa Italia Napoli Inter, De Laurentiis vs Rai International: “niente partita negli Stati Uniti” – In tempo di crisi anche degli introiti che possono arrivare da una partita di calcio trasmessa all’estero possono rivelarsi preziosi. Dunque gli sponsor giocano  un ruolo importante, sopratutto nel pallone, uno degli sport più pagati al mondo. Non è bastata neanche la vittoria in extremis con gol di Higuain (su errore di Ranocchia) contro l’Inter in Coppa Italia e il conseguente accesso in semifinale, dove la squadra di Benitez affronterà la Lazio, a far sorridere il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Il motivo? Proprio questioni di visibilità internazionale, tradotto: “sponsor”. La società partenopea è fuoriosa con la Rai. Come apparso in un comunicato del Napoli Calcio riportato sul proprio sito ufficiale, la scelta di Rai e Infront di non mandare in onda la gara dei quarti di finale di Coppa Italia su Rai International negli Stati Uniti d’America, è stata per il Presidente della società alquanto discutibile, soprattutto considerando i molti italiani che si vivono in quelle zone, oltre che gli appassionati di calcio a stelle e strisce. Un piccolo colpo che però in un periodo dove il calcio italiano sta cercando di emergere, o meglio di riemergere di fronte alla ricchezza della Premier League e Liga spagnola, porta con se la perdita di soldi e chissà magari di sponsor esteri. Di seguito il comunicato del Napoli Calcio alla Rai: “Il Calcio Napoli ringrazia particolarmente Infront e la Rai per preoccuparsi continuamente della promozione del Calcio italiano nel Mondo. Infatti, una partita così importante come Napoli-Inter, con la presenza di tanti calciatori stranieri e di rilevante interesse internazionale, non è stata trasmessa da Rai International negli Usa, evitando così di fare un bellissimo spot promozionale al nostro calcio, non rispettando i desideri di tanti italiani che lavorano all’estero in un Paese come gli Stati Uniti dove il calcio sta crescendo a ritmi vertiginosi, molto più che in Italia. Una decisione incomprensibile.”

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