Inter, nessuna formula magica: basterebbe un 4-3-1-2

Pubblicato il autore: Piero Giannoni Segui

De-Boer-630x399Tanto caos in casa Inter e mille complicazioni: urgono nuove soluzioni

“Italiani: popolo di santi poeti, navigatori e allenatori”. Così recitava un pezzo pubblicato sul ‘Secolo XIX’ qualche tempo fa, nulla di più vero considerando quanto sto per fare. Con questo articolo intendo portare alla luce i tanti problemi (soprattutto di natura tattica) che da un po’ di tempo affliggono l’Inter.
Negli ultimi giorni sulla sponda nerazzurra di Milano si è parlato moltissimo del caso Icardi. Attenzione però, perché se mass media e giornali non sorridono al gossip nerazzurro, meno ancora lo fa il campo, viste le grandi lacune tattiche (in particolare in difesa) palesate nelle ultime giornate.

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Analizziamo nel dettaglio la situazione

La sconfitta patita dagli uomini di De Boer contro il Cagliari a San Siro , sembra essere soltanto l’ultimo campanello d’allarme di una lunga serie. La partita di ieri, semmai ce ne fosse bisogno, ha messo in luce due aspetti importanti. Il primo dettato senza dubbio dalla poca concentrazione dei singoli, mentre il secondo riguarda l’eccessivo offensivismo del tecnico olandese. Appare ormai chiaro che giocare con il 4-2-3-1 (ovvero con ben tre trequartisti) è spesso complicato, visto anche il poco equilibrio generale tra i reparti.

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Come risolvere il problema?

Nessuna formula magica: Basterebbe un 4-3-1-2 . Secondo quanto riportato dalle statistiche di ieri, l’Inter ha fatto segnare il 66% di possesso palla ma senza mai incidere in modo particolare, complice un Icardi troppo isolato ed una squadra spesso imprecisa e prevedibile.
In questo campionato, la compagine di Frank de Boer pare non aver trovato ancora “l’alchimia perfetta”, visto il passivo di 10 gol subiti in 10 giornate e ben 15 punti persi tra Chievo, Palermo, Cagliari,  Roma e Bologna. Decisamente troppi per chi ambisce alla zona Champions. Nessuna formula magica: Potrebbe essere sufficiente un cambio modulo per consegnare un Inter più corta (ed accorta) ed organizzata nelle varie fasi di gioco, pur dovendo (eventualmente) sacrificare Ivan Perisic nel ruolo di seconda punta anziché di esterno d’attacco. I nerazzurri hanno ben 30 giornate di tempo per recuperare quanto perduto ma certamente in queste circostanze la frase “chi ben comincia è a metà dell’opera”, sembra tutto tranne che adatta. L’auspicio è che possano esserci nuovi sviluppi nello scacchiere tattico dell’Inter.

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