Era il 9 luglio del 2006, il giorno della finale dei Mondiali tra Italia e Francia

Pubblicato il autore: Pietro D'Alessandro Segui


Era il 9 luglio del 2006.
Era una calda domenica d’estate, che sarebbe diventata incandescente perché ci sarebbe stata la finale del campionato mondiale di Germania. Ed all’Olympianstadion di Berlino, a contendersi il più prestigioso titolo del calcio mondiale, ci sarebbero state la Francia e l’Italia.
Gli azzurri di Marcello Lippi avevano conquistato la finale a scapito dei padroni di casa, sconfitti 2 a 0 a Dortmund il 4 luglio, dopo una partita vibrante sbloccata ai supplementari dai gol di Grosso al 119° e di Del Piero al 120°.
I tifosi azzurri erano quel giorno divisi in due fazioni: c’era chi era terrorizzato dall’idea di affrontare i galletti francesi, memori dell’atroce sconfitta agli Europei del 2000, e chi, invece, vedeva l’opportunità irrinunciabile di una rivincita mondiale. Tutti ricordavano, e ancora ricordano, era il 2 luglio del 2000, la beffa inenarrabile del golden gol di Trezeguet al minuto 103° di una partita che l’Italia poteva e doveva vincere. In vantaggio al 55° con un gol di Marco Del Vecchio, gli azzurri, ormai certi del titolo europeo, si erano fatti raggiungere al 90° da un gol di Wiltord e si erano fatti infilzare da Trezeguet con il golden gol al 103°. Era stata quella la partita con la quale i francesi si vantavano di aver insegnato agli italiani a ritappare lo champagne.
Ed ora eccoli ancora di fronte a noi a contenderci l’alloro mondiale.
Sarebbe stata la terza finale mondiale in cui era impegnata l’Italia alla quale avrei assistito: la prima nell’82 in Spagna si era conclusa con il trionfo sulla Germania, era l’Italia di Bearzot, la seconda nel ’94 aveva visto gli azzurri di Arrigo Sacchi soccombere ai rigori contro il Brasile.
Avevo deciso di vedere la partita da solo, e per scaramanzia, visto come erano andate le finali del Mondiale del ’94 e dell’Europeo del 2000, e perché non sopportavo i commenti fuori luogo di improvvisati tecnici dell’ultima ora o le critiche al primo errore degli azzurri. Sono convinto che, anche se da casa, ci deve essere sempre il supporto positivo ai propri colori.
Devo essere sincero: volevo vedere la partita da solo anche perché un’altra delusione si era consumata poco più di un anno addietro durante un’affollata riunione di amici davanti alla televisione: quella volta era il 25 maggio del 2005 e si disputava la finale della Champions League 2004-2005 tra Milan e Liverpool. Incredibilmente il Milan di Carletto Ancelotti aveva perso la coppa ai rigori dopo aver concluso il primo tempo in vantaggio per 3 a 0: era stata una vera e propria tragedia per i tifosi rossoneri.
E allora questa volta con la massima concentrazione, in assoluto silenzio, davanti al televisore io e mio figlio, era l’unica compagnia gradita, a soffrire e a sperare.

potrebbe interessarti ancheCecchinato-Schwartzman 6-3, 6-7, 4-6 (video highlights): l’italiano cala negli ultimi set. Al secondo turno approda il sudamericano

Italia Francia del 2006. La partita

Lippi aveva mandato in campo, con il 4-4-2, Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso; Camoranesi, Pirlo, Gattuso, Perrotta; Totti e Toni e già al 7° minuto gli azzurri erano sotto per un gol realizzato su rigore da Zidane. Il penalty era stato concesso per un fallo in area di Materazzi su Malouda.
La paura dell’ennesima delusione aveva paralizzato me, mio figlio e tutti gli italiani incollati davanti agli schermi televisivi fino al 19°, quando lo stesso Materazzi, che aveva causato il rigore, con un imperioso stacco di testa sul corner battuto da destra di Pirlo, aveva fulminato Barthez e rimesso in equilibrio l’incontro.
Il sangue aveva ricominciato a scorrere tumultuoso nelle mie vene e la speranza aveva riacceso gli animi dei tifosi azzurri.
Tra emozioni di ogni tipo, con il fiato sospeso per lunghi tratti, con urli strozzati ed imprecazioni represse, i 90 minuti regolamentari si erano conclusi sull’1 a 1. Lippi aveva operato le tre sostituzioni ammesse: al 61° De Rossi e Iaquinta avevano sostituito Totti e Perrotta e all’86° Del Piero aveva preso il posto di Camoranesi.
Al 110 c’era stata la follia di Zidane: testata sul costato di Materazzi ed espulsione del francese e poi i rigori, i maledetti rigori come nel ’94 contro il Brasile ai Mondiali e nel 2005 contro il Liverpool in Champions.
Le strade di Palermo, solitamente trafficate e rumorose, erano precipitate in un silenzio irreale, il traffico era inesistente. Tutti, in ogni angolo d’Italia, aspettavano che venissero calciati quei maledetti rigori.
Iniziano gli azzurri, calcia Pirlo e segna.
Risponde Wiltord per la Francia e pareggia.
Tocca a Materazzi, gol.
Palla ai piedi di Trezeguet, che aveva beffato l’Italia nel 2000 con il suo golden gol: questa volta sbaglia, palla sulla traversa e azzurri in vantaggio.
De Rossi insacca.
Anche Abidal segna, ma l’Italia è sempre in vantaggio.
Non sbagliano Del Piero e Sagnol e tocca a Grosso: se segna l’Italia è campione del mondo. Sembra tranquillo l’esterno del Palermo, ma sicuramente è cosciente dell’enorme responsabilità che gli è toccata. Guarda l’arbitro che fischia. Inizia la rincorsa, calcia di sinistro alla sinistra del portiere francese, la rete si gonfia, l’Italia è campione del mondo!

potrebbe interessarti ancheItalia Camerun Volley: data, orario e diretta TV del primo appuntamento al Preolimpico

notizie sul temaPallanuoto Mondiali, classifica finale della manifestazione: l’Italia campione del Mondo, argento alla Spagna e bronzo alla CroaziaItalia-Spagna 10-5: gli azzurri dominano la finale e si laureano campioni del mondoPallanuoto Mondiali, Italia-Ungheria 12-10: gli azzurri sconfiggono i magiari e volano in finale contro la Spagna
  •   
  •  
  •  
  •