Deschamps, la rivincita del soldatino Didier nella Francia campione del mondo

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Deschamps, Francia campione nel solco di Lippi. Ha un viso di quelli che la sa lunga, molto lunga. Didier Deschamps è il terzo uomo a vincere un Mondiale di calcio sia da giocatore che da allenatore. Dopo Beckenbauer e Zagallo, ecco l’ineffabile Didier. In patria non è stato mai molto amato. Le delusioni dell’Europeo 2012 e del Mondiale 2014, la finale persa negli Europei di casa l’avevano fatto arrivare sulla graticola. Deschamps è andato avanti per la sua strada. Senza guardare in faccia a nessuno. Prima di partire per la campagna di Russia il c.t. francese ha lasciato a casa nomi pesanti, come Benzema, Lacazette e Martial. Ha dato fiducia ai tanti giovani talenti e qualche membro della vecchia guardia. Un trionfo molto italiano. La Francia del 2018 ricorda per molte cose l’Italia del 2006, allenata da Marcello Lippi.

Il tecnico toscano e Deschamps sono stati insieme alla Juventus dal 1994 al 1999, vincendo tre scudetti e una Champions League. Un rapporto speciale, che  è andato avanti negli anni. Deschamps ha modellato la sua Francia come Lippi fece con l’Italia del 2006. Difesa accorta, grande attenzione sui calci piazzati, talento in attacco e un pizzico di fortuna che non guasta mai. Come gli azzurri in Germania anche la Francia è cresciuta cammin facendo, arrivando al top nella parte finale del mondiale. Ha aiutato Deschamps avere giocatori come Pogba o Matuidi, che nel campionato italiano hanno giocato. Come d’aiuto è stato avere Varane o Kantè, che hanno avuto come tecnici gente del calibro di Carlo Ancelotti e Antonio Conte. Un po’ d’Italia nel trionfo francese ai Mondiali di Russia. Piccola consolazione, ma pur sempre una consolazione.

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Deschamps 2018 come Lippi 2006, la storia continua

Deschamps, una Francia all’italiana. Tante le affinità tra i galletti di Russia e gli azzurri di Germania. Varane-Umtiti difensori goleador per Deschamps come Materazzi per Lippi. Pogba-Kantè grande cerniera di centrocampo francese come fu la coppia mediana Gattuso-Pirlo per l’Italia. Matuidi come Perrotta, giocatore che fa da equilibratore per tutta la squadra. Davanti Giroud, centravanti di lotta. Come lo fu all’epoca Luca Toni. La fantasia di Mbappè-Griezmann come quella di Totti-Del Piero.

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C’è però una sola grande differenza tra l’Italia 2006 di Lippi e la Francia 2018 di Deschamps: l’età. Gli azzurri in Germania avevano un’età in cui si trovavano nella piena maturità calcistica. L’unico giovane era De Rossi, che non giocava però titolare stabile. I galletti invece sono molto giovani, la maggior parte dei giocatori è nata negli anni ’90. Pensare che Mbappè è un quasi millennial, essendo nato nel 1998. Questo vuol dire che la Francia può aprire un ciclo a livello di nazionale. Tra due anni ci sono gli Europei e le Bleus si presenteranno da campioni del mondo e da grandi favoriti. Resta da vedere se alla loro guida ci sarà ancora Deschamps, il più italiano di tutti i francesi. E vincente, non per caso.

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