Vicenza, il fallimento è del sistema calcio Italia

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Vicenza

Vicenza fallito, Gravina ci dica perché

Vicenza, lo strano caso di un fallimento annunciato. Quando si chiamava Lanerossi era una delle squadre più forti della serie A. Paolo Rossi e Roberto Baggio erano partiti dal biancorosso alla conquista del mondo. Negli anni ’90 il Vicenza era tornato in serie A. Con Guidolin in panchina e Mimmo Di Carlo capitano i veneti hanno vinto una Coppa Italia nel 1997 e sfiorato una storica finale di Coppa delle Coppe l’anno successivo. Poi il lento declino, fino ad arrivare all’anonimato della serie C. Questa è una stagione che, comunque andrà, culminerà con il fallimento della società biancorossa. Nel girone B della serie C 2017/2018 c’è già stata l’esclusione del Modena. Il Vicenza continuerà a giocare fino a fine campionato. Ma ha senso tutto ciò? I giocatori, lo staff tecnico e tutte le persone che lavorano attorno al Vicenza Calcio non percepiscono lo stipendio da mesi.

Nemmeno tre anni dopo il caso Parma, ci risiamo. Il calcio italiano si trova di fronte periodicamente a casi di questo tipo. Come è mai possibile che una società viene fatta iscrivere ad un campionato professionistico, per poi dichiarato fallito qualche mese dopo? Quale credibilità avranno le partite giocate dal Vicenza? Il caso dei veneti ricalca quello del Bari di qualche stagione fa. I pugliesi sfiorarono la serie A, dopo che erano dichiarati falliti. Un’annata particolare, che ha poi ispirato anche libri su quanto accaduto. Epica a parte è ora di dire basta. Il presidente della lega di Serie C, Gravina, si è candidato alla presidenza della FIGC. Intanto perché non ci spiega per bene i motivi per cui due squadre, regolarmente iscritte, sono state dichiarate fallite? Domandare è lecito, rispondere è cortesia.

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Vicenza, una storia che merita rispetto

Tanti campioni, qualche trofeo e il mitico palo del Romeo Menti. Il Vicenza è qualcosa di più di una squadra di calcio. Paolo Rossi, Roberto Baggio, poi Guidolin con Schwoch, Otero, Zauli, Luiso, Ambrosetti, Toni e tanti altri. Negli anni ’90 il Vicenza era una delle provinciali più forti in Italia. Chi andava a giocare al Romeo Menti sapeva di dover lottare aspramente per portare via punti. Poi il mitico palo. Già perché durante le riprese televisive c’era un palo che impallava le telecamere quando si attaccava verso il lato sud dell’impianto vicentino.

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Una squadra che stava per disputare una finale europea. Stagione 1997/1998, il Vicenza affronta il Chelsea del player manager Gianluca Vialli. I veneti vincono in casa per 1-0 all’andata, ma perdono 3-1 a Londra. Negli ultimi minuti Ambrosetti sfiora il gol del 3-2, una rete che avrebbe portato i biancorossi a sfidare lo Stoccarda in finale. Sarebbe stato un qualcosa di magico e storico. Ma anche così quella squadra è rimasta nella memoria di tutti gli appassionati di calcio italiani. Ora c’è da portare a termine questa tribolata stagione, poi si potrà ripartire. Vicenza e il Vicenza meritano di essere una società sana, poi i risultati saranno quelli che il campo deciderà. Il Menti deve tornare a essere palcoscenico di calcio e non di contestazioni. Serve gente sana, che ami il calcio e i colori biancorossi. Auguri Vicenza, da noi tutti.

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