Mondiali 2018: la Croazia con cuore, tenacia ed esperienza conquista l’accesso in finale

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Prepariamoci ad una sfida sensazionale e all’ultimo respiro, quella che andrà in scena domenica, alle ore 17, presso il “Luzhniki” di Mosca, finale del Mondiale 2018, che vedrà opporsi Francia e Croazia. I balcanici, ieri sera, hanno compiuto un’altra impresa degna di nota, estromettendo in rimonta la coraggiosa ed intraprendente Inghilterra guidata dal c.t. Southgate. I biancorossi a scacchi, hanno evidenziato, per l’ennesima volta, cuore, carattere, determinazione, convinzione nei propri mezzi ed una spiccata maturità, che ha permesso a Modric e compagni di accedere per la prima volta nella loro storia in finale di coppa del mondo. La banda del c.t. Dalic nel corso di questo cammino ha messo in luce una voglia spasmodica di centrare l’obiettivo prestigioso, dando costantemente la sensazione di non crollare sotto i colpi dell’avversario di turno, trovando energie e risorse, molto spesso, inaspettate.

Brillante il percorso effettuato durante la fase a gironi, avendo chiuso il gruppo D in testa, a punteggio pieno, sbarazzandosi senza affanni di Nigeria, Islanda e soprattutto Argentina. Lo spirito della nazionale croata si è poi manifestato a pieno dagli ottavi, eliminando la Danimarca, a margine di un match assai insidioso, conclusosi ai calci di rigore. Medesimo canovaccio al cospetto dei padroni di casa russi, in occasione dei quarti, dopo un 2-2 pirotecnico, deciso anche stavolta dagli undici metri grazie alle prodezze dell’estremo difensore Subasic. A seguire ecco l’Inghilterra. Alla vigilia si è posto l’accento sulle condizioni di salute di alcuni punti cardine dell’undici croato, preannunciando una squadra che molto probabilmente si sarebbe presentata a quest’appuntamento decisamente affaticata dopo due sfide dure ed ostiche risolte solamente dopo la lotteria dei calci di rigore.

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Il gol degli inglesi dopo appena cinque minuti, realizzato da Trippier, non lasciava presagire nulla di buono per Modric e compagni, i quali, però, nella ripresa, hanno dato vita ad un vero e proprio scossone, dimostrando una ferrea tenacia. Ed è così che al 68′ hanno acciuffato il pareggio con Perisic, per poi sfiorare il vantaggio sempre con l’esterno d’attacco interista, oltre che con Rebic e  Mandzukic. Dopo qualche patema vissuto nei minuti iniziali del primo tempo supplementare, la maggior esperienza dei croati si è palesata al 109′ quando su sponda aerea di Perisic è Mandzukic a sferrare il colpo mortifero per la compagine inglese, permettendo alla Croazia di approdare in finale, in attesa di affrontare la Francia nell’atto conclusivo di questo travolgente percorso che induce alla gloria.

I punti di forza di questa compagine vanno ricercati in una coppia sulla mediana da far invidia a qualsiasi nazionale e squadra di club, ossia il duo Modric-Rakitic, fantasia, efficacia e talento allo stato puro. Lodevole l’apporto sulla trequarti dei vari Brozovic, Rebic e Perisic, spine nel fianco per qualsiasi retroguardia avversaria, senza dimenticare, ovviamente, il killer instinct di un Mandzukic imprescindibile. Qualche perplessità, a volte, proviene dal pacchetto arretrato, ovvero da una difesa non sempre irreprensibile, tenuta in piedi, però, da un Subasic straordinario, come già dimostrato nelle sfide da dentro o fuori contro Danimarca e Russia.

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Infine una menzione particolare va attribuita al c.t. Dalic, il quale pur non avendo a disposizione dei sostituti in grado di sopperire ad eventuali assenze dei titolari, ha amalgamato alla perfezione il gruppo, prediligendo un discorso improntato sulla forza del collettivo piuttosto che sull’importanza del singolo. Non è un dettaglio, tra l’altro, il fatto di aver rispedito a casa Nikola Kalinic, il quale nei minuti finali della prima partita della fase a gironi tra Croazia e Nigeria, si rifiutò di entrare in campo. Dalic non ha perdonato tale atteggiamento mantenuto dall’attaccante del Milan, lanciando un chiaro e tangibile segnale che nella Croazia tutti devono remare verso un unico obiettivo, senza anteporre ragioni o capricci personali. E’ la forza del gruppo, l’intensità agonistica messa in campo, i fattori trascinanti che hanno portato i balcanici a lanciare il guanto di sfida agli “enfants terribles” guidati da Deschamps, a novanta minuti o poco più da un sogno di gloria che rischia seriamente di tramutarsi in realtà.

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