Stroppa: “Stiamo coi piedi per terra. Non dobbiamo cadere nelle provocazioni”

Pubblicato il da Francesco Ippolito

Giovanni Stroppa al termine di Foggia-Lecce

Al termine di FoggiaLecce, l’allenatore dei rossoneri Giovanni Stroppa ha parlato ai microfoni dei giornalisti nella sala stampa del Pino Zaccheria: “Come dicevo ieri, era importante vincerla, sicuramente è stato importante vincerla come l’abbiamo vinta perché è stata un’ottima prestazione. Però domani inizia un’altra settimana e abbiamo il Catania. E abbiamo altre 8 partite importanti. Non voglio dire che non abbiamo fatto niente perché sarebbe riduttivo nei confronti dei ragazzi, di ciò che hanno fatto fin’oggi. Andiamo a 4 punti, consapevoli che da qui alla fine sarà durissima”.
Continua Stroppa: “Il Lecce è venuto qui a giocare la partita come l’avevamo letta, aspettando un nostro errore. Potevamo anche fare sei gol nel primo tempo”.
Sul gioco degli avversari: “Era difficile trovare i varchi all’inizio della partita perchè comunque il Lecce era molto chiuso, cercava di approfittare di qualche passaggio sbagliato, quindi chiusi nella loro metà era difficile trovare gli spazi. Ma sapevamo che a partita in corso sicuramente potevamo essere più veloci, però dopo dieci minuti/un quarto d’ora, è normale che le squadre si possono studiare. La partita l’abbiam vinta nel modo giusto, nell’attenzione, nella determinazione. Mi dispiace che potevamo fare più gol del primo tempo, che a volte siamo troppo egoisti e non vediamo il compagno davanti alla porta libero. Pensare che un gol in più serva a tutti e non da considerare chi lo fa. In una situazione del genere vale più un assist che una marcatura”.

Ma ci sono anche i complimenti per la squadra di Padalino“C’è da dire che bisogna dare merito agli avversari, nel momento in cui hai una strategia da percorrere. Sicuramente noi avevamo un palleggio che poteva metterli in difficoltà. Non voglio addentrarmi in cose che non conosco. Noi abbiam fatto la partita come dovevamo farla, sapendo che sbagliando qualche passaggio potevamo prestare il fianco, ma siamo stati bravi nelle marcature”.
Belle parole anche per Chiricò e Di Piazza, che non hanno segnato, ma hanno giocato una grande partita: “Chiricò ha fatto una partita eccellente, come a Monopoli. Secondo me per essere giocatori bravi bisogna togliersi certi atteggiamenti. Uno forte è forte non perchè si lascia trascinare dagli eventi, ma è forte sempre. Questa è una questione mentale, bisogna essere più forti delle provocazioni. E anche Di Piazza cadeva alle provocazioni degli avversari, se vogliamo fare un salto di qualità credo che la squadra possa vincere in maniera più naturale. Perchè se fa un gol un mio compagno devo essere stra-felice, soprattutto se glielo faccio fare io. Ma non parlo di una cosa negativa, perchè la prestazione di Di Piazza è stata stratosferica, quella di Chiricò eccellente. Ma non è una cosa negativa, è solo una cosa diversa”.

Il Foggia però può fare di più: “Abbiamo vinto le partite che dovevamo vincere. Secondo me la squadra può migliorare, mi piacerebbe che si facesse ancora di più perchè abbiamo le potenzialità per farlo: la capacità di attaccare la linea difensiva un pochino più incisivamente, ma la mia squadra comunque mi dà assolutamente soddisfazioni. Portiamo in campo quello che è il lavoro settimanale”.
Un sold-out del genere può condizionare la partita? “Io ero preoccupato perchè quando sono entrato insieme ai ragazzi all’ingresso del riscaldamento c’è stato un impatto incredibile. E a volte a farsi trascinare troppo, si cade in nervosismi gratuiti o nel non essere sereni in ciò che si sta facendo. Questo è un modo di essere maturi, perché hai il dodicesimo uomo in campo ma non ti fai condizionare. Anzi, è un vantaggio. Si è creata quest’alchimia e speriamo che continui. La piazza è giusto che abbia entusiasmo. Noi abbiamo il Catania domani e questo è fondamentale, è sintomo di maturità, di capire che percorso abbiamo fatto e che percorso ci aspetta. Adesso non voglio fare il pompiere, ma credo sia normale e giusto stare coi piedi per terra, non abbiamo fatto niente. Ma credo fortemente in quello che sto dicendo, non si è fatto nulla. Perdi una partita e ritorna tutto come prima. Bisogna stare concentrati, sapendo che tutte le partite sono insidiose. Andiamo a Catania ad affrontare una partita impegnativa, contro una squadra che se non avesse avuto punti di penalizzazione, sarebbe lì come noi a giocarsi posizioni più importanti”.

Era difficile fare meglio di prima, Stroppa ci è riuscito, ma non vuole parlare di sé: “Se andate a fare la prima conferenza stampa parlavo di aggiungere a un ottimo gioco, la capacità di giocare in verticale. Ma non voglio parlare di quello che ho fatto, stiamo concentrati su quello che deve fare questa squadra e su quello che dobbiamo fare tutti insieme”.
Conclude Stroppa: “Aldilà di non subire gol, non bisogna dare la possibilità agli avversari di poterlo fare. Allo stesso modo lo posso dire per gli attaccanti, se fai gol non è solo merito degli attaccanti. L’azione inizia da Guarna.
Noi dobbiamo essere più forti delle provocazioni, molto più bravi a capire i momenti. Adesso non so cosa sia successo, può capitare in campi caldi o contro avversari più nervosi, che ci possano essere delle provocazioni. Ma credo che sia una perdita di energie gratuita”.

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