Mondiali 2018: l’Iran rischia l’esclusione. L’Italia spera?

Pubblicato il autore: Giuseppe Consiglio Segui

Si accende un nuovo, anche se flebile, barlume di speranza per la nostra Nazionale in vista di Russia 2018, un mondiale che sembra esser nato sotto una cattiva stella per via delle vicende politiche che hanno coinvolto prima Perù e Spagna e ora l‘Iran, che rischia la partecipazione alla prossima Coppa del Mondo per via  dell’inchiesta avviata dalla Fifa su possibili ingerenze del governo di Teheran sulla convocazione di due calciatori iraniani, Masoud Shojaei e Ehsan Haji Safi, da poco trasferitisi il primo nell’ AEK Atene e il secondo all’Olympiacos ma all’epoca dei fatti calciatori del Panionios.

Ma andiamo per ordine: il 3  agosto 2017 si disputa in Grecia la partita di ritorno del terzo turno preliminare di Europa League tra Panionos e gli israeliani del Maccabi Tel Aviv (vinceranno gli ospiti per 0-1). Tra i padroni di casa militano Shojaei e Haji Safi e fin qui nulla di strano, se non fosse che l’Iran non riconosce Israele come stato e pertanto vieta ai suoi calciatori di affrontare squadra israeliane a qualsiasi livello. La presenza in campo dei due calciatori suscita grande indignazione nella vecchia Persia al punto che i due calciatori, per ammissione del ministro dello sport iraniano, vengono esclusi dal giro della Nazionale, senza tener conto del fatto che Shojaei e Haji Safi erano riusciti a non essere convocati per la sfida di andata contro il Maccabi ma non gli era stato possibile fare lo stesso per quella di ritorno.

Haji Safi non esita a chiedere scusa per l’accaduto e viene reintegrato nella selezione iranian, lo stesso non fa Shojaei, già in passato resosi protagonista di forti denunce al sistema sportivo del suo paese e sostenitore di una campagna che permettesse alle donne dell’Iran di fare ingresso negli stadi come in qualsiasi altro stato del mondo di media civiltà. A questo punto parte l‘indagine Fifa per verificare se la federazione iraniana abbia violato la norma che vieta l’ingiustificata ingerenza politica di uno stato nel proprio sistema sportivo, e quindi se le mancate convocazioni di Haji Safi e soprattutto Shojaei siano frutto di un veto del governo di Teheran o di pura e discrezionale scelta tecnica.

Questa vicenda non può che suscitare curiosità in Italia nella speranza di un ripescaggio last minute conseguente all’esclusione dell’Iran. Ripescaggio comunque difficile alla luce dei criteri Fifa, che non possono non tener conto in primis della provenienza geografica di una Nazionale esclusa ai fini della scelta di quella da ripescare. Inoltre non depongono a nostro favore le dichiarazioni di qualche settimana fa del presidente della Fifa, Gianni Infantino, il quale, alla domanda se fosse possibile un ripescaggio dell’Italia alla luce dei fatti della Catalogna in Spagna, rispose con un sibillino “ai Mondiali ci si qualifica sul campo”, quasi a voler sottolineare la linea morbida della Fifa che, se non in casi strettamente necessari, vorrebbe evitare esclusioni e conseguenti ripescaggi a 6 mesi dall’inizio di Russia 2018. Tuttavia il caso iraniano sembra essere più grave rispetto a quello peruviano e spagnolo al punto tale che non sembra da escludere una forte pressione del governo sulle scelte sportive della Nazionale.

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