Inter, l’argomento d’esame si chiama Palermo

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

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Fuoco di paglia o punto di (ri) partenza, il bivio dell’Inter.
Un 2016 iniziato male, continuato peggio dai neroazzurri, a un passo dall’essere campioni d’inverno fino all’abbandono del sogno scudetto, allo smarrimento di fiducia e serenità, sicurezza e consapevolezza, tanto da compromettere e complicare, ora più che mai, la rincorsa all’obbiettivo stagionale minimo dell’Inter, il terzo posto.

Pazza Inter, un binomio nato proprio negli anni in cui Mancini riportava a vincere e a dominare i palcoscenici italiani i neroazzurri, un assonanza assorbita dai tifosi dall’ambiente fino ad infondersi nel DNA di questa squadra.
Una pazzia l’Inter la stava per fare Mercoledì, a un passo dalla riuscita di un impresa eroica, quasi leggendaria, viste le difficoltà palesi, tattiche e mentali, di una squadra apparsa estremamente fragile solo qualche giorno prima.
È andata male, solo, nel risultato finale, la fortuna non ha girato, i rigori sono una lotteria e vanno presi per quello che sono, l’Inter non giocherà il derby con il Milan in finale, ma forse ha ritrovato qualche certezza in più, la convinzione di essere una squadra importante, che può e deve lottare fino alla fine.
Il posto in Champions League è imprescindibile nel progetto di Thoir, senza quello le prospettive per un campionato di vertice l’anno prossimo calerebbero drasticamente, costringendo la società a fare diverse valutazioni anche sul mercato, inevitabile sarebbe la cessione di un big, magari proprio il capitano, Icardi, per la quale Mancini non sembra stravedere, se non Brozovic richiesto in Premier League o Murillo, sponda Real.

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Fondamentale crocevia domani, dalle 20:45 l’Inter si giocherà, contro il Palermo, una grande fetta della propria stagione, una partita in cui i tre punti potrebbero non bastare per soddisfare i tifosi e la società, la reazione di Mercoledì deve essere il Leitmotiv con il finale della stagione, carattere e attributi, invocati da Ausilio e Zanetti al termine della sconfitta maturata allo Juventus Stadium, mostrati con decisione in Coppa Italia, mettendo sotto i bianconeri nella miglior gara dell’Inter targata Mancini 2.0.

Il tecnico Jesino si è detto fiducioso, convinto della propria squadra, padrona del proprio destino: ” Non c’è nulla di compromesso. Nulla. Se vinciamo domani andiamo a meno cinque dalla Roma e fra due settimane andremo nella Capitale per lo scontro diretto. Semplicemente, dipende solo da noi ”.

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Sfida aperta e agguerrita più che mai, l’Inter non può sbagliare con il Palermo, dare continuità l’imperativo dei neroazzuri.

Mancini dovrebbe affidarsi ad un 4-2-3-1, Handanovic, assente rimpianto in Coppa Italia riprenderà il suo posto tra i pali, Nagatomo, Miranda, Juan Jesus (problema all’adduttore per Murillo) e uno tra D’Ambrosio e Telles in difesa.
In mezzo al campo, il grosso dubbio riguarda Kondogbia, uscito malconcio al termine del primo tempo di coppa, il Francese potrebbe rifiatare, in questo caso la cerniera di centrocampo sarà formata da Medel e Brozovic, in caso contrario sarà il croato, come contro la Juventus ad alzare il suo raggio d’azione al posto di uno dei tre trequartisti alle spalle di Icardi.
L’attaccante argentino scenderà in campo dal 1’, supportato da Perisic, finalmente decisivo dopo troppe prestazioni timide e insufficienti, Ljajic e Palacio, in leggero vantaggio su Eder non al top della condizione fisica, l’italo-brasiliano dovrebbe rifiatare partendo dalla panchina.

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