Fiorentina-Roma, disastro giallorosso. “Lupa” allo sbando

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

E’ stato un naufragio giallorosso, quello andato in scena, ieri sera, in una fredda e umida Firenze. La Viola ha surclassato la Roma con un roboante 7-1, estromettendo la banda guidata da Eusebio Di Francesco dalla Coppa Italia. Basterebbe osservare solo il punteggio per comprendere la prestazione decisamente insufficiente sciorinata da Schick e compagni. I giallorossi sembrano una squadra allo sbando, in completa balia degli avversari. Qualche avvisaglia era giunta già dalla gara di campionato contro il Torino, con la Roma in vantaggio di 2 reti e poi rimontata dai granata. In quella circostanza fu provvidenziale il gol messo a segno da El Shaarawy, al fine di centrare l’intera posta in palio.

Domenica scorsa, invece, a Bergamo si è avuto un black-out preoccupante nella ripresa. Dopo il largo vantaggio di tre reti a zero, i capitolini si sono fatti acciuffare dall’Atalanta, in grado di rimettersi in carreggiata grazie alle reti di Castagne, Toloi e Duvan Zapata. Lì più di qualcosa scricchiolò. Nel secondo tempo dell'”Atleti Azzurri d’Italia” la “Lupa” è apparsa arrendevole, remissiva, intimorita, atteggiamenti che hanno condizionato di gran lunga la prestazione complessiva. Di Francesco ha avvertito immediatamente che la situazione non fosse delle migliori, ma nulla lasciava ipotizzare quanto accaduto ieri a Firenze.

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Al “Franchi“, invece, vi è stato il crollo assoluto di una squadra, la Roma, apparsa vulnerabile in difesa, senza idee, senza mordente, incapace di mettere in affanno i rivali. Tutti sotto la sufficienza, dalla coppia centrale di difesa Manolas-Fazio, passando per la prestazione scialba, l’ennesima, di Pastore, per poi giungere a Schick, oramai promessa non mantenuta nella squadra giallorossa. A ciò, poi, si aggiunge il nervosismo di Dzeko, espulso al 71′ per proteste, ed ecco che il naufragio è servito. Perdere 7-1 è pesante dal punto di vista morale, perdere 7-1 va ad intaccare le certezze sin qui acquisite, perdere 7-1 non ammette repliche, perdere 7-1 non fa altro che inferocire la piazza contro la squadra e la società.

Di Francesco si dimetterà? Di Francesco nutrirà ancora della stima dei vertici dirigenziali?. Al momento l’allenatore abruzzese dovrebbe restare in sella alla squadra capitolina, anche in base a quanto dichiarato nel post-gara dal direttore sportivo Monchi. Inoltre trovare una soluzione nell’immediato non appare semplice. Si parla di Paulo Sousa oppure del ritorno di Vincenzo Montella, ma sarebbero scelte che implicherebbero tempi di adattamento ed ora la Roma non può permettersi il lusso di perderne dell’altro, in quanto la Champions è alle porte e la sfida con il Porto rappresenterà un banco di prova assai significativo per l’attuale allenatore e per l’intera squadra.

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Dal punto di vista statistico la Roma in altre due occasioni perse per 7-1, ossia contro il Manchester United, il 10 aprile 2007, e con il Bayern Monaco, il 21 ottobre 2014, in quei casi si trattava di Champions League e di avversari dall’elevato cabotaggio. Non che la Fiorentina non sia una compagine di tutto rispetto ma soccombere in questa maniera meriti più di un’attenta riflessione. I giallorossi, quindi, dovranno reagire il prima possibile, già a partire dalla delicata gara di campionato, di domenica sera, con il Milan del “pistoleroPiatek, per evitare che le nubi di Firenze continuino ad aleggiare in maniera imperturbabile su una “Lupa” ferita.

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