Mondiali, Neymar e le simulazioni continue. Il brasiliano è stato a terra 14 minuti

Pubblicato il autore: Luciano Nervo Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

La simulazione è qualcosa che all’interno della cultura latina è largamente accettata come sotterfugio per facilitare la vittoria, è vista come un qualcosa che rientra nella collezione di armi a disposizione di un calciatore. Invece all’interno della cultura anglo-sassone, è vista più come un qualcosa di meschino, quasi come un coltello nascosto, come un’arma che si può usare, ma solo se sei un vigliacco, e non un uomo vero. In Inghilterra in particolare i giocatori che si tuffano sono sempre i più fischiati. Ma in questo caso la seconda protagonista della vicenda è un’emittente della Svizzera, la RTS Sport.

Un gran simulatore lo è sempre stato, e probabilmente sempre lo sarà. C’erano stati dei miglioramenti nella parte finale della sua avventura in blaugrana a Barcellona, le sceneggiate erano drasticamente diminuite, forse figlio dell’educazione che si impartisce da quelle parti. Da quest’anno la routine è ricominciata dal suo approdo a Parigi, dove ha già dovuto rispondere a delle accuse riguardo la sua tendenza a “tuffarsi”, con un “è un campionato molto fisico“. E poteva smentirsi proprio sul palcoscenico più grande di sempre?

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La già citata RTS Sport, ha deciso di calcolare quanto tempo O Ney ha trascorso steso per terra in seguito a tackle o falli subiti, forse indispettiti dalla poca resistenza che ha opposto il 10 brasiliano alla forza di gravità proprio contro la loro Svizzera, contro la quale non è riuscito ad andare oltre al 1-1. Secondo i loro calcoli ha trascorso all’interno delle varie gare in totale 13 minuti e 50 secondi a terra, con una media di 207,5 secondi a gara. Solo con il Messico è arrivato a quota cinque minuti e mezzo, con i lamenti disumani, che sembravano quelli di una persona a cui è stato amputato un arto, causati dal pestone di Layun che hanno portato il gioco a bloccarsi per 180 secondi. Il colpo è stato sicuramente scorretto, ma sia dalle immagini, che dal fatto di come ha continuato a giocare senza problemi, si è capito che così tanto violento non fosse, e che la “pagliacciata” ( così definita dal Ct messicano Osorio) poteva essere evitata.

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Insomma, lo dicono tutti, e ora lo confermano anche i numeri: Neymar trascorre troppo tempo per terra. Questo conferma che è uno dei giocatori più temuti della competizione (è anche quello con più falli subiti, 23), ma tutte quelle sceneggiate sono proprio necessarie?

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