Donadoni, il Parma e il segreto del lavoro quotidiano

Pubblicato il autore: Luigi Laguaragnella Segui

Donadoni

Se il Parma sta onorando il suo campionato e sta dando l’immagine di un calcio che va oltre il business, lo deve soprattutto alla serietà e all’onestà di mister Donadoni. L’ex ct della nazionale sarebbe potuto partire e lasciare la società fallita, ma ha preferito rimanere e trasmettere alla squadra le giuste motivazioni per dare un senso alla stagione, con un destino già segnato. Certamente non in serie A.

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Donadoni con un lavoro umile, nonostante le partenze di alcune pedine fondamentali dei ducali (Cassano e Paletta su tutti) è riuscito a valorizzare la squadra, lavorando nel quotidiano con i calciatori rimasti. Dando un senso al cammino del Parma, giorno per giorno. Non conoscendo le sorti future della società, era inevitabile trovare le motivazione passo dopo passo.

Anche Donadoni, come Cassano, avrebbe lasciato l’Emilia, essendo un allenatore richiesto, ma responsabilmente ha deciso di rimanere, soprattutto per tenere unito lo spogliatoio per essere guida di un gruppo di giovani calciatori, che senza stipendio e con una classifica che già li condannava, avrebbero potuto  compromettere la carriera professionistica.

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Invece è emersa la professionalità di Donadoni evidente negli uomini che vanno in campo. Ad una società fallita che non c’è, è tangibile, invece, il sostegno della città, di una tifoseria che ha dimostrato attaccamento ai colori del Parma: questo entusiasmo, in contesti del genere, è determinante. Le vittorie dei gialloblu contro Juve, Inter, Udinese, senza dimenticare il pareggio contro la Roma sono la sintesi di tutto questo. Donadoni e i suoi giocatori si giocano il futuro personale quotidianamente. Non percepiscono stipendio, ma stanno collaborando per salvare almeno la loro dignità, l’onore. E’ da apprezzare l’idea di Donadoni di sponsorizzare il Parma con il suo ristorante, gestito insieme a Mauro Tassotti. Nella crisi di una società gesti del genere fanno correre maggiormente in campo, cementifica il gruppo. A volte il fallimento di una società calcistica a causa di conti, milioni di euro e debiti scatena i veri meccanismi dello sport: l’onore, il rispetto, il vero agonismo senza doppi interessi, lo spirito di sacrificio, l’onestà di dare filo da torcere contro ogni avversario al di là di ogni risultato che, comunque alla fine paga. Pur se ultimo, il Parma ha vinto il suo scudetto

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