6 Febbraio 1958: Manchester United non dimentica i suoi “Busby Babes”

Pubblicato il autore: Stefano Cabrini Segui

Erano precisamente le ore 15,04 di quel 6 febbraio di sessant’anni fa quando non si spezzò solo un sogno di una squadra ma di una nazione intera che vedeva questi giovani ragazzi in cima al mondo nelle competizioni mondiali che sarebbero seguite negli anni successivi.
Una “Superga inglese” in terra tedesca per i ragazzi del Manchester United del ’58 che nove anni dopo il nostro Grande Torino persero la vita allo stesso modo

Di ritorno da Belgrado dopo il 3-3 che qualificò gli inglesi alla semifinale, a Monaco di Baviera non si ruppe solo un incantesimo ma iniziò una nuova vita in tutti i sensi di un team ancora oggi tra i più famosi, vincenti e forti del panorama calcistico mondiale.
Fermatosi per uno scalo tecnico con sosta carburante a Monaco di Baviera, al terzo tentativo di decollo anche purtroppo a problemi di surriscaldamento del motore sinistro l’aeroplano si schiantò contro una recinzione e su una casa in quel momento fortunatamente non abitata.
Ventitré dei quarantaquattro passeggeri tra giocatori, equipaggio e giornalisti persero la vita
Tra i superstiti figurava un certo Robert detto Bobby Charlton, svenuto dopo il tremendo schianto e salvato eroicamente dal suo compagno di squadra il portiere nordirlandese Harry Gregg che lo trascinò fuori per le gambe.
Sempre il coraggioso estremo difensore in versione eroe salvò la signora Vera Lukic incinta del suo ultimogenito Zoran e sua figlia Vesna

Tra le vittime ci fu anche Duncan Edwards di soli ventuno anni, che morì dopo quindici giorni per le numerose ferite riportate e secondo tanti addetti ai lavori sarebbe diventato il giocatore inglese più forte di tutti i tempi.
La vittoria della finale di dieci anni dopo a Wembley contro il Benfica di Eusebio fu figlia proprio di quel giorno.
Bobby Charlton divenuto capitano alza la coppa e gli occhi al cielo verso i Busby Babes, così chiamati per la loro giovane età ed il loro mentore, l’allenatore scozzese Matt Busby anche lui tra i superstiti di Monaco nonostante le gravi ferite e il ricevimento dell’estrema unzione.
“Il calcio mi ha salvato” ha sempre sostenuto dopo aver salvato lui delle vite umane

Moltissime le commemorazioni soprattutto sui social degli ex calciatori dei Red Devils: si va da Rio Ferdinand a Michael Carrick passando per Edwin Van Der Sar, tutti e tre vincitori della Champions League dell’edizione del 2008 contro il Chelsea, esattamente 50 anni dopo la tragedia di Monaco di Baviera.
Quella coppa l’hanno vinta anche per loro e con loro, tifosi e giocatori stessi erano consapevoli del fatto che se non ci fosse stato lo schianto il numero dei trofei sarebbe stato sicuramente maggiore.
Proprio il dieci febbraio di quell’anno in occasione del derby di Manchester lo United scese in campo con una maglia speciale per l’occasione, senza sponsor senza nome, era solo rossa con il colletto bianco, semplice come la indossavano loro, i Flowers of Manchester.

Oggi il National Football Museum a Manchester ha tenuto esattamente alle ore 15,04 un minuto di silenzio nella Hall of Fame aprendo il libro delle condoglianze ed ha aggiunto molti articoli davanti all’immagine dei ragazzi guidati da Busby.

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