Profondo viola: crollo ad Empoli e stagione praticamente già in archivio

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

sousa

Spengo la televisione quando scocca il 90′. Mi rifiuto di vedere il recupero, altamente inutile visto il risultato finale, nettamente in favore dell’Empoli, una squadra assai meno blasonata di quella viola, ma senz’altro dotata di un elemento non indifferente: la fame. Per carità, l’impegno non è affatto mancato, così come le occasioni  (Pelagotti, portiere di riserva, ha fatto i miracoli) e la sorte è stata cattiva consigliera, ma è mancato un elemento importante: la voglia di fare. Già la settimana non si stava concludendo affatto bene, con le voci relative a Paulo Sousa (che ha risposto piccato a chi gliene chiedeva conto ) che sarebbe andato a cena con emissari dello Zenit: l’impressione è che per l’allenatore portoghese l’avventura a Firenze sia al capolinea e sarebbe (come già narrato ad adbundantiam) la prima volta in serie A con i Della Valle che un allenatore dura una sola stagione (intera ). Bisogna però anche dire che Sousa non avrebbe tutti i torti, visto che la campagna estiva è risultata insufficiente (forse il solo Kalinic è stato l’acquisto azzeccato) e quella di gennaio addirittura fallimentare: Tello e Zarate, gli unici che hanno dimostrato qualcosa, sono andati a corrente alternata. Tino Costa un mistero, ancora peggio Benalouane e Konè ha esordito solo oggi. Sousa ha probabilmente capito che la società ha intenzione di non investire più di tanto, che non è forse ambiziosa come poteva far pensare. Gli strappi si erano visti già a fine estate, con quella cessione mai digerita di Savic, ed il sacrificio di Gomez, che forse il portoghese voleva quanto meno testare. Poi l’addio di Rossi, che mal digeriva le troppe panchine; via via si sono persi i vari Fernandez, Borja Valero e Badelj. Alonso è l’ombra del giocatore di un girone fa, Roncaglia è falloso e basta e meno male che Tatarusanu è rimasto costante nel suo rendimento, così come Astori. Kalinic ha retto la baracca finchè ha potuto, così come Ilicic. Ormai mancano sei gare e poi questa stagione, quando si chiuderà, costituirà una liberazione per tutti. E’ un peccato, visto il suggestivo avvio: è da avvilirsi, perchè delle ultime sei gare, più della metà erano alla portata. L’Inter, vittorioso a Frosinone, pare abbia preso il largo: nel computo finale arrivare quarti o quinti non cambierà granchè: ma il fatto di dover ringraziare l’ennesima annata scellerata del Milan renderà peggiore questo piazzamento finale. Poi si dovrà girar pagina per un’altra volta: come si è fatto tante, troppe volte. Si parla anche di cambiare portiere, ma la Fiorentina non ha soldi da spendere; torna di moda addirittura Balotelli, in passato accostato alla viola: certo, come se l’ambiente non fosse già destabilizzato di suo. ” E’ l’anno bono “, si ripete a Firenze quando si vincono tre, quattro gare di fila: ” andate a lavorare “, quando se ne perdono due di seguito. I fiorentini sono così, ma c’è anche da capirli, dopo tante annate storte, lo spauracchio della B nel 2012,  la finale persa del 2014, la finale di Europa League sfuggita malamente la scorsa stagione. Molti credevano che il ciclo di Montella fosse finito ed hanno sperato in Sousa: ma davvero dipendeva da loro?

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MASSIMILIANO GRANATO

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