Mondiali 2018: Francia e Croazia, numeri e talenti a confronto

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Foto originale Getty Images© selezionata da SuperNews

La sessantaquattresima partita del Mondiale russo, ovvero quella più importante, quella che lascerà inevitabilmente un segno nella storia, sarà la sfida tra Francia e Croazia. La ventunesima finale mondiale è un inedito assoluto, mai prima d’ora i Blues e i balcanici si erano affrontati a novanta minuti, o poco più, dall’alzare al cielo una coppa. La Croazia sarà la dodicesima squadra nel corso dei Mondiali a disputare per la prima volta una finale, mentre per la Francia si tratta della terza, dopo quella vincente nel 1998 e quella infausta datata 2006.

Tra l’altro per Deschamps potrebbe rappresentare la ghiotta occasione per entrare nel novero ristretto di coloro che abbiano conquistato la Coppa del Mondo sia nelle vesti di calciatore che di commissario tecnico, come accaduto in passato solamente a Beckenbauer e Zagallo. Francia e Croazia sarà il duello incrociato tra due fuoriclasse assoluti, ossia Mbappè per i “galletti” e Modric per i biancorossi a scacchi. Da una parte il talento, la forza fisica, il fiuto del gol travolgente dell’attaccante del Psg, dall’altra la visione di gioco sopraffina, il tocco di palla ineguagliabile, l’efficacia di un playmaker, pedina insostituibile sia nel Real Madrid che ovviamente nella Nazionale. Sarà la sfida a distanza tra “le petit diableGriezmann, ossia uno di quelli che tramuta in oro tutto ciò che tocca, e Mandzukic, ovvero un gladiatore disponibile al sacrificio ma che non dimentica mai che il suo obiettivo principale sia quello di scaraventare la sfera in fondo al sacco. Francia e Croazia sarà anche il confronto fra Pogba e Rakitic.

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L’ex juventino nel corso di questo Mondiale non ha palesato solamente classe e arguzia, caratteristiche note già da tempo, ma anche una spiccata maturità, venuta fuori grazie, soprattutto, all’aiuto del c.t. Deschamps, in grado di enfatizzare in lui aspetti da gregario, dismettendo gli abiti, spesso snob, di leader indiscusso. Nell’altra sponda, intento a fronteggiarlo, vi sarà, come detto, la stella del Barca, uno di quelli su cui fare affidamento. Il centrocampista croato sa come vincere, per informazioni rivolgersi ai blaugrana. E poi vi sarà il duello tra i due portieri, Lloris e Subasic, entrambi autori di parate prodigiose e sensazionali nel corso di questa competizione. A Varane e Umtiti, decisivi nelle vittorie rimediate contro Uruguay e Belgio, proveranno a rispondere i rocciosi Vida e Lovren. E poi l’efficacia di Matuidi contro la concretezza di Perisic, l’intraprendenza di Pavard al cospetto dell’abnegazione messa in campo da Vrsaljko.

Saranno tante le sfide nella sfida, tutte accomunate da un unico obiettivo, quello di condurre la propria nazionale sul tetto del mondo. Analizzando, poi, i numeri, sia la Francia che la Croazia non hanno mai perso sino ad ora, con i transalpini autori di dieci gol, mentre sono solo quattro le reti al passivo. I balcanici, invece, annoverano dodici centri all’attivo, cinque, invece, i gol subiti. Entrambe le compagini appaiono nelle vesti di cooperativa del gol, in quanto i loro bomber più prolifici non vadano oltre le tre reti con Mbappè e Griezmann tra le fila dei “galletti“, mentre nella Croazia coloro che hanno messo a segno più gol sono Mandzukic, Perisic e Modric, appaiati a quota due.

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L’unico precedente disputato in un Mondiale risale al 1998, quando si affrontarono in semifinale e i Blues ebbero la meglio per 2-1, con Thuram, autore di una doppietta, che ribaltò la rete iniziale dei biancorossi a scacchi realizzata da Suker. Quell’edizione si concluse con i “galletti” che alzarono al cielo, per la prima volta, la coppa da 6 kg d’oro, mentre i balcanici si dovettero accontentare di un sorprendente terzo posto. Stavolta se la Francia proverà a bissare quel trionfo straordinario, la Croazia, maturata negli anni e con nuovi interpreti, tenterà di far meglio rispetto ad allora, centrando un successo che li proietterebbe sul tetto del mondo.

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