Il progetto Baldini: doppia rinascita a Carrara

Pubblicato il autore: Claudia Cella Segui


“Qui a Carrara per ritrovare la gioia del calcio”, aveva detto Silvio Baldini lo scorso Giugno, quando è iniziata per lui una nuova avventura dopo sei anni di stop dall’ultima esperienza a Vicenza. Sulla panchina della Carrarese Baldini non solo ha recuperato l’entusiasmo, la grinta e la gioia di allenare, ma ha avuto anche il merito di creare fin da subito, per sé e per i suoi giocatori, un ambiente in cui ognuno possa imparare cosa significhi l’unione, lo spirito di squadra, il sacrificio.

Le sue non sono soltanto lezioni di tecnica e tattica: il mister vuole dimostrare ai suoi ragazzi qual è il segreto per il raggiungimento di un obiettivo comune. “Lavoriamo dalla mattina alla sera facendo stare i giocatori sempre insieme”, ha affermato lui stesso in un’intervista. “Facciamo colazione assieme tutti i giorni e devono prepararsela gli stessi giocatori”.  Insomma, quello dell’ex allenatore di Empoli, Parma e Palermo è un modo di vivere il calcio da cui ognuno dovrebbe trarre insegnamento, è una filosofia che dimostra i profondi valori che fanno parte della sua persona e che intende continuare a coltivare, valori confermati dalla sua scelta di non percepire alcun compenso, perché il mondo del calcio non deve più essere incentrato sul solo denaro, ma deve tornare quello di una volta, con le emozioni che faceva provare una volta. Daniele Adani, intervistato per Mondofutbol, ha dichiarato di sentirsi particolarmente legato a Baldini (era stato suo vice a Vicenza, nell’ultima esperienza del tecnico) e di nutrire profondo rispetto e fiducia nei confronti del progetto: “Chi segue Silvio al 100% cresce come uomo e come atleta. A Carrara c’è un mix tra etica del lavoro e rispetto per il lavoro e il calcio viene vissuto con totalità, con amore e con passione”.

Baldini è arrivato a Carrara per regalare un sogno: quello di portare la Carrarese in alto, specialmente dopo le tristi vicende societarie e sportive che l’avevano coinvolta negli ultimi tempi: la dichiarazione di fallimento nel marzo del 2016, conseguenza inevitabile del conflitto insanabile tra i soci Gianluigi Buffon e Raffaele Tartaglia; la “rinascita”, con la fondazione, su iniziativa del sindaco Angelo Zubbani, della nuova Carrarese Calcio 1908, società guidata da Salvo Zangari e da alcuni imprenditori locali; infine, la travagliata stagione 2016-17, conclusasi con una salvezza sofferta e sudata, a seguito di un doppio scontro playout contro la Lupa Roma.

Dopo tanta sofferenza, Carrara e i carrarini pretendevano e avevano diritto ad una scossa, e così è stato, proprio con l’arrivo di Baldini, a cui non si può non riconoscere di avere creato uno spirito comune e un’unione di intenti che da tempo mancavano nella piazza e di aver risvegliato in molti l’amore e la passione per la squadra della propria città. Questo dimostra che la Carrarese, come società, come squadra e come grande famiglia, sta già puntando in alto, coerentemente con quanto dichiarato, partendo da solidissime basi e, per citare le parole di Baldini, “ragionando in maniera diversa da come solitamente si ragiona nel calcio, non per essere diversi, ma per essere felici”.

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