Morata, un gesto che ha fatto discutere

Pubblicato il autore: Ettore Culicetto Segui

Morata
A Madrid a due settimane dal termine della stagione, nonché dalla finale di Champions League, rischia di scoppiare il caso Morata. L’attaccante spagnolo quest’anno si è ritrovato spesso a dover partire dalla panchina, e il più delle volte quando è stato chiamato in causa sin dal primo minuto è stato sostituito in corso d’opera, così come è accaduto nel corso dell’ultima partita con il Siviglia: al sessantesimo minuto infatti Zidane decide di far entrare Lucas Vazquez al posto di Morata, e l’ex Juventus mostra tutto il proprio disappunto negando la mano al proprio allenatore.

E’ indubbio che Morata quando venne richiamato dal Real Madrid si aspettasse di giocare più partite, ma in realtà la sua rabbia è esplosa nel momento meno opportuno della stagione, proprio prima delle due partite decisive per l’assegnazione della Liga. Infatti nei prossimi quattro giorni il Real Madrid dovrà disputare due trasferte, e per vincere il campionato (considerando una eventuale vittoria di domenica del Barcellona) dovrà accumulare almeno quattro punti: in questo contesto la sostituzione tra le altre cose può essere intesa come una volontà di preservare al meglio un giocatore in vista dei prossimi delicati impegni, e dunque un gesto di fiducia nei suoi riguardi da parte del tecnico francese. Morata dal canto suo ha giocato circa 1314 minuti in campionato, vale a dire complessivamente 14 partite e mezzo, durante le quali ha collezionato 14 gol e 5 assist, un bottino di tutto rispetto per un calciatore che di solito deve adeguarsi alle condizioni di una partita già cominciata o che gioca con la consapevolezza (e quindi il nervosismo) della sostituzione. La sua rabbia inoltre, può essere intesa soprattutto come la paura di non poter scendere in campo a Cardiff contro i suoi ex compagni, nonché di una insoddisfazione proveniente da un trasferimento che sperava potesse dargli più soddisfazioni personali. Ad ogni modo, probabilmente nessuno meglio di un uomo che conosce queste situazioni di campo come Zidane potrà gestire questa tensione, tanto che l’allenatore ha già dichiarato che l’attaccante non fosse arrabbiato con lui, ma per “qualcosa di cui nemmeno lui è a conoscenza”: per quanto l’impressione sia che le parole di Zizou non abbiano convinto pienamente la stampa, l’unica certezza è che solamente il campo potrà aiutare Morata a ritrovare il sorriso.

  •   
  •  
  •  
  •