Sandro Sabatini Sky: altro che codice etico, chiamatelo codice Prandelli

Pubblicato il autore: Francesco Mattei Segui

sandro sabatini di sky sport 24

Roma – Si attendono gli ultimi verdetti per mandare in archivio la stagione calcistica, almeno per quanto riguarda i club. All’appello manca ovviamente la finale di Champions League tra Real Madrid e Atletico che decreterà la squadra campione d’Europa. Chiuso anche quel sipario saremo tutti rivolti all’imminente mondiale brasiliano. Abbiamo voluto parlare di questi temi con Sandro Sabatini, giornalista di SkySport 24 nonché ex capoufficio stampa dell’Inter.

Ciao Sandro, quando finisce un campionato è sempre il momento dei bilanci. Per una Juve che domina da tre anni in Italia c’è il contrappasso della scarsissima competitività dei club nostrani in Europa. Dal punto di vista mediatico non sarebbe il caso di ridimensionare le imprese dentro i confini nazionali ed esaltare quelle internazionali?
La riflessione è giusta, personalmente credo che la Juventus abbia clamorosamente sbagliato le partite con il Galatasaray, il che ha contribuito a creare una falsa idea sull’effettivo valore della squadra bianconera. Se non avesse fallito coi turchi staremmo parlando di una Juve che aveva superato il girone e poi chissà cosa sarebbe successo. La partita col Benfica, invece, non la considero un insuccesso. E’ stata un’eliminazione che ci poteva stare.
In ogni caso la Juventus ha un valore europeo, quando Conte dice di volere una squadra profondamente rinforzata non lo capisco fino in fondo. La Juve è già forte.

Qualche giorno fa ho letto questo tuo interessante tweet: “da qualche anno Ferrari e calcio italiano vanno uguale”. Che analogie o differenze ci sono tra questi due sport in cui l’Italia fa fatica?
Le analogie risiedono nel fatto che sia la Red Bull che la Mercedes in Formula Uno così come Inghilterra e Germania nel calcio si sono dimostrate più brave. Lasciamo stare la Spagna che merita un discorso a parte anche per via dei benefici fiscali presenti nel paese. I veri esempi sono Inghilterra e Germania, due nazioni lungamente avanti all’Italia per quanto riguarda violenza negli stadi, impianti di proprietà, marketing, merchandising, cura dei vivai. La Ferrari, invece, ha sbagliato un po’ di uomini. Inoltre quando si è messa in pari con l’aerodinamica i motori hanno cominciato a fare la differenza e viceversa.

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L’anno scorso ho incontrato il tuo collega Fabio Caressa che mi raccontava le sue perplessità sul codice etico di Prandelli. Alla luce di quanto accaduto in questa stagione possiamo decretarne il fallimento su tutti i fronti?
Non è un fallimento, semplicemente non va chiamato codice etico della nazionale italiana di calcio. Chiamiamolo codice Prandelli che fa come gli pare. Quanto successo nell’applicazione del codice etico per Destro e nella non applicazione per Chiellini significa che Prandelli è svincolato dal doversi attenere alle decisioni del giudice sportivo che, esattamente quanto il CT, è affiliato alla Federazione italiana gioco calcio. Se l’avessimo chiamato codice Prandelli dal primo giorno si sarebbe fatta una più bella figura.

L’Italia è inserita nel gruppo D insieme a Inghilterra, Uruguay e Costa Rica. Temi una clamorosa eliminazione al primo turno viste le avversarie?
E’ storico che l’Italia abbia sempre disputato mondiali positivi quando è stata criticata. Tutti ricordiamo le polemiche alla vigilia del 1978 e del 1982, due ottimi mondiali. Viceversa nell’86 tutti appoggiavano la nazionale campione del mondo che però uscì agli ottavi con la Francia. Oggi l’atmosfera mi sembra un po’ troppo zuccherata, ci vorrebbe un po’ più di pepe.
Fatta questa premessa, non vedo bene l’Italia. Inghilterra e Uruguay mi sembrano più forti, ci vorranno due vittorie per passare il turno e non sono convinto che si riuscirà a battere Costa Rica e una tra Inghilterra e Uruguay. Lo spero ma sono pessimista.

A breve si sapranno i famosi 23 convocati per il Brasile, Sandro Sabatini chi lascerebbe a casa tra i 30 chiamati finora?
Partendo dagli attaccanti lascerei a casa Cassano. Non ne discuto né il talento né i comportamenti, credo semplicemente che il barese renda al meglio quando ha un ruolo centrale in una squadra. Nel Parma lui cammina, poi prende palla e inventa cose straordinarie. In Brasile dovrebbe giocare in coppia con Balotelli e la nazionale non può permettersi due giocatori che camminano in campo.
Non chiamerei nemmeno Destro perchè non ha una esperienza tale in Serie A da puntare su di lui in un mondiale. Considerando punti fermi Balotelli e Immobile, lui sarebbe la terza punta con caratteristiche piuttosto simili. A sorpresa porterei Insigne, lo considero l’unico in grado di entrare a partita in corso e cambiarne le sorti con una giocata.

Quindi rispetto al recente sondaggio di news.superscommesse, cui hai partecipato, hai cambiato idea solo su Destro?
Esatto, nel sondaggio ho votato il romanista. Devo dire di non essere stato influenzato dal codice Prandelli, ho visto molto bene Insigne nelle ultime apparizioni mentre Destro mi è sembrato piuttosto opaco.

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Qualche tempo fa mi hai sorpreso indicando Brasile e Belgio come le due probabili finaliste. Il Belgio può veramente arrivare fino in fondo?
Pensa che Wilmots si permette di lasciare a casa Nainggolan. Già da questo si capisce la forza di questa nazionale. Ha il portiere più forte del mondo, Courtois dell’Atletico Madrid, e tanti altri giocatori che nei rispettivi campionati sono determinanti.
Il Belgio ha tutte le potenzialità per essere la nuova Spagna. Per vincere un Mondiale serve anche quella componente di fortuna che non guasta mai.

Come i rigori con cui la Spagna ci ha eliminato all’Europeo 2008.
Esatto, noi mettemmo in croce il povero Donadoni ma quello fu il fortunato episodio (fortunato perchè uno dei rigori fu sbagliato da Di Natale che in carriera ne ha sbagliati pochissimi) di una Spagna che da lì in poi ha vinto tutto.

Grazie a Sandro Sabatini dalla redazione di news.superscommesse.it
Grazie a voi, a presto

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