Mark Clattenburg su Chelsea-Tottenham 2016: “Lasciai che gli Spurs si autodistruggessero”

Pubblicato il autore: Gianni Succu Segui

Mark Clattenburg

Per tanti appassionati di Premier League il 2 maggio 2016 rimarrà nella memoria per lungo tempo.
Quella sera a Stamford Bridge il Tottenham si giocava le ultime residue speranze di vittoria della Premier League nella trionfale stagione di Claudio Ranieri alla guida del Leicester City. Gli Spurs erano avanti 2-0 grazie ai gol di Harry Kane ed Heung-Min Son nel primo tempo, ma si sono fatti raggiungere dai Blues con Cahill ed un fantastico gol di Eden Hazard nei minuti finali.

La battaglia di Stamford Bridge

Questa partita, oltre ovviamente a sancire il trionfo delle Foxes in quella stranissima Premier League, è anche, e soprattutto, ricordata come la battaglia di Stamford Bridge. Vista la posta in palio altissima, era quasi normale che gli animi fossero quantomeno caldi, e se già prima del gol del 2-2 di Hazard gli scontri di gioco erano tutt’altro che amichevoli, gli ultimi minuti della gara furono qualcosa di molto vicino ad una rissa da saloon; un far-west di entratacce sull’uomo e falli di frustrazione con i giocatori del Tottenham che, più vedevano scivolare via le ultime speranze di titolo, più si incattivivano negli interventi sui “malcapitati” avversari.
Tanto fu dura quella “battaglia” che gli Spurs raggiunsero, a fine gara, il non certo invidiabile record di 9 cartellini gialli collezionati dai propri giocatori, che rappresenta attualmente il massimo mai toccato da una squadra in oltre 130 anni di storia del massimo campionato inglese.

Il racconto di Clattenburg

L’arbitro artefice di tale record fu il famosissimo Mark Clattenburg, spesso rappresentante britannico durante le manifestazioni internazionali ed eletto miglior arbitro del mondo proprio nel 2016. Clattenburg è sempre stato un arbitro dalla forte personalità, spesso sopra le righe nel suo modo di arbitrare le gare. Ora, dopo aver diretto la finale dell’ultimo Campionato Europeo tra Francia e Portogallo, arbitra per fior di milioni nel campionato degli Emirati Arabi, e intervistato in un podcast dal nome “Men in Blazers” è tornato a parlare di calcio europeo ed in particolare di quella storica partita a distanza di qualche anno.

Oltre ad indicare la differenza tra calcio inglese ed europeo, specificando che “nessun calciatore a livello europeo avrebbe mai tollerato il livello degli interventi che di solito si lasciano correre in Premier League“, giustificando così il diverso modo di arbitrare che lo caratterizzava durante le gare nazionali ed internazionali, il buon Mark ha usato parole molto particolari per descrivere quella che tutti ricordano come una delle sue direzioni più difficili di tutta la carriera:
Ho aiutato la partita con il mio modo di arbitrare, l’ho interpretata. Alcuni arbitri avrebbero diretto applicando il regolamento alla lettera ed il Tottenham avrebbe potuto finire la partita in 7 o 8 giocatori trovando, per questo motivo, una scusa a cui aggrapparsi per aver perso il titolo. Io non ho voluto dare loro alcuna scusa e il mio piano partita è stato: Lascia che siano loro a perdere il titolo da soli.” – l’arbitro inglese ha poi chiosato – “Ho fatto in modo che il Tottenham si autodistruggesse, facendo si che tutti avrebbero pensato Il Tottenham ha perso il titolo. Se avessi espluso 3 o 4 giocatori quali sarebbero stati i titoli dei giornali? Clattenburg è costato il titolo agli Spurs“.

Parole forti che testimoniano il modo di fare di un arbitro che ha fatto del suo grande carisma una delle sue armi migliori; e che ancora continua a usarlo alla grande.

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